È da poco il 27 gennaio 2026, giorno in cui Ultimo spegne 30 candeline, quando lui abbandona la festa con amici e familiari, per dedicare qualche minuto a chi lo segue da sempre o quasi: “Volevo scrivervi. Abbiamo passato questi 10 anni insieme e se mi giro rivedo tutto”, recita l’inizio del suo ultimo post sui social, in cui rivive la prima parte della sua carriera, e non solo.
Così, Niccolò parte da “Pianeti”, il suo esordio discografico, per passare alla vittoria tra le Nuove Proposte di Sanremo e all’esplosione del disco “Peter Pan”. Poi, arriva il primo Festival tra i Big, con “I tuoi particolari”, quando Ultimo si lascia andare contro i giornalisti in sala stampa: “Non l’ho mai detto, ma dopo quella conferenza stampa del 2019 un addetto ai lavori mi disse ‘te la sei rovinata da solo la carriera’”, confida, aggiungendo anche di aver passato la notte al telefono con Antonello Venditti. “Quelle parole rimbombavano dentro di me. Io, che avevo voluto così tanto vivere con la musica, ero riuscito a rovinare anche questo? Non riuscivo a perdonarmelo”.
Poi quel pensiero: “Forse non è finita”, quando Ultimo ha saputo che, in quelle stesse ore, lo stadio Olimpico, nella sua Roma, andava verso il tutto esaurito. E i live, da sempre importantissimi per lui, non possono essere dimenticati in questo resoconto dopo i 30 anni: “Il tour dei 20 palazzetti, le lacrime finali del primo Olimpico, il primo tour negli stadi, le gambe che tremavano nel 2022 prima del Circo Massimo”, scrive, fino ad arrivare al decimo concerto nello stadio della Capitale, solo pochi mesi fa. Ancora, i 3 album (“Solo”, “Alba” e “Altrove”) tra il 2021 e il 2024, ma soprattutto la paternità: “Arriva Enea che mi insegna a rimanere disincantato dalle cose della vita”.
Per Ultimo, infine, c’è uno sguardo al futuro: al maxi-raduno di Tor Vergata, per continuare a parlare di musica, ma non solo. “Eccomi qui, ora, a credere che ci aspettino altri 10 anni pieni ma insieme. Che continueremo ogni anno a crederci… in questa favola che è per sempre”, è l’augurio di Niccolò. “Avevo un sogno in tasca da bambino”, conclude, come ringraziamento a tutti quelli che gli hanno permesso, e gli permetteranno ancora, di realizzarlo.