La clip, nata da un’idea dello stesso artista, è stata girata da Giulio Rosati all’interno di un ufficio postale ed è nella programmazione di Radio Italia Tv.
Vestito di tutto punto, Marco Mengoni attende il suo turno seduto su una sedia, circondato da sconosciuti. Lui è fermo, assorto nei suoi pensieri, mentre il mondo intorno continua a muoversi velocemente. “Che non è niente. Non fate caso a quello che dico ultimamente”, canta.
A un certo punto, si ritrova in una stanza vuota. “Ora Marco non pensare. Fai silenzio in questa stanza. Non esisti per nessuno. Urli, ma non è abbastanza”, continua il brano.
Marco Mengoni chiude gli occhi e reclina la testa e il busto all’indietro. Così viene catapultato in un’altra dimensione, nello Spazio. Inizialmente cerca di non cadere, ma poi si lascia andare e si gode il panorama. “Ora Marco non ti serve più il silenzio in quella stanza. Che non è niente”, prosegue la canzone.
La Terra dall’alto è meravigliosa, ma il viaggio dura poco. L’artista afferra un pezzo di carta e torna alla realtà: è arrivato il suo momento. Allo sportello dell’ufficio postale viene chiamato il suo numero, il 64.
Non è dato sapere se la scelta del numero sia casuale o nasconda un significato particolare. Secondo alcune interpretazioni numerologiche, il 6 è associato all’equilibrio e all’armonia, mentre il 4 richiama la concretezza e la costruzione. Non ci sono, tuttavia, elementi per stabilire se questa simbologia sia legata a una precisa intenzione dell’artista.
“Giornate perse” è stata presentata per la prima volta dal vivo da Marco Mengoni ieri (domenica 11 ottobre) a “Che tempo che fa”. Il cantante ha definito il singolo “faticoso”: ha visto la luce nel periodo più difficile della sua vita, legato alla perdita della mamma Nadia. Per questo motivo, quando l’ha registrato in studio, è riuscito a cantarlo solamente una volta.