Dieci anni di “Santeria”14 set 2026

Marracash e Guè: la loro “masterclass rap” all’Ippodromo San Siro

A dieci anni dall’uscita di “Santeria”, la "coppia di campioni" torna insieme sul palco dell’Ippodromo San Siro di Milano per celebrare un disco diventato un classico del rap italiano

Era il 2016 quando Marracash e Guè, dopo anni di amicizia e collaborazioni, decidevano di pubblicare un joint album che avrebbe cambiato le sorti del rap italiano. Santeria è un disco che ha riscritto le regole: 15 tracce in cui c’è spazio per tutto, dallo storytelling di “Quasi amici” al rap conscious di “Senza Dio”, fino alle hitScooteroni” e “Insta Lova”.
Oggi, dieci anni dopo, Marra e Guè hanno deciso di celebrare questo anniversario circondati da chi quel progetto l’ha reso un album da 5 dischi di platino: i loro fan. Il pubblico dell’Ippodromo San Siro di Milano è estremamente variegato, e lo dice anche lo stesso Guè nel corso del concerto: Santeria è stato la colonna sonora di momenti diversi della vita di chi lo ha ascoltato. Per qualcuno è il disco rap che ha segnato l’adolescenza tra i banchi di scuola; per altri è l’album che ha accompagnato i primi passi nel mondo del lavoro, fisso in cuffia durante il viaggio da pendolari. Per altri ancora, è stata semplicemente la conferma del fatto che Marra e Guè, insieme, sono l’élite del rap italiano, praticamente inarrivabili.
Come da tradizione, tra la folla spunta anche qualche genitore “spettatore forzato” di un ragazzo o di una ragazza che, quando l’album è uscito, aveva forse appena iniziato la scuola primaria. Ed è proprio questo uno dei tanti punti di forza di Santeria: essere un progetto senza tempo.
Alle 21.00, puntualissimi, Marracash e Guè salgono sul palco dell’Ippodromo San Siro e aprono le danze con “Salvador Dalì”: le prime note dell’intro fanno esplodere il pubblico, che riconosce immediatamente il brano. E pensare che la stessa strumentale, prodotta da Charlie Charles, era inizialmente destinata al mixtape “XDVR” di Sfera Ebbasta, salvo poi essere scartata. La base ha così trovato nuova vita nelle mani di Marra e Guè, che l’hanno trasformata in un “instant classic”.
Nel primo atto, quello dedicato interamente ai brani di Santeria, si alternano poi successi del disco come “Money”, “Cashmere”, “Senza Dio” e “Cosa mia”. Arriva poi il momento di una delle hit indiscusse di questo progetto, “Scooteroni”: che sia nella sua versione originale, quella che Marra e Guè hanno riproposto durante lo spettacolo, o nella sua versione remix con Sfera Ebbasta, il brano nel 2016 era suonato in qualsiasi dj set, da nord a sud. Più che una semplice hit, “Scooteroni” ha segnato una sorta di reset: il rap non era più confinato alla sua scena, ma diventava la colonna sonora delle serate di tutti.
I due artisti scendono dal palco e le luci lasciano spazio a un video interludio, accompagnato dalla traccia introduttiva di “Santeria”. Il brano, interamente in spagnolo, racconta l’incontro con una “santera”, sacerdotessa della Santeria (religione nata dalla diaspora africana a Cuba), che lancia una maledizione ai due artisti: se continueranno a inseguire fama, soldi e successo, faranno una brutta fine.
Beffandosi delle parole della “santera”, Marra e Guè ritornano sul palco griffati dalla testa ai piedi e cantano “Daytona”, brano tratto dal disco "GVESVS" di Guè  (2021) e vero e proprio inno al lusso e all’opulenza. La maledizione sembra quasi essere stata presa come una sfida: se il prezzo da pagare per fama, soldi e successo è una brutta fine, i due sembrano tutt’altro che intenzionati a rinunciarci.
