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Mina, tutto su Italian Songbook: 2 costellazioni e un tesoro di 30 canzoni Cassiopea e Orione sono i primi di 6 album per riscoprirne il repertorio 25-11-2020

Cassiopea e Orione sono i primi 2 album del progetto Italian Songbook con cui Mina Mazzini, 80 anni d'età, corona il 2020: 28 canzoni, da Oggi sono io a Caruso, più i 2 inediti Un tempo piccolo e Nel cielo dei bars, in uscita il 27 novembre. L'immenso repertorio della cantante viene riscoperto filologicamente in questa speciale collana, per un totale di 6 album, attraverso cover, successi e gemme della musica italiana, tutti rimasterizzati e digitalizzati: lo racconta oggi alla stampa su Zoom il figlio e produttore Massimiliano Pani, dal mitico studio di Lugano, con Massimo Bernardini da Milano.

Mina, protagonista della foto inedita in alto (Pdu/Mauro Balletti), ha inciso quasi mille e 400 brani in circa 100 album e ne ha scelti 30 in totale per queste 2 prime costellazioni: tutte le registrazioni incluse in Cassiopea e Orione sono state riversate in digitale, editate, restaurate, rimasterizzate e rimixate con la continua, costante e attenta supervisione dell'artista, che ha seguito personalmente l’intera operazione: il lavoro sui pezzi è iniziato prima dell'emergenza ed è finito da poco.

ITALIAN SONGBOOK. Gli album Cassiopea e Orione, in uscita venerdì 27 novembre 2020, propongono 28 canzoni, da L'importante è finire del 1975 a Volevo scriverti da tanto del 2018, e due inediti, mai cantati prima da Mina Mazzini: Un tempo piccolo di Califano e Nel cielo dei bars di Buscaglione. Il progetto Italian Songbook continuerà, anche con i successi in italiano degli anni 60: l'idea è fare 6 album in lingua italiana, considerando che la cantante ha iniziato a 18 anni con Il cielo in una stanza e nel 2019 ha pubblicato l'album con Ivano Fossati, “la cosa che le è piaciuto di più fare negli ultimi 10 anni”.

Nella bellissima tracklist di 30 tracce (qui tutti i titoli e gli autori), sono stati risuonati e riaperti dai multitraccia originali Almeno tu nell'universo, Canzoni stonate, gli archi de Il cielo in una stanza, Una lunga storia d'amore e Io domani, mentre per gli altri brani c'è stata un'attenta operazione di mastering per farli rivivere. Per le copertine di Cassiopea e Orione, Mauro Balletti (con Gianni Ronco) ha giocato sulla specularità e sul contrasto fra due colori, il rosso e il blu, anche per rievocare due doppi album “storici” della discografia dei Beatles ma anche per rimandare ai classici mazzi di carte da poker della Modiano.

Quando ha capito che la televisione cambiava, ha deciso di fare altro e concentrarsi sui dischi. Spesso ha prodotto due album all'anno, uno di inediti e uno di cover. Questo lavoro di raccogliere i pezzi e renderli di nuovo disponibili permette di ritrovarli e rinnovarli, anche nei suonidichiara il figlio Massimiliano Pani, “Di solito i best of li fanno le case discografiche che hanno i cataloghi, questo l'ha fatto proprio lei: l'idea è prendere i suoi successi, ma anche perle della musica italiana e altre chicche che secondo lei non hanno avuto la giusta luce, come 'L'uomo dell'autunno' e 'Compagna di viaggio'”.

MINA OGGI. “Quando ha chiuso la stagione della televisione, c'erano ancora le orchestre ma lei stava già andando in un'altra direzione, quella di un pop riletto con 3 jazzisti che venivano a Lugano, tra i quali il pianista Danilo Rea: hanno suonato anche Acqua e Sale, ad esempio”, spiega Pani raccontando sua mamma oggi, “Mina non ama il classico pezzo da Mina ma vuole cambiare registri: saper cantare bene vuol dire anche usare poca voce a volte, bisognerebbe spiegarlo ai ragazzi dei talent; lei guarda e ascolta tutto. Vuole andare in direzioni diverse e sperimentare nuovi generi musicali e colori diversi, dal latin alla bossa fino al tango e alla canzone napoletana”.

