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Renato Zero loda Ultimo, appoggia Fedez e lancia Zerosettanta Volume 1 L'assistente vocale invadente, il ricordo di Fellini, la promessa Fonopoli 27-11-2020

Ma stai zitta, sai tutti i fatti miei!”. Renato Zero risponde con ironia a Siri che lo interrompe mentre parla delle canzoni del nuovo album Zerosettanta Volume 1, in uscita oggi, ma anche di Ultimo, Fedez e Fellini. Il cantante, “dispiaciuto per essere arrivato all'ultimo appuntamento della trilogia”, racconta alla stampa i brani, il futuro e l'esperienza del doppiaggio, con una promessa su Fonopoli.

ZEROSETTANTA. Il nuovo album chiude il viaggio iniziato il 30 settembre, giorno del suo 70esimo compleanno, con la pubblicazione del Volume 1 oggi, 27 novembre 2020. Si tratta di 40 canzoni inedite in 3 mesi: “La 40esima traccia è una ghost-track che riesce ad ascoltare solo chi ama Renato” scherza il cantante con 50 milioni di album venduti all’attivo. Renato Zero, con questi 3 album, ha voluto regalare a tutti “cibo per queste giornate solitarie e per rimettere in moto la fantasia grazie alla musica, stimolando i sentimenti in questa palestra delle mie canzoni”.

A proposito di cibo, “il cofanetto può convivere con il panettone: durante il Natale ci si avvicina anche per un bisogno inevitabile, si accarezzano certe playlist dove ritroviamo serenità, coraggio e voglia di andare avanti. Per questo in generale cerco di mostrare la mia 'doppia faccia', quella più leggera che risale a pezzi come Il triangolo e quella più profonda” spiega l'artista.

Cosa rappresenta per il mondo artistico il primo posto in classifica del suo progetto?Siamo tutti una famiglia, metaforicamente io talvolta sono mio figlio, ma sono anche amico e nemico. Questo cambio di ruoli favorisce un senso di critica e la ricerca di stabilità. Un artista di 70 anni così posizionato in classifica aiuta anche gli altri artisti. Tanti giovani artisti sembrano stanchi a 20 anni: voglio portarli con me sull'onda, questo è l'invito rappresentato dal mio primo posto”.

CANZONI. Renato Zero aggiunge dettagli su alcuni dei 13 brani dell'ultimo album Zerosettanta Volume 1, già presentato questa settimana in onda a Radio Italia:
- Amara Melodia.Abbiamo rinunciato alla bellezza della nostra melodia. Pezzi come I giardini di marzo di Lucio Battisti, Piazza grande di Dalla e Il cielo in una stanza di Gino Paoli sono pagine di musica e letteratura, che nascono solo quando un artista in 4 minuti riesce a raccontare una storia, a renderla credibile e farle attraversare il tempo. Il progresso ci ha forse privato della fascinazione. Abbiamo fatto un po' a pezzi l'Italia, a partire dalla nostra musica, abbiamo elargito bellezza agli stranieri, dobbiamo riconquistare dignità. La melodia è stanca e vilipesa
- L'Ultimo Gigolò.Nel mondo questo personaggio ha perso la voce e ha lasciato il posto a un uomo molle e a volte violento, che non ha più ironia e statura
- Orfani di Cielo.I fautori del Covid siamo noi, abbiamo alimentato la capacità di questo essere non ben identificato di diffondersi, non avendo rispetto del pianeta e di certe regole, andando a sfidare la natura. I laboratori sono necessari quando lavorano per la nostra sicurezza e non contro l'uomo
- Finalmente te ne vai. “Contiene una ferma condanna del femminicidio. Qui lui è fragile, non tiene il confronto, mette lei alla porta ma non le mette le mani addosso”
- Nemico caro. “Ho avuto nemici che mi hanno fornito lo spunto per dimostrare loro che si sbagliavano e che non ero debole”

ULTIMO. Renato Zero riserva parole bellissime per un giovane collega: “Ultimo ha una grande umanità, fa parte di una famiglia tosta, sono persone combattive, che non si arrendono. È un ragazzo che non ha avuto niente gratis: è sempre stato incoraggiato dalla mamma. Speriamo di vedere una gioventù preparata, come quella rappresentata da lui e Diodato: che non ci siano solo i talent”.
Potrebbe esserci una collaborazione con Ultimo in futuro?Perché no, non siamo parenti per un soffio, sono molto amico della mamma Anna”.

