DAL BRAVO BAIA DI TINDARI02 lug 2026

Ermal Meta: 20 anni di musica, "È stata una buona decisione rimettermi in gioco"

L'artista, in diretta su Radio Italia solomusicaitaliana, ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera che l'hanno portato a essere quello che è oggi. Venerdì 3 luglio, il suo RADIO ITALIA LIVE ESTATE

Ermal Meta è al Bravo Baia di Tindari per regalare a tutti gli ospiti il suo RADIO ITALIA LIVE ESTATE. Lo potrete ascoltare anche su Radio Italia solomusicaitaliana, venerdì sera (3 luglio), dalle ore 21.00. In vista della sua esibizione, l’artista ha incontrato Mauro Marino e ha parlato con lui della differenza tra un palco grandissimo, come quello del nostro RADIO ITALIA LIVE - IL CONCERTO a Palermo, spettacolo di cui è stato un grande protagonista, a quello di una situazione più intima come quello del nostro RADIO ITALIA LIVE ESTATE al Bravo Baia di Tindari, ma anche di una canzone mai edita e della decisione che lo ha portato a voler riprendere il suo percorso musicale come solista...
Ciao Ermal, ti sei ripreso dalla serata di ieri?
Si, sto alla grande e mi sono ripreso! Fa caldo, però dopo ho un concerto a Enna per cui non posso neanche fermarmi a fare un bagnetto…
Ci hai regalato un bellissimo spettacolo intimo chitarra e voce…
È stato molto bello, in generale penso che la parte più bella di un’esibizione è quella più cruda, forse dovrei farne di più di questi concerti chitarra e voce, me lo chiedono spesso! Penso sia speciale perché il suono che  si sviluppa sull’onda strumento-voce è scarno, in qualche modo si torna all’origine, al “punto zero” di quando una canzone nasce
Sei passato dall’enorme pubblico del nostro RADIO ITALIA LIVE – DI PALERMO a questa situazione intima e magica: come reagisce un cantautore al passaggio tra queste due realtà diverse?
A Palermo è stato bellissimo, il pubblico era super coinvolto, il palco era bellissimo, è stata un’ esperienza magica, con un’orchestra pazzesca… Diciamo che sono due cose diverse: quando le persone sono di meno la tensione è più alta perché ogni dettaglio del suono è importante, soprattutto quando hai uno strumento in mano. Paradossalmente, fa più paura suonare davanti a meno gente
L’unica canzone che ieri non ci hai cantato chitarra e voce è stata “Calma Metafisica”, di cui mi ha incuriosito parecchio il video…
Non l’ho fatta chitarra e voce perché non rende, c’è bisogno della base! Sì, per il video sono un po’ tornato negli anni ’50 e mi sono ispirato a due prodotti cinematografici distopici: il film “Don’t look up” e una serie che si chiama ”The fallout”, mi sembravano  linea con la canzone che racconta in maniera circoscritta un’estate torrida in cui ti devi divertire per forza…
Tra i brani che hai eseguito ieri c’è anche “Invecchio”, un brano che non hai mai pubblicato ma che ogni tanto fai dal vivo...
È una canzone che non ho mai inciso, è rimasta li su un foglio e nella memoria, ho gli accordi in testa… In realtà ho iniziato a suonarla ultimamente ma questa canzone nasce nel 2008, la scrissi dedicandola a mia nonna
In scaletta c’era anche un brano intitolato “Braccialetto della fortuna”: la “Fortuna” nelle tue canzoni  e nella vita c’è sempre… Ma c’è qualche canzone per tua figlia Fortuna che nessuno ha mai sentito?
In realtà ce ne sono diverse, praticamente un disco intero! Il concetto di fortuna ricade spesso nei miei brani perché è una costanza nella vita degli esseri umani, tutti la cerchiami e a volte ci danniamo per trovarla sena però riuscire a darle una direzione. C’è anche il brano “Buona fortuna”, che ho scritto un anno prima della nascita di mia figlia… probabilmente è destino
Ieri sul palco, Marco Falivelli e Giuditta Arecco hanno ricordato che quest’anno cadono due anniversari importanti: i tuoi 20 anni di carriera, di cui ben 10 da solista
Sono passati in un attimo, sono stati anni molto belli, oltre a “La fame di Camilla” sono passato da diverse band, ho fatto l’autore, il produttore, poi solo il musicista. Dopo un po’ poi mi sono voluto rimettere in gioco con “Umano”, il mio primo disco di solista del 2016... e devo dire che è stata una buona decisione!
Tu hai scritto per tantissimi artisti…
Nel mentre continuavo a scrivere anche per me stesso e mettevo cose da parte, non sapevo neanche io perchè… dopo la fine de “La fame di Camilla” avevo davanti a me due vie: o facevo l’autore o facevo tutt’altro, e non volevo sprecare questi anni nella musica. Poi ho deciso di provarci ancora una volta perché mi mancava il palco, avevo una grande mancanza nei confronti del palcoscenico, mi mancavano i concerti. La verità è che ho voluto fare un disco per andare a fare dei concerti e non pensavo poi che sarebbe finita così!