Marco Mengoni Allo Sbagliato: cosa succede? Il racconto dentro il club off-line
Il cantante ha inaugurato il club senza smartphone a Milano, con una scaletta composta da b-side, nuovo singolo “Giornate perse” e cover internazionali
Marco Mengoni è tornato a esibirsi in una dimensione intima e, parole sue, con meno vergogna e più voglia di fare lo “stupidino”, cantando le sue b-side e alcuni brani di artisti che hanno fatto la storia della musica internazionale, tra cui John Lennon, Bee Gees e Gnarls Barkley.
Dove e quando è successo?
È accaduto giovedì 5 novembre e la sera prima ad Allo Sbagliato, il club off-line di Milano di cui il cantante è direttore creativo. Giovedì il locale ha aperto le porte al pubblico, mercoledì solo alla stampa, tra cui la redazione di Radio Italia solomusicaitaliana.
Cos’è Allo Sbagliato e cosa succede al suo interno?
Lo spazio, in viale Bligny 52, è lo storico Teatro Principe, che ha ospitato anche il set di “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti. Fino al 19 dicembre sarà affidato a Marco Mengoni, che ha dato agli spettatori una sola regola: niente smartphone. Una volta entrati, il telefonino va inserito in una custodia bloccabile, che verrà sbloccata solo a fine serata.
Cosa è successo durante l’anteprima?
Per due ore e mezza ci si è immersi nella musica di Marco Mengoni e dei grandi della musica internazionale, e si sono ascoltati i racconti del cantante di Ronciglione. Con la sua consueta simpatia, l’artista ha ripercorso la prima volta che ha scoperto la differenza tra accordo maggiore e minore e la prima lezione di piano, voluta dalla mamma Nadia, scomparsa nel settembre 2024.
Con il leggio davanti (“Perché non mi ricordo tutti i testi”) e accanto 11 musicisti, tra volti conosciuti e nuovi arrivi, Marco Mengoni ha proposto i suoi brani in una versione unplugged, da “Una canzone triste” a “Giornate perse”, il nuovo singolo che anticipa l’album “Felice sì, ma tutto sbagliato”, in uscita l’11 dicembre. A un certo punto ha annunciato "Due vite", ma il brano era "Due nuvole", e in un altro momento ha pensato agli insegnanti di canto, che si arrabbierebbero per la sua poca precisione.
L’atmosfera è stata quella di un jazz club, con tanto di tappeti sul palco. Marco Mengoni ha iniziato la carriera proprio dal jazz, con uno stage di quindici giorni, che però non è partito nel migliore dei modi. “Hai portato il tuo book di real jazz?”, gli chiesero. “No”, rispose. “Mettetevi in cerchio e cantate”, fu la richiesta. Alla fine, però, si è divertito, esattamente come all’anteprima per la stampa della residency.
La serata si è chiusa con una frase che ha fatto venire gli occhi lucidi a molti dei presenti. “Giornate perse” termina con: “Facendo finta che non, che non sia successo niente”, e lui mercoledì ha aggiunto: “E invece è successo”. Il pensiero è volato alla mamma Nadia, che purtroppo non ha potuto vedere il figlio tornare a cantare in una dimensione intima.
Ecco la scaletta dell’anteprima, che cambierà ogni sera:
Una canzone triste
Questa notte
Fuoco di paglia
Can I Call You Rose? (Thee Sacred Souls)
Proibito
Calci e pugni
Un fiore contro il diluvio
Jealous Guy (John Lennon)
Proteggiti da me
Fate (Alan Walker & Ava Max)
How Deep Is Your Love (Bee Gees)
In due minuti
Non passerai
Cambia un uomo
Take Your Time (Sam Hunt)
Who’s Gonna Save My Soul (Gnarls Barkley)
Gravity (John Mayer)
Every Little Bit Hurts (Brenda Holloway)
Due nuvole
Son of a Preacher Man (Dusty Springfield)
Giornate perse