Mina, a 80 anni d'età, fa sentire a suo nipote di 16 anni di tutto e lo scambio con il figlio di Massimiliano è molto fecondo: così la cantante ascolta da Bruno Mars a Billie Eilish, grazie alla tecnologia che le permette di soddisfare tutte le sue curiosità. “Adesso ha scoperto un flamenchero che fa crossover e fusion incredibili” svela Pani, che sulla madre aggiunge: “Ha deciso di non fare più nulla in pubblico, non farà nulla online durante il lockdown. Quando facciamo dischi live in studio, Mina spiega a Danilo Rea quello che vuole e poi si registra: c'è un approccio jazzistico, non so se potrà accadere davvero in un locale prima o poi, com'era stato ipotizzato qualche anno fa, vediamo... Non credo che vedremo qualcosa che lei farà in video, a meno che non ci sia un progetto particolare o qualcosa che le interessa fare”.

Mina è il più grande direttore artistico italiano, è etichetta discografica di se stessa ed è anche talent scout, parola di Pani: “Quando sente una cosa bella se la ricorda fino a quando arriva il momento di farla. Ha sempre amato Buscaglione e ha deciso di cantare adesso Nel cielo dei bars. Ha una memoria storica pazzesca ma becca anche i pezzi nuovi. Il repertorio napoletano per lei è una materia duttile e di grandissima qualità, perché permette a un grande interprete di fare la differenza”. Mina inoltre “è la più famosa sconosciuta d'Italia”, come la definisce il figlio: “Dal momento in cui non ha più fatto tv, si è inventata di tutto e ha fatto moltissimo. Questo progetto è proprio parte del lavoro di mostrare a tutti cosa ha fatto dopo la televisione, da quando non c'è più la Mina pubblica”.

Nel mondo latino Mina è percepita come una delle più grandi cantanti italiane ancora oggi, anche in lingua spagnola, è molto apprezzata dai musicisti, dagli standard jazz al tango fino alla canzone napoletana. Ovviamente la scelta di non fare promozione e andare in tv porta conseguenze: non è conosciuta dal grande pubblico”, afferma Pani, “Una volta che una cosa è fatta è anche archiviata. Quindi quando le capita di rivedersi cambia canale subito: era già annoiata quando ha smesso negli anni 70. Non è per nulla auto-celebrativa. Lei non parla di quegli anni: è più forte del suo personaggio pubblico, è più interessante, ne fa volentieri a meno, ne parla poco anche ai nipoti. Ma si stupisce ancora per le cose belle degli altri artisti”.

LA PRIMA. Mina è stata la prima in Italia a pubblicare album che non fossero raccolte di singoli già editi, è stata la prima a dedicare interi 33 giri a canzoni di un solo autore (in "Amanti di valore" del 1973, con tutti i testi scritti da Franco Califano), è stata la prima a rileggere i classici della canzone italiana, è stata la prima a esplorare repertori inusuali e non frequentati da altri. Nel suo percorso ha pubblicato 75 album di studio, che sono stati il bacino al quale ha attinto per selezionare ciò che, secondo lei, fra i brani di compositori e parolieri italiani, merita di essere riscoperto e riascoltato. E cioè quello che ha cantato di più bello, di più emozionante, di più appassionante, ripescando alcune perle rimaste nascoste fra i solchi dei suoi tanti dischi del passato anche recente, alcune delle quali erano diventate di non facilissima reperibilità.

Nella sua carriera ha collaborato con artisti come Pino Daniele, Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Adriano Celentano, Massimo Lopez, Celso Valli, Mondomarcio, Manuel Agnelli (Afterhours), Giorgia, Renato Zero e Tiziano Ferro in “Questione di feeling” in spagnolo: un'idea potrebbe essere raccogliere in futuro questi duetti in un album.

3 CURIOSITA'.
1. Mina riceve 3-4mila brani all'anno
da numerosissimi autori che le propongono le proprie creazioni: attualmente l'artista è indietro di 2 anni nell'ascolto di questi pezzi, che vengono tutti catalogati e ascoltati un po' alla volta ogni giorno.
2. Alex Britti ha raccontato in alcune occasioni che Oggi sono io è diventato un brano di Mina a tutti gli effetti nell'immaginario di molti, nonostante abbia permesso al cantautore romano di vincere Sanremo Giovani: perfino il papà della sua compagna Nicole gli ha chiesto quando ha scritto quel brano per Mina.
3. L'idea di Mina direttrice artistica del Festival di Sanremo lanciata un paio di anni fa? “È piaciuta talmente tanto che non ha mai chiamato nessuno”, così Massimiliano Pani ai giornalisti.


Autore:
Francesco Carrubba
25-11-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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