FEDEZ. Il mondo dei concerti continua ad essere fermo a causa del Covid, intanto è nato “Scena Unita”, il fondo per i lavoratori di musica e spettacolo creato da Fedez, apprezzato anche da Renato Zero.
L'operazione di Fedez è estremamente corretta e onesta”, commenta, “Crea una piattaforma al di fuori di sé per far confluire denaro da chi vuole, dall'Italia sensibile, non necessariamente dal pubblico dei concerti. Condivido l'esigenza di fare questa azione, credo sia doveroso dopo aver preso molto riuscire a rendere, è uno scambio naturale e onesto tra gli artisti e il pubblico rappresentato dagli stessi collaboratori, fonici e tecnici: è un pubblico che quando si chiude il sipario non torna a casa con la consapevolezza di trovare la minestra apparecchiata e una speranza nel domani. Ho preso a cuore questa sollecitazione in forma diretta, con i miei sforzi personali”.

FELLINI E IL DOPPIAGGIO. “Il periodo del sidecar è stato meraviglioso”: Renato Zero lo usava per girare a Roma. “Ci è montato sopra anche Federico Fellini”, racconta facendo un'affettuosa imitazione del grande regista, “Transitavo per il centro, davanti al bar Rosati in Piazza del Popolo. Lui aveva i giornali sotto braccio, il capello e il paltò: 'Mi condurresti?' chiese. Feci un giro della piazza: 'Ma il giro è già finito? Mi accompagneresti a Cinecittà?'. Avevo un casco da pompiere e gli occhialoni, sembravo uno sciamano: la gente quindi riconosceva solo lui e diceva 'Com'è strano Fellini!'”.
Doppiare, per il cantante, è stata un'esperienza altrettanto meravigliosa: “Nightmare before Christmas (1993) è un film eccezionale con una ricchezza di musiche e melodie sorprendente, dovevo doppiare sia i dialoghi (di Jack Skeletron, ndr) sia le canzoni. Avevo 22 giorni di tempo, ce ne ho messi 9: il direttore del doppiaggio mi ha rimproverato scherzosamente dicendo che gli ho fatto perdere soldi...”.

FUTURO. “Obiettivi sempre di qualità, ricerca di soluzioni melodiche e armoniche, parlare di problematiche attualisono i propositi dell'artista per i prossimi progetti. “Il nostro quotidiano è schiavizzato dal virus ma il futuro sarà a nostra immagine e somiglianza: non molliamo la presa, andiamo avanti ciascuno con la nostra professionalità. Non voglio più sentire che qualcuno si è fatto timbrare il cartellino da qualcun altro. Quando tutto sarà finito, Renato sarà pronto nel suo camerino con le sue mille e 200 facce” dice il cantante in attesa che i concerti si possano fare.
Intanto combatte scherzosamente con lo smartphone: “Il telefono è molto 'avvitato', c'è un traffico di spie dentro lo schermo, non mi sento tranquillo, sappiamo bene che quando depositiamo la nostra mail nelle liste di qualcuno, questo offre il diritto di andare a distribuire le nostre credenziali, diventa una frustrazione e un'invadenza, non siamo padroni del nostro privato, preferivo il telefono con la ruota dei numeri, qui se tu schiacci involontariamente qualcuno dall'altra parte ascolta, la tecnologia comporta anche rischi”.

4 CURIOSITA'.
1.
“Abbiamo bisogno di esempi positivi e di qualità in tutti i campi: l'esempio deve arrivare da chi occupa le prime file nella società. Non sono sufficienti Ungaretti e Pascoli. Sono l'11esimo figlio di una famiglia di pastori e contadini. Non rinnego le origini e ringrazio il cielo di aver avuto un padre di questa fattezza”
2. “Non siamo categorie, non siamo omologati, non abbiamo una qualifica effettivamente riconosciuta: dobbiamo correre il rischio di non appartenere. Io quindi non sono catalogabile, essendo sia cantante, ballerino, parrucchiere, attore, doppiatore... ce l'ho messa tutta per dare sfogo alla mia creatività. Essere definito solo cantante vanificherebbe tutto quello che ho fatto: probabilmente artista mi starebbe meglio”
3. Alcuni miei amici chirurghi operano da remoto mentre ascoltano i miei brani. Mi destabilizza il fatto di contribuire al benessere umorale dei medici. Lo stesso vale per le persone sole e chi ha problemi fisici: per loro la musica è un alleato fondamentale”
4. Non ho accantonato l'idea di Fonopoli e di una città della musica soprattutto per i giovani: vi lascerò questa bella eredità”


Autore:
Francesco Carrubba
27-11-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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