


Amici, omaggi a Genova, pogo e l'esibizione alla tromba: il concerto di Sayf è stato questo è tanto altro!
Atmosfera frizzante, tanti rimandi a Genova e… il pogo: la prima tappa su due di Sayf all’Alcatraz di Milano (di mercoledì 21 ottobre) è stata tutto questo e tanto altro, a cominciare dai minuti che hanno preceduto il live. Tra il pubblico, composto da tanti giovani, c’era chi ipotizzava quali brani avrebbero fatto parte della scaletta, chi ripassava per l’interrogazione del giorno dopo, chi ha salutato il proprio professore incontrato per caso, e chi seguiva, per quanto possibile, la partita Inter - Shakhtar Donetsk. Ma a parte le strategie per occupare l’attesa, erano tutti lì per Sayf.
Il concerto si è aperto con una registrazione audio di una conversazione tra Sayf e sua mamma, presente all’Alcatraz, nel corso della quale le comunicava che avrebbe lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla musica. L’annuncio, accolto dapprima con preoccupazione, è stato seguito da una cauta accettazione, esternata con la speranzosa espressione “inshallah”, che in arabo significa letteralmente “se Dio vuole” e che dà il titolo al brano di apertura del live, contenuto nell’omonimo EP.
Al concerto di Sayf, mercoledì diventa una “Buona domenica” https://t.co/294uAaRdl1
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Già nella sua prima parte, si è capito l’andamento del live, ricco di ospiti, come Artie 5ive, 22simba, e Rhove, quest’ultimo arrivato sul palco per cantare “Pachamama”. Successivamente, Sayf è stato raggiunto anche da “due mostri sacri”, come li ha definiti, ossia Rkomi e Marco Mengoni, il quale, conclusa “Sto bene al mare”, ha ribadito di aspettare Sayf come ospite il 27 novembre “Allo Sbagliato”, il locale milanese di cui è direttore creativo per i prossimi mesi.
Tutti qui per Sayf: Marco Mengoni e Rkomi salgono sul palco dell’Alcatraz https://t.co/1L5t11nay4
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Superata la metà del concerto e alcuni episodi di pogo, Sayf si è concesso un momento più intimista: circondato da una scenografia che rimandava a Genova e seduto su una sedia accanto a un tavolo con tanto di narghilè, ha cantato “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, accompagnato, anche in questo caso, dalle voci di tutto il pubblico.
Sayf ha accompagnato il live verso la conclusione con un messaggio improvvisato: “L’augurio migliore che vi posso fare è quello di essere felici, di sognare sempre, di avere qualcuno con cui condividere la vita, le cose belle della vita. Mi raccomando sogniamo sempre, non dobbiamo fare passi indietro, non possiamo farci togliere il futuro”.
Dopo “Santissimo”, Sayf ha concluso con due grandi successi e un momento musicale. Il primo è stato “Parlar d’amore”, in duetto con Bresh, l’ultimo ospite della serata e uno dei più attesi; il secondo è stato invece l’immancabile “Tu mi piaci tanto”. Infine, Adam ha regalato ai presenti un'esibizione alla tromba.
Sayf, e adesso? Suona la tromba! https://t.co/F9RznU9HyI
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