IL PARERE DELL'ESPERTO 14 mag 2026

Tommaso Paradiso consiglia i film da vedere “col volume a cannone”

A RILIVE, per la prima volta da solista, c’è anche Tommaso Paradiso: scopriamo il suo mondo romantico tra musica e cinema

In Piazza Duomo c’è anche Tommaso Paradiso. Ieri sera, la sua Lazio non è riuscita a sollevare la Coppa Italia all’Olimpico, ma il grande tifoso biancoceleste non ha perso il sorriso. Prima di provare con l’orchestra, Tommaso Paradiso si è raccontato ai nostri conduttori Giuditta Arecco e Marco Falivelli. Ecco il testo dell’intervista.

Benvenuto! In TV ti hanno già visto, ma presentati a chi ci ascolta in radio!
Sono Federico Zampaglione dei Tiromancino (scherzando ndr.). Sono appena arrivato da Roma con il treno.

Siamo nella Piazza dove di solito vengono a esultare i tifosi di Inter e Milan…
Anche a Roma si è festeggiato un sacco ieri sera: erano i tifosi dell’Inter… 

Sei già stato a RILIVE, ma questa è la prima volta da solista…
In realtà, non siamo mai solisti per davvero. C’è l’orchestra che non ci lascia mai soli.

In un’intervista, hai detto di esserti “milanesizzato”. Ce la spieghi?
Musicalmente sono cresciuto qui a Milano. Il cinema si fa a Roma e la musica si fa qui, questa è la regola. Per iniziare la carriera sono venuto a Milano. A Roma io sto in vacanza, si dice che i romani sono sempre in vacanza…  

Arrivi da un lungo tour nei palazzetti. Ormai, ogni anno sei protagonista di tour corposi e si ha come la sensazione che la scaletta sia diventata una certezza! 
Non c’è mai la certezza. Prima dell’inizio del tour, soffriamo sempre le aspettative: è come giocare una partita di calcio importante. Poi, quando salgo sul palco, è il nostro momento, mi carico in una maniera incredibile. Con l’esperienza, va via l’atmosfera negativa e rimane solo quella positiva.

Tu sei legatissimo al mondo del cinema, hai fatto anche il regista. Ne “I Romantici”, dici di guardare “sempre lo stesso film, la stessa scena, col volume a cannone”. Vorremmo capire se è letteralmente sempre lo stesso film o ti muovi su più titoli che tornano sempre…
Il cinema è terapeutico nella mia vita. Quando sono felice guardo cose nuove e diverse, che vorrei mi sorprendessero. Quando sono triste e ho bisogno di una coccola, guardo sempre lo stesso. In realtà, sono quattro o cinque che girano. Ci sono un paio di film di Totò, se no vado su Verdone. C’è un genere che mi piace moltissimo, iniziato negli Anni Cinquanta: i film balneari, che raccontano le varie estati delle persone. C’è un film stupendo con Vittorio De Sica, “Montecarlo”: è un capolavoro smisurato!