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Nesli, Vengo in pace: “Tiziano Ferro mi ha svelato una nuova parte di me” Parla del nuovo album, del singolo “Le cose belle”, di trap e del tour 03-04-2019

Nesli presenta il nuovo album di canzoni inedite Vengo in pace, il singolo Le cose belle e il suo tour di concerti: “Tiziano Ferro, con La fine, mi ha svelato una nuova parte di me”. Come nella coloratissima copertina del disco, per l'intervista con Mauro e Manola nel Verti Music Place è vestito in total black: “Ogni tanto provo a comprare cose colorate ma il nero ce l'ho dentro...”.

Com'è nato “Vengo in pace”? “Il disco esce in un momento in cui sono molto sereno anche se l'ho partorito in 2 anni e mezzo, perché penso che gli album devono uscire quando hai qualcosa da dire. Ci ho messo un po' per elaborare il pensiero. Abbiamo un archivio e un catalogo di musica italiana che ha retto nel tempo e che non si deve perdere. Non so invece cosa penseremo della trap fra 10 anni...”

A proposito della trap, in fondo tu sei stato un precursore... “Nel 2009 ho fatto un album che si intitolava 'Fragile' e che era pieno di vocoder ed effetti sulla voce, prima ancora della trap. Sono stato un embrione di tante cose, sono stato un pioniere anche andando a Sanremo. L'intro di questo disco è una poesia in musica e riprende le introduzioni che facevo nei miei dischi urban da rapper”

Tiziano Ferro ha voluto ricantare il tuo brano “La fine”, dimostrando che andavi oltre il rap. “Ho sempre manifestato una grande stima per Tiziano Ferro e per il suo operato da cantautore, mi sento molto vicino a lui. Io ero catalogato come rapper ma c'era altro che nemmeno io avevo ancora intuito: ringrazio Tiziano perché mi ha fatto vedere qualcos'altro che non avevo ancora colto di me stesso, mi ha fatto capire di essere adatto a determinate liriche. Qualcuno mi dice che sono un pazzo perché ho smesso di fare rap quando questo genere iniziava a spopolare, ma io ora mi sento di fare questo!”

Di cosa parla il nuovo singolo “Le cose belle”? “Cerco sempre di scrivere in un italiano semplice, sperando che venga recepito, perché provo anche a dire qualcosa di complesso e importante. Magari sbaglio, sono un pazzo o l'ultimo dei romantici rimasti, ma non posso separare la musica dal dolore: ho sempre scritto ciò che ha mosso il mio animo turbato. Faccio il cantautore e il cantante ma non il divo. Per paura mi sono privato di tante cose belle, davvero, lo dico con un'enorme serenità: ho trovato il mio canale espressivo nella musica”

In questi 2 anni e mezzo hai vissuto tanti cambiamenti. “Ci sono stati cambi radicali, come il passaggio da un'etichetta indipendente a una major e come l'incontro con Brando all'inizio di questo percorso: collaboriamo ancora perché siamo un team affiatato e siamo in sintonia. Poi ho cambiato case, vita privata...”

Intanto sei già in tournée. “Sto facendo un vero e proprio tour promozionale di presentazione del disco. Quindi mi trovo a cantare brani che ancora non tutti conoscono. Suono 9 delle 11 nuove canzoni, più pezzi del passato. Ho iniziato i concerti a Roma il giorno prima dell'uscita del nuovo album: una cosa da matti! Ho fatto questa cosa in un'era di streaming in cui si ascoltano brani a cui non si è interessati, quindi sono andato proprio contro ogni logica!”

 


Autore:
Francesco Carrubba
03-04-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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