"QUI CON ME"24 feb 2026

Serena Brancale: "Porto una cosa intima, non vedo l’ora di cantarla"

Il suo brano ha già ricevuto un importante riconoscimento, il Premio Lunezia

Ancor prima che il Festival cominci, Serena Brancale ha già ricevuto un importante riconoscimento: con "Qui con me", si è aggiudicata il Premio Lunezia, che sottolinea il valore del testo. Ha parlato di questo e altro con i nostri Giuditta Arecco e Marco Falivelli.
Dopo l’esperienza dell’anno scorso, ti senti un po’ a casa?
No! Quest’anno è diverso, è un Sanremo più da adulta. Con “Galleggiare”, nel 2015, è stato un bellissimo battesimo: è stata la mia prima esperienza in tv e la prima volta con le in-ear. L’anno scorso invece è stata una festa. Quest’anno mi racconto con qualcosa di più sincero, porto una cosa intima. Non vedo l’ora di cantarla. 
Per il testo di “Qui con me” hai vinto il Premio Lunezia, che viene conferito prima del Festival
Sì, avevo partecipato anche quando ero giovanissima. Ricevere sotto Sanremo questo premio rende tutto più emozionante. È bella la motivazione: è legata al passato, al presente, alla somiglianza tra me e mia madre e anche a come sono cambiata nel corso del tempo.
Tu con la tua musica fai convivere molti elementi: come nasce questa convivenza?
Dall’esigenza di esprimere attraverso la musica, raccontare qualcosa in vernacolo, nasce dalla voglia di giocare con la musica… Vivere in modo incosciente la musica. Se perdi l’incoscienza, fai soltanto un genere. Una cosa che mi piace di me è che gioco tanto, non mi prendo molto sul serio.
L’incoscienza è preziosa
Sì, poi devo dire che questo brano è magico. Avevo tanta paura di presentarmi con questo brano. Ne avevo un altro che sarebbe stato più semplice, più simile ad “Anema e core”. Però mi son detta “se faccio Sanremo, devo andare con un coraggio diverso”.
È in programma un album?
Sì, sicuramente qualcosa che raccoglierà qualcosa in vernacolo, le ballad e l’amore per il gospel, ci sarà
Con “Anema e core” ci hai fatto ballare, mentre “Qui con me”, da quello che abbiamo capito, ci sarà un po’ di malinconia: è vero che l’anima della festa è anche la persona che sa essere più malinconica?
Io sono molto solare, sono quella che canta che balla, che invita gli amici a casa, anche se poi devono cucinare loro. Rimango l’anima della festa, ma se devo raccontare qualcosa che mi preme, come nel caso di “Qui con me”, non riesco a switchare velocemente. Ho partecipato a tutte le feste, ho salutato tutti, ma non riesco a godermele… Con la testa sono lì. Comunque sono molto più solare che nostalgica. Uso la musica per affrontare questo momento. Se sto male, posso scrivere e poi posso tornare a essere l’anima della festa.
La cover che farai è “Besame mucho”, una canzone che ha avuto moltissime versioni: tu ne porterai una che unisce un po’ di Sud Italia e un po’ di internazionalità. 
È molto carina questa cosa, mi piace la musica folk e poi sono legata a musica gospel. Canterò con due artisti, Gregory Porter e Delia, che rappresentano i mondi di cui faccio parte anche io.