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Ramazzotti: Perfetto, la Juve, la famiglia, i talent e Laura Pausini Eros a Radio Italia parla di autori, del tour, dei live che ama e Celentano 13-05-2015

Ospite in diretta nell’auditorium gremito di Radio Italia, Eros Ramazzotti è stato subito circondato dal calore del pubblico, composto soprattutto da donne, e prima di presentare “Perfetto”, il nuovo album appena uscito e disponibile sia in italiano sia in spagnolo, ha parlato di sport: “Per scaricare la tensione in vista della semifinale di Champions tra la mia Juventus e il Real Madrid, la mia donna (Marica Pellegrinelli, alla quale ha dedicato una traccia del disco ndr) mi ha mandato qua…”, ha detto scherzando a Paola “Funky” Gallo, “Stasera guarderò la partita a casa con mio figlio Gabrio Tullio in braccio, all’altezza del cuore, e se il ‘film’ andrà come spero festeggerò… moderatamente. Negli ultimi anni ho trascurato un po’ i campi di calcio perché fisicamente non ce la facevo, ormai gioco solo a 7. Quello del papà è un lavoro bellissimo ma molto pesante: dimagrisco grazie ai bambini… per esempio stare dietro a Raffaela Maria è faticosissimo perché bisogna fare quello che dice lei”.

Durante l’intervista viene trasmesso “Alla fine del mondo”, il singolo di lancio: “Ho scelto come apripista il brano più strano dell’album per far parlare i curiosi; quando l’abbiamo mixato in studio, ho anche chiesto di alzare il volume del banjo. Il pezzo ha un arrangiamento particolare e un testo profondo: permette anche di sculettare un po’… La posizione scomoda e strana, sulle punte dei piedi con la schiena piegata all’indietro e le braccia aperte, che sfoggio sulla copertina del disco è una posa in cui mi sono messo veramente, non è fatta al computer mentre, è vero, una delle foto del bootleg ricorda Adriano Celentano sulla cover di ‘Yuppi Du’ nel 1975, vorrà dire che gli porterò il CD visto che lui non si muove”.

Sugli autori di “Perfetto”, Eros spiega: “Ho scoperto che Francesco Bianconi dei Baustelle è un mio fan, per cui con lui è nata una collaborazione serena. Kaballà ha già lavorato con me, non è una novità. Federico Zampaglione dei Tiromancino è molto spigliato ed estroso. Pacifico è un artista di grande bravura: mi è piaciuto soprattutto la sua bontà e umiltà; ha i piedi per terra e non si trova molta gente così. Infine dopo tanto tempo che lo conoscevo, finalmente sono riuscito a strappare una canzone a Mogol, ‘Sbandando’: l’ha scritta in 4-5 minuti, come fa sempre lui”. Il disco sarà accompagnato da un tour mondiale al via il 12 settembre, che prevede ben 11 date in Russia: “Lì hanno un’audience dai 50 milioni in su. L’idea mi piace molto anche se ho un po’ paura; suonerò in posti nuovi, in veri e propri palazzetti, mica in semplici convention…”.

Paola gli chiede se ricoprirebbe mai il ruolo di giudice in un talent show come sta facendo Laura Pausini in Spagna, Messico e a Miami: “Laura non ha più una casa in Italia: forse l’hanno sfrattata… (ride ndr) Non c’è mai, è sempre in giro. Tra l’altro ringrazio lei, Jovanotti e Biagio Antonacci perché hanno scritto online che è uscito il mio disco. Tornando alla tv, sì, mi hanno proposto di fare il giudice nei talent, ma chi devo giudicare? Davanti alla telecamere faccio fatica a non essere me stesso, sparerei delle stupidaggini”. Nel corso della chiacchierata Eros svela che ama andare ai concerti: “Io vado ai live di tutti, da Vasco Rossi a Biagio, da Laura a Ligabue. Adesso vado a vedere i Maroon 5, se mi danno un giorno libero…”.

Rispondendo a una fan piemontese su un concerto interrotto di qualche anno fa, Eros ha spiegato: “C’è sempre qualcuno che non è d’accordo e magari paga anche il biglietto per dimostrartelo: in quell’occasione ho fatto una battuta non bella a favore della Juve durante un live a Torino e, dopo che uno spettatore ha tirato una monetina contro il mio chitarrista, ho sospeso lo spettacolo; ma non amo il fanatismo e mi ha commosso il ricordo granata della tragedia di Superga di qualche giorno fa”. Durante la diretta, c’è tempo per parlare del mercato musicale: “Oggi scarichi tutto in tre secondi dal web. Una volta si aspettava l’uscita di un disco per mesi, ora basta una connessione wi-fi e trovi subito quello che vuoi. Ma c’è tanta gente che lavora dietro a un disco, noi siamo solo quelli che portano il prodotto in giro: meglio acquistare legalmente”. Infine Eros spiega cosa implica la popolarità: “Essere famosi non assicura la felicità perché non va sempre tutto bene, certo ti dà qualche soldo in più ma comporta anche le stesse difficoltà di una vita normale: è una lotta giornaliera e le canzoni sono il mezzo per stabilire un contatto con il pubblico”. Biagio Antonacci, solo ieri, ha pubblicato una foto che lo ritrae proprio con l’amico Eros.


13-05-2015 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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