Il brano, contenuto nella ristampa di “Luna di miele” disponibile da oggi, invita a prendersi la felicità. Anche loro se la sono presa, a loro modo.
Maria Antonietta se l’è presa “continuando a scrivere le canzoni, anche quando ci sono stati momenti di difficoltà”.
Anche per Colombre, il tutto sta nell’azione, nel compiere.
“Intanto lo fai, poi dopo ne parliamo, però, mettersi in gioco con curiosità, cercare di andare in territori dove non sei ancora andato, ti mette nella condizione di compiere un’azione, quindi andartela a prendere. Questa cosa ti mantiene sicuramente più acceso, più luminoso e più curioso nei confronti degli altri e delle cose che si hanno intorno”, ha detto lui nella videointervista Atupertu della redazione di Radio Italia solomusicaitaliana.
“La felicità e basta” ha visto la luce nella cucina di casa loro. Il loro primo album insieme “Luna di miele” è nato da un hard disk ritrovato nella camera da letto. Sembra chiaro, a questo punto, che la loro musica ha un legame con casa loro. C’è però un luogo, dove la musica, o meglio la “composizione” della musica, è bandita.
“Forse il bagno, nel senso che, quando si fa la doccia, lei canta, però la composizione, nel bagno la lasciamo ai grandissimi. Freddie Mercury aveva scritto ‘Crazy Little Thing Called Love’ in bagno. Al massimo nel bagno c’è un bellissimo riverbero per registrare”, ha detto Colombre, prima di essere interrotto da Maria Antonietta che gli ha ricordato che nel loro bagno non c’è un bellissimo riverbero.
Scrivere insieme, per la coppia (nella vita e nel lavoro) è stato molto liberatorio e li ha aiutati a sbarazzarsi di alcuni paletti.
Maria Antonietta è riuscita a esplorare la sua ironia, che fa parte della sua vita, della sua persona, ma che fino a qui non aveva ancora inserito nella sua scrittura.
Anche Colombre ha scoperto una parte di sé che lo ha sorpreso.
“Per me che sono abbastanza riservato è stato comunque un modo per mettermi, artisticamente, a fare qualcosa che non avevo mai fatto, per essere poi stimolato a fare cose, magari, come Colombre, nei miei dischi”.
Colombre è stato un insegnante: questa esperienza lo ha spinto a parlare della realtà nelle sue canzoni.
“Io avevo da insegnare, ma loro avevano da farmi imparare tantissime cose e questo è quello che mi ha colpito di più. E poi quando mi sono ritrovato a scrivere le mie canzoni ho capito che non potevo fare della fiction, non potevo dire delle cose disoneste nei confronti di me stesso, perché con i ragazzi non potevo essere disonesto”.
Maria Antonietta e Colombre sono un po’ come Bonnie e Clyde di questa 76esima kermesse, perché con “La felicità e basta” suggeriscono di compiere una rapina, insieme a un complice, per riprendersi la felicità. Qualche giorno fa, i due si sono dati alla fuga dopo l’esibizione all’Ariston a bordo di… un tantem. Dal video sembrava che lei fosse quella nella coppia con più senso dell’orientamento e, invece… non è così.
“Io uso il navigatore anche per andare dalla parrucchiera e abito a Senigallia, che è una città – diciamo – piccola. Però ancora dopo 15 anni uso il navigatore per fare 10 vie. Quindi, non ho proprio senso dell’orientamento”, ha ammesso lei. Lui ha aggiunto che è sicuramente il più spericolato della coppia e che per fortuna non ha la patente sennò sarebbe un pericolo pubblico.