L'intervista28 feb 2026

Sal Da Vinci: “Dopo 17 anni sono tornato a Sanremo e sto vivendo un sogno”

A poche ore dalla finale del Festival di Sanremo, Sal Da Vinci racconta le emozioni del duetto con Michele Zarrillo e ringrazia per l’affetto la Generazione Z

È ricominciata una nuova giornata di interviste dal Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni. Il primo ospite che si racconta ai microfoni di Mauro Marino e Francesca Leto è Sal Da Vinci.
Complimenti per ieri sera, cantavano tutti insieme a te e Michele Zarrillo.
Con Michele ci siamo divertiti tanto, è un sogno che ho realizzato. Ci eravamo incontrati in un tour in America e ci promettemmo di duettare insieme, quale migliore occasione del Festival di Sanremo?
Siamo a sabato. Che bilancio fai di questa settimana?
Io sto vivendo un sogno. Dopo 17 anni sono tornato al Festival. Non vorrei svegliarmi, perché poi bisogna riaffrontare le problematiche da cui siamo afflitti. Questa settimana stacchi un attimo la spina. C’è un senso di partecipazione e inclusione. Dovremmo vivere più settimane come questa durante l’anno.
Sei stato qua nel 2009: cos’è cambiato secondo te?
Sono cambiate molte cose, anche quello che ci gira intorno come le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale. È cambiato anche Sanremo, all’epoca c’era meno traffico, ma è bello. Sembra una specie di villaggio di benessere mentale.
In questi giorni hai potuto toccare con mano l’affetto del pubblico: te lo aspettavi?
Quello mi sorprende sempre, io sono abituato a non aspettarmi. Quello che ho provato con il pubblico è un sentimento forte che ti spalanca il cuore.
Come ti spieghi il successo recente degli artisti napoletani?
È una musica sincera e onesta. Dietro questo, poi, ci sono dei talenti. La nuova generazione attinge dal passato per costruire una canzone nuova. Dal bel canto è arrivato Renato Carosone e poi Pino Daniele e via via il napoletan power. Dire amore ha un senso bellissimo, ma ammore ha un’altra potenza. Ecco perché nel finale del brano di Sanremo ho voluto aggiungere accussì, perché ha una forza più dirompente.
Tu hai una sincerità disarmante, che viene colta dalla lingua napoletana che colora tutto in modo unico: la tua verità è arrivata.
Io quello volevo portare sul palco.
“Rossetto e caffè” è diventata virale sui social, poi l’anno scorso ti sei esibito sul palco dell’Ariston insieme ai The Kolors.
Come dice un’altra grande canzone, questo brano ha fatto dei giri immensi e poi è ritornata.  Mi ha cambiato la vita in musica ed è attualmente una delle canzoni italiane più suonata fuori dalla penisola. Non me lo aspettavo, ringrazio la Generazione Z per questo. La settimana scorsa dalla Nuova Zelanda mi è arrivato un video di un ragazzo che fa piano bar e cantava “Rossetto e Caffè”.
Hai festeggiato i 40 anni di carriera.
Nel 1985 ho scoperto di avere una voce, poi ho iniziato a scrivere per altri e poi per me. Questo settembre festeggerò i 50 anni dalla mia prima volta sul palco, che è stata con mio padre. Farò due date evento all’Arena Flegrea a Napoli.
Tu sei figlio d’arte, nato a New York, giusto?
Esatto. Mio papà era a New York e mia mamma lo ha raggiunto e sono nato lì. Ho vissuto però tutta la mia infanzia a Napoli.
Sappiamo anche che sei un intenditore di pizza.
Ho fatto un’esperienza bellissima per un programma televisivo in cui andavo in giro a mangiare pizze, ma la mia preferita è sempre la margherita.
Sal Da Vinci tornerà sul palco dell'Ariston questa sera per cantare la sua canzone "Per sempre sì".