DALL’8 OTTOBRE #SOLOALCINEMA
Un film di BEN GREGOR
Con ANDREW GARFIELD, CLAIRE FOY, REBECCA FERGUSON
Una Produzione NOTORIOUS PICTURES
Genere Fantasy / Avventura / Family
SINOSSI
In L’albero di molto lontano, la vita tecnologica della famiglia Thompson cambia all’improvviso. La famiglia iper-connessa si trasferisce in un vecchio fienile nella campagna inglese, senza Wi-Fi né elettricità. I tre ragazzi sono disperati. Il destino, tuttavia, ha in serbo per loro qualcosa di straordinario.
Esplorando i boschi, la piccola Fran risveglia una maestosa quercia secolare. Si tratta dell’Albero di Molto Lontano. Nelle sue fronde si nasconde un microcosmo segreto. Qui vivono creature bizzarre e incantevoli, come la splendida fatina Setolina, il gigante Faccia di Luna e il buffo Uomo Pentola.
La vera magia si compie sulla cima più alta. Infatti, un portale scintillante conduce ogni giorno a terre fluttuanti e impossibili. Sono mondi fatti di dolci squisiti, ricchi di bizzarrie o insidie pericolose. I Thompson vengono trascinati in un vortice di avventure mozzafiato. Per non perdersi, dovranno unire le forze. Riscopriranno così che il prodigio più grande è il legame che li unisce.
NOTE DI REGIA
Il primo passo è stato preservare tutta l’ambizione del progetto senza semplificarlo. Essendo un film indipendente, dovevamo essere molto ingegnosi ma anche molto ambiziosi. Volevo che ogni mondo avesse una propria identità e che, allo stesso tempo, tutti appartenessero allo stesso universo. Doveva esserci un vero senso del pericolo, più forte rispetto ai libri, e volevo mostrare come questi mondi funzionano e come si muovono nello spazio. Il mio punto di partenza era sempre il mondo naturale, con un principio molto semplice: nulla è più bello della natura stessa.
Il film parla dei bambini che vivono ogni genere di avventura in questi mondi magici, acquistando sicurezza e scoprendo chi sono. Gli elementi fantastici dovevano essere emotivamente legati al loro percorso, e soprattutto a quello di Fran, che li scopre per la prima volta. Il cuore del film è la lotta di una famiglia per preservare la propria gioia di fronte alla tecnologia e a tutto ciò che oggi rende difficile a genitori e figli entrare davvero in relazione. Volevamo ricordare che uscire, vivere esperienze reali nella natura e andare in posti in cui non si è mai stati fa sentire vivi.
L’albero di molto lontano ha davvero un albero magico, ma il messaggio del film è che qualsiasi albero è magico. Entrare in un bosco è magico. Trascorrere del tempo con la propria famiglia è magico. Mettere via il telefono è magico. La magia è ovunque, se la cerchi.
Per me era importante anche che gli attori potessero confrontarsi con qualcosa di concreto. Volevo una recitazione autentica da parte dei bambini e non volevo che recitassero davanti al nulla. Anche per questo, nel caso di Faccia di Luna, ho preferito mantenere un volto reale invece di trasformarlo in un’enorme testa artificiale, lavorando sulla sua acconciatura per conservarne l’identità visiva.
Il lavoro collettivo ha fatto sì che tutti fossero spinti a proporre le proprie idee. Tutti erano coinvolti e, proprio per questo, la portata di ciò che potevamo realizzare è diventata molto più grande.