News18 mar 2019

Paola Turci, Viva da morire: “Il singolo? Ero in studio con J-Ax e...”

“Il primo no? Per Bambini. Il duetto con Beppe Fiorello? Una forma d'amore”

Paola Turci, dopo Sanremo 2019 con L'ultimo ostacolo, presenta le canzoni del nuovo album Viva da morire e l'omonimo singolo, che ha un testo molto sentito: “Parla di me, sopravvissuta a un incidente. Il primo no? Per difendere Bambini. Il duetto con Beppe Fiorello? Una forma d'amore”. La title-track fa ballare: l'artista, Marco Maccarini e Marina Minetti si scatenano nel Verti Music Place nell'intervista in diretta su Radio Italia, Radio Italia Tv e radioitalia.it.
Intanto continuano gli incontri instore per presentare il disco dopo lo showcase per la stampa: venerdì Firenze, sabato Napoli, domenica Bari e Lecce. Ci saranno poi due concerti - anteprima a maggio a Milano e Roma, prima del tour da novembre in tutta Italia.
Qual è la cosa che ti rende più felice? “Il presente e quando mi si vuol bene. È sempre qualcosa di inedito per me e mi fa stare bene. Sono felice di questi incontri instore e di poter tornare a suonare, perché non si fa musica solo per registrare in studio”
Come ti alleni a star bene? “In tutti i modi, intanto mi alleno anche fisicamente e con l'alimentazione, per star bene nella testa, nel cuore e nel corpo. Poi bisogno scegliere le persone giuste da avere accanto, scoprire qualcosa di nuovo e scoprire l'altro: occorre impegnarsi a tenere lontano l'odio. Nello sport eseguo solo gli ordini del mio istruttore, faccio pesetti, cose...”
Com'è nata la canzone Viva da morire? “Ero in studio con J-Ax e con il mio produttore Luca Chiaravalli, che è l'autore del grido 'vivo da morire' urlato dopo un delicato intervento, un motto che condivido perché l'ho vissuto anch'io dopo il mio incidente stradale. Io e Ax ascoltiamo insieme questo pezzo che naturalmente era rappato, scritto da Pula+ pensando a lui: ho detto subito a Chiaravalli che il brano era mio perché parlava di me e del mio essere sopravvissuta. Così ci ho messo un po' di mio nella strofa e l'ho personalizzata ed eccola. Io e Alessandro, in arte J-Ax, ci sentiamo spesso e ci vogliamo bene, in quell'occasione dovevamo solo fare degli ascolti insieme”
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Tra gli autori dell'album ci sono Shade, Federica Abbate, Nek... “C'è un bel mucchio di gente per una bella festa in questo disco, dove sono molto interprete e meno autrice. Le canzoni sono tutte biografie, sono io allo specchio: gli autori scrivono di me e di quello che sono, ho bisogno di appartenenza. In questo disco mi sono resa conto che ho una consapevolezza più spiccata di me stessa, so quello che mi piace”
Qual è il no di cui vai più fiera? “Il primo no che ho detto, da funambola con il vuoto sotto, però ero forte di una canzone di cui mi ero innamorata: era Bambini. I discografici avevano cercato di farmi cambiare idea e di farmi andare in gara tra i Giovani di Sanremo 1989 con altri brani e altri abiti, ma io mi sono impuntata, ho detto no e alla fine ho vinto”
Cos'è un capolavoro? “Dobbiamo pensare di essere portatrici di bene e bellezza, con il cuore e le braccia aperti, da regalare agli altri”
Visto il duetto a Sanremo 2019, cosa provi per Beppe Fiorello? Siete come Lady Gaga e Bradley Cooper? “Su quel palco c'è amore, è tutto bellissimo e perfetto, provi un sentimento necessario alla musica e a te. Nasce un'intimità: incontrando suo fratello Rosario Fiorello, l'ho sentito parente. Non escludo che duetteremo ancora nel mio tour: ci divertiamo molto a cantare insieme”
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