News14 mar 2019

Boomdabash: l'incontro con Alessandra Amoroso, i complimenti di Luis Fonsi

Il nome della band, Per un milione, Sanremo, i feat, il reggae, il futuro

Per un milione dei Boomdabash, dopo Sanremo, spopola con la sua musica, il testo e il video su YouTube: mentre prepara il tour e il concerto all'Alcatraz di Milano, la band racconta Barracuda Predator Edition, l'incontro con Alessandra Amoroso, le reazioni ai complimenti di Luis Fonsi, il proprio nome, i feat, il reggae e il futuro. Il gruppo pugliese chiacchiera con Mauro Marino e Manola Moslehi in diretta su Radio Italia, Radio Italia Tv e radioitalia.it dal palco del Verti Music Place.
Com'è nato il nome Boomdabash? “All'inizio è stato scelto per caso perché suonava bene, poi quando la formazione si è completata, ci siamo resi conto che questo nome, scomposto nelle sue tre parole, nell'inglese giamaicano significa 'esplodi il colpo': era perfetto!”
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La vostra canzone sanremese “Per un milione” è già Disco d'Oro. “È un successo non previsto, perché non prevediamo mai nulla, anche dopo tanti anni di questo mestiere. Siamo sempre molto pessimisti ed è un valore aggiunto: a poco più di 4 settimane ci è arrivato questo riconoscimento. Non è un brano fatto a tavolino, pensando solo a Sanremo: ci siamo detti, facciamo un pezzo che spacca, punto e basta. Volevamo raggiungere le case degli italiani aldilà del Festival. Abbiamo una gavetta di 15 anni di musica. Il nostro intento era divertirci all'Ariston come nei nostri concerti, che sono movimentati: portiamo reggae, portiamo un messaggio, ma facciamo anche ballare le persone. Siamo rimasti noi stessi anche a Sanremo”
Com'è stato il vostro primo Festival? “Un'esperienza costruttiva, è stato un banco di prova soprattutto per capire se possiamo reggere certi ritmi di lavoro e determinate pressioni. Il Festival è un tritacarne: ti svegli la mattina e devi affrontare una giornata fittissima. All'inizio c'era tanta emozione e peggiorava ad ogni sera”
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L'album Barracuda Predator edition contiene feat con Loredana Bertè, Fabri Fibra, Rocco Hunt e Sergio Sylvestre. “Impostiamo il lavoro con gli altri artisti a partire da un rapporto umano, altrimenti la collaborazione artistica non inizia proprio: devono esserci affinità, stima reciproca ed empatia. Diciamo sempre: facciamoci prima un piatto di pasta e poi andiamo a lavorare. Quando abbiamo incontrato Alessandra Amoroso per A tre passi da te, ad esempio, avevamo organizzato le cose in pompa magna e invece abbiamo bevuto semplicemente un caffè: lì abbiamo capito l'umiltà di una grande artista, siamo suoi fan! Di solito ci mettiamo in studio, ascoltiamo la produzione di Mr Ketra oppure suoniamo qualcosa noi: però non lavoriamo mai a tavolino. È qualcosa che sentiamo dentro: se ascoltando un beat o una melodia avvertiamo la pelle d'oca, vuol dire che funziona; se ci piace e ci entusiasmiamo, lo tiriamo fuori. Anche se mettere insieme quattro teste non è facile...”
E quanti n’aggiu fare n’cora amici mei!” twitta Alessandra Amoroso, “Quanta strada devo fare ancora amici miei!”. Con Loredana invece com'è andata? “La prima volta ci ha detto no perché le abbiamo mandato un pezzo che non era nelle sue corde. Lei voleva fare un reggae, perché lei è una pioniera di questo genere in Italia: infatti poi Non ti dico no è diventata una hit”
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Come mai la vostra terra è così ricca di artisti? “Per tradizione e cultura, il Salento è ancora uno dei posti dove la musica è curativa: nella pizzica e nella taranta la musica era proprio una medicina e per questo ha sempre trovato terreno fertile nella nostra regione; poi è una cassa di risonanza per trasmettere messaggi, anche di denuncia!”
Il 9 maggio all'Alcatraz di Milano ci sarà Boomdabash & Friends. “Sarà la nostra festa di compleanno e la data zero del tour estivo, sarà il live più grosso di questi 15 anni di carriera, per celebrare questo traguardo, con tantissimi ospiti. Speriamo che ci saranno Loredana Bertè, J-Ax... Per sapere gli ospiti fate mente locale guardando i feat dei nostri album... Poi saremo sui più grandi palchi d'Italia, in estate, Salento compreso”
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Ci avevate detto che il vostro singolo estivo sarebbe potuto essere il remake di un brano anni 90... “L'avevamo dimenticato! È ancora in programma ma stiamo lavorando a un'altra opzione che ci piace molto: quest'estate vi faremo sicuramente ballare, alzeremo i bpm!”
C'è un vostro brano che non è stato capito? “In Barracuda c'è un pezzo che ci piace molto, che sentiamo molto vicino anche per il tema toccato, è il feat con Silvestre 'The Blind Man Story': avremmo voluto venisse compreso di più, resta un po' ermetico ed introspettivo, ci devi entrare dentro, avremmo dovuto spingerlo e spiegarlo, mettendo i fan nelle condizioni di capirlo meglio, ci sono sfaccettature che al primo ascolto non noti”
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A Sanremo vi ha fatto i complimenti... Luis Fonsi! “Abbiamo stappato una bottiglia, è stato un sogno! Non ci volevamo credere, pensavamo ci stessero prendendo in giro, perché la settimana di Sanremo è così: invece lui ha proprio detto che Per un milione è vicina al suo mondo”
Vi esibirete dopo la partita di rugby del Sei Nazioni tra Italia e Francia. “Sì, faremo uno showcase spinto nel terzo tempo al termine della sfida: speriamo di vincerla!”
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Di cosa parla il brano che dà il titolo all'album Barracuda? “Con Barracuda abbiamo voluto trattare un argomento che non avevamo mai toccato prima e che negli ultimi anni purtroppo ha avuto di nuovo un exploit: il bullismo. Le immagini del video e il testo raccontano la prepotenza del branco ma anche la forza dell'unione dei singoli. Balliamo, ci divertiamo e cerchiamo di mandare messaggi importanti per le nuove generazioni, che sono il futuro: i ragazzi assimilano tutto ciò che dici al microfono, la musica ti può salvare. Bob Marley faceva questo”
A proposito, il reggae è diventato patrimonio dell'umanità Unesco. “Il riconoscimento che il reggae ha avuto è giusto perché ha un background unico e ha un profeta come Bob Marley, un musicista ma anche l'emblema di una persona che ha messo la musica al servizio di tutti, per fare del bene a livello sociale”
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