Sulle note di “Insta Lova” l’Ippodromo San Siro si trasforma in un vera festa: c’è chi salta da una parte all’altra del pit urlando le strofe del brano. Non è un caso che questa canzone, altro grande successo di Santeria, abbia avuto una seconda vita a distanza di sette anni dall’uscita del disco: nel 2023 il brano è tornato virale su TikTok, rientrando nella Top 10 FIMI.
Il secondo set si conclude con “Quasi amici”, un pezzo a cui Marracash e Guè spiegano di essere particolarmente legati. Il testo racconta la storia di due amici che si conoscono dai tempi della scuola e che, a causa delle diverse scelte di vita, finiscono per diventare nemici. Il brano è ispirato all’estetica dei film gangster, una grande passione dei due artisti, che effettivamente ritorna anche in “Tony”, altro brano del disco. Parlando della canzone, Marra spiega che probabilmente non è stata capita fino in fondo al momento dell’uscita. Guè, invece, la definisce un vero e proprio “classico”: perché, come dice lui stesso, “i classici hanno bisogno di tempo per diventare tali”.
Quella dei due artisti all’Ippodromo San Siro di Milano è una vera e propria “masterclass rap” e, nella lezione intensiva che Marra e Guè stanno tenendo al pubblico, non può mancare una battle a regola d’arte. I due rapper, con TY1 alla consolle, si sfidano sulle note dei loro brani da solisti, alternando hit e classici del proprio repertorio. “Modestamente, di successi ne abbiamo”, concludono dopo aver letteralmente infuocato l’Ippodromo. La sfida finisce però in parità: i due decidono di “fare pace” sulle note di “Smith&Wesson”.
Arriva poi l’atto finale del concerto-evento, che si apre con una lettera all’ipocrisia di alcuni artisti, “oggi più attuale che mai”, come spiega Marra: “Purdi”. Su “∞ Love”, brano che celebra l’amicizia, i due si lasciano andare a un momento più sentimentale. “Conoscerti mi ha cambiato la vita, lo ripeto anche questa sera”, dice Marracash a Guè, che concorda e ringrazia l’amico e collega per questi 30 anni insieme.
Nella scaletta trova spazio anche “Casini”, l’ultimo singolo dei due artisti, che potete ascoltare su Radio Italia solomusicaitaliana dallo scorso venerdì, 11 settembre. Prodotto da Marz, il brano campiona “Gangsta’s Paradise” di Coolio.
A chiudere il sipario sulla serata è “Nulla accade”, che il pubblico canta a squarciagola. Il brano è una dedica alla città: alla Milano che non si ferma mai, alle persone che, nonostante tutto, ci stanno accanto e alla forza che troviamo in noi stessi, “l’unica cosa che ci salva”.
Uscendo dalla location, qualcuno si chiede già se tra dieci anni ci si ritroverà di nuovo qui, questa volta per festeggiare i vent’anni di Santeria. Difficile dirlo, ma se un concerto-evento dedicato a un solo disco, a dieci anni dalla sua uscita, riesce ancora a riempire un Ippodromo per due serate consecutive e a parlare a generazioni diverse, forse la risposta è già scritta: certi classici non hanno bisogno di essere riscoperti, perché non hanno mai smesso di esserci.
La scaletta:
1. INTRO
2. SALVADOR DALÌ
3. MONEY
4. SENZA DIO
5. DAYTONA
6. CA$HMERE
7. RELAX
8. NINJA
9. COSA MIA
10. SCOOTERONI
11. INSTA LOVA
12. SENICAR
13. ERBA & WIFI
14. MALEDETTO ME
15. TONY
16. YALLA
17. SPENDIN’
18. QUASI AMICI
19. SPORT VS LAMBORGHINI
20. BODY PARTS VS TI LEVO LE COLLANE
21. BADABUM CHA CHA / MOLLAMI 
22. COOKIES ‘N’ CREAM / KING DEL RAP
23. BRICIOLE / ERAVAMO RE
24. A VOLTE ESAGERO VS GIÙ IL SOFFITTO
25. RAGAZZO D’ORO VS 64 BARS
26. SMITH & WESSON
27. PURDI
28. FILM SENZA VOLUME
29. QUALCOSA IN CUI CREDERE
30. BRIVIDO
31.  ∞ LOVE
32. CASINI
33. NULLA ACCADE