INTERVISTA ESCLUSIVA 19 giu 2026

Vasco Rossi svela: "Dopo 'Vita Spericolata', pensavo che potevo anche morire"

La nostra Ilaria Cappelluti ha raggiunto Vasco nel backstage dello Stadio San Nicola di Bari, terza tappa del tour di cui siamo radio ufficiale

Tra un anno, a giugno 2027, Vasco Rossi celebrerà i 50 anni di carriera con 10 concerti consecutivi allo Stadio Olimpico di Roma. In attesa del suo Giubileo, di cui siamo radio ufficiale, noi di Radio Italia solomusicaitaliana siamo al suo fianco anche per il tour negli stadi in corso in queste settimane. In occasione del doppio sold out al San Nicola di Bari, la nostra Ilaria Cappelluti ha raggiunto Vasco nel retropalco per un'intervista esclusiva!

Intervista a Vasco Rossi (Bari 19/06/2026)

Come sta andando questo “Vasco Live 2026”?
Sta andando benissimo, proprio benissimo, anzi meglio di quello che immaginavo, quindi sono molto contento!

Ogni data una sorpresa, ogni data un'emozione. Posso dire che per quel che abbiamo potuto già prendere come informazioni, i fan, anche quelli della primissima ora, sostengono che in questa occasione nella scaletta ci sono sparpagliate un sacco di chicche e un sacco di bellissimi regali. Mi verrebbe da dire che è quasi una scaletta per veri intenditori, posso chiederti com'è che ti è venuta l'idea di comporla in questo modo?
Hai detto proprio bene, è una scaletta per veri intenditori, è la scaletta delle canzoni mancanti per così dire, dove ci sono i pezzi che di solito non avevo mai fatto dal vivo, quelli che molti si aspettavano, che molti chiedevano e che non si riusciva mai a inserire nelle scalette ufficiali degli altri spettacoli. Quest'anno invece è proprio uno spettacolo in cui ho puntato su quello, al grido di “Non siamo mica gli americani”, per capirci, che loro possono sparare agli indiani, questa è una cosa molto attuale. E partiamo con “Vado al Massimo”, una canzone degli anni 80 praticamente, un pezzo con cui andai a Sanremo, un pezzo provocatorio ancora, e quindi riarrangiato punk, poi adesso ancora più duro. Poi nella prima parte ci sono proprio tutti i pezzi degli anni 80 e quindi sono stati naturalmente molto contenti, soprattutto i fan storici che dall'inizio seguono e fanno parte di questa storia straordinaria che dura ormai da mezzo secolo

La tua storia straordinaria! Volevo partire proprio da lì, dal grido “Non siamo mica gli americani”: se mi dici se è una scaletta che in qualche modo emotivamente è costruita a più mani con coloro che ti seguono da sempre, che quindi questo viaggio tra poesia, rock e resistenza lo fanno con te in musica. Insomma, al grido di “Non siamo mica gli americani” è un gran bel discorso!
Mi sembra molto chiaro anche come provocazione, perché è una canzone scritta negli anni 70, che però è perfetta ancora oggi, perché, fotografa perfettamente la situazione mondiale del momento, cioè tutti questi personaggi un po' potenti, sociopatici, a capo di imperi, di miliardari, che scatenano guerre per i loro esclusivi interessi personali. Noi pensavamo negli ultimi 80 anni di essere arrivati ormai a vivere nel cosiddetto mondo del diritto. Invece ci siamo resi conto che siamo proprio tornati alla legge della giungla, alla legge del più forte. Ci stanno dimostrando che è così: c'è la legge del più forte che conta, chi è più forte vince, chi è più forte prende tutto, rapina, distrugge, uccide, massacra, fa quello che vuole pur di arricchirsi sempre di più. Infatti si arricchiscono sempre di più loro, questi miliardari, questi potenti, enormi, a capo di eserciti potentissimi. Non capisco chi li vota, a dire la verità, perché non ho capito se uno che fa fatica arrivare a fine mese vota un miliardario e io non capisco più il mondo com'è fatto.

Eppure la risposta è sempre la risposta musicale e poetica del magnifico popolo di Vasco e di Vasco Rossi. Torno romantica, ci sono anche dei luoghi ritrovati in questo tour, o sbaglio?
Certo, ci sono canzoni come “Una nuova canzone per lei”, che è una canzone che è da tanto che chiedevano di farla, poi rimaneva sempre un po' fuori perché ci sono altre, come “Canzone per te”: per cui se fai “Canzone per te” non puoi fare anche “Una nuova canzone per lei” in una scaletta. Devo dire che è tutto merito di Vince Pastano, perché Vince è il genio dietro a tutto, perché è lui che studia le scalette, che studia i pezzi, lui è un vero archeologo della storia di Vasco Rossi, lui va a cercare e conosce tutto dall'inizio e ama profondamente proprio la poetica di Vasco Rossi e quindi capisce perfettamente che cosa è giusto mettere, che cosa è bello fare. Poi lui chiaramente è un musicista sensazionale, quindi riarrangia i pezzi in un modo straordinario: diciamo che per fortuna che esiste Vince!

Diciamo che questo viaggio in musica che ci stai facendo fare è un viaggio che, sfogliando tutte quante le pagine, ci porta a oggi. Taormina ti dedica un premio che è il Legend Award, ovvero un premio che è dedicato esclusivamente ai pochi artisti che si distinguono per aver segnato davvero la cultura del paese. Te la devo fare la domanda, ma se 50 anni fa qualcuno ti avesse detto “tu sarai uno di quelli”, che cosa avresti risposto?
Non ci avrei mai creduto neanche lontanamente, non era neanche nei miei sogni più spericolati. Io pensavo di scrivere canzoni, ma pensavo che sarebbero piaciute a un pubblico di nicchia perché erano canzoni troppo particolari rispetto all'altro ambiente musicale che ascoltavo e che amo. Perché io poi amo la canzone, amo la musica per cui ascolto tutto chiaramente. Però mai avrei immaginato di fare una storia anche così lunga, perché in realtà io ero partito molto forte pensando di arrivare subito e di finire lì. Io dopo “Vita Spericolata” avevo scritto la canzone della mia vita, pensavo che potevo anche morire, non è che volevo morire, però nel nome del rock mi sarei immolato molto volentieri. Poi in realtà sono rimasto vivo, allora a quel punto è partita un'altra storia, è partita una storia incredibile perché dopo chiaramente sono tornate a venire delle canzoni straordinarie, sempre perché mi sono capitate anche delle cose molto intense. Quando ti capitano delle situazioni anche molto forti e pesanti e ne esci, vengono fuori canzoni straordinarie che io non mi sarei mai neanche aspettato. Quindi ringrazio il cielo e la chitarra

Noi ringraziamo te, ringraziamo perché naturalmente per noi di Radio Italia solomusicaitaliana è davvero un piacere essere al tuo fianco e non vediamo l'ora anche di goderci lo spettacolo di questa sera, grazie davvero!
Sono io che vi ringrazio, soprattutto voi di Radio Italia, siete voi che trasmettete la musica. Poi io ho una passione particolare per la radio, ho fondato una radio libera, quindi amo la radio, amo tutto e mi ricordo quel periodo come uno dei più belli della mia vita, quindi vi ringrazio e vi abbraccio tutti!