Dopo RADIO ITALIA LIVE - IL CONCERTO, per Gigi D’Alessio sarà il momento di pensare ai 10 concerti di fila alla Reggia di Caserta. Sono passati “tantissimi anni” dalla sua prima volta lì, come piccolo turista: “Era una gita scolastica, andavo alle elementari”. Ma l’artista, in quella location speciale, ha già scritto pagine importanti della sua carriera: “Ricordo con tanto affetto un concerto che feci nel 2015, davanti a 400.000 persone nella piazza davanti alla Reggia di Caserta, una delle più grandi d’Europa”, racconta. Quell’esperienza è servita a prepararlo ai grandi live che sarebbero arrivati dopo: “L’avevo presa un po’ alla leggera. Quando invece l’ho vista piena, all'inizio ho avuto paura, ma rimane per me un ricordo indelebile”.
Gigi non è solo orgoglioso di essere napoletano, ma anche campano. Non a caso, proprio da Caserta, ha da poco ricevuto un nuovo premio come eccellenza del territorio: “Ho sempre definito la Campania la mia casa, un grande appartamento dove Caserta, Salerno, Avellino, Benevento, ovviamente Napoli, sono il salotto, il divano, la cucina, la camera da letto...”, spiega. Ma non vuole essere considerato un simbolo della sua città o della sua regione: “Sono solo uno che, se può fare qualcosa di bello per la sua terra, lo fa. Ogni città ha un re; io mi sento uno schiavo della mia città perché anche grazie ai napoletani sono diventato Gigi D'Alessio. Adesso in qualche modo devo ricambiare”.
A proposito di simboli di Napoli, Gigi D’Alessio è anche un esperto… di caffè. “Da un po’ di tempo, lo bevo amaro”, svela. Il cantante aveva già raccontato di berne 4 al giorno, ma il numero può salire: “Dipende dalle giornate. Se sto scrivendo canzoni, arrivo anche a 6, per non dire 7”, prosegue. Infine, a proposito, aggiunge: “Il caffè è un po’ come il camino, riunisce tutti. Io preferisco il caffè fatto con la moka, ma le cialde sono più veloci e ti fanno bere ancora più caffè!”.
Pochi mesi fa, Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo con una canzone che termina in napoletano, tanti anni dopo quella volta in cui a Gigi D’Alessio venne chiesto di non inserire parole in napoletano, in quella “Non dirgli mai” che poi sarebbe diventata uno straordinario successo: “Abbiamo subito tante porte in faccia. Finalmente hanno capito che il napoletano non è un dialetto, ma è una lingua. Sono contento che chi è venuto dopo di me abbia trovato un po’ la strada spianata”. Quindi, ha un messaggio diretto proprio per il suo “amico fraterno” Sal Da Vinci, che si sta preparando alla finale dell’Eurovision, a Vienna: “In bocca al lupo per questa importante missione in Europa. Spero che porti il trofeo a casa”.
Il napoletano, inoltre, è stato eletto il dialetto più romantico d’Italia e persino l’intelligenza artificiale lo sta imparando, anche se Gigi D’Alessio è un po’ preoccupato su questo tema: “Dobbiamo stare molto attenti con l'intelligenza artificiale, altrimenti avremo una nuova generazione di persone piatte. Se la usiamo in modo corretto, può essere utile. Ma se la usiamo a forma di schiavitù, per risolvere problemi, scrivere canzoni o preparare discorsi, vuol dire che la nostra mente non penserà più. Ricordiamoci che, nella noia, sono state fatte le più grandi invenzioni”.