Ciao Marco, come stai? Ti sei ripreso da Sanremo?
Guarda, proprio ripreso ti direi di no… però sono felice proprio per questo, perché è strato un viaggio meraviglioso, che ho avuto la fortuna di condividere insieme a Federico (Fedez). Ci siamo gustati il palco dell’Ariston a pieno, per altro ci siamo sentiti pochi minuti fa e abbiamo già pianificato il nostro prossimo incontro.
Ecco, facciamo il punto della situazione dopo il Festival...
Non farei "il punto"... per me la musica apre sempre un capitolo nuovo. Io dico con orgoglio di avere 61 anni davanti a questo meraviglioso pubblico che mi segue dagli anni '90 ed è ancora qua, insieme ai loro figli, ai loro nipoti: per me è una grandissima soddisfazione.
Cosa ti fa provare la consapevolezza di arrivare anche a una nuova fetta di pubblico, più giovane?
La musica è sempre scoperta, se non ci fosse la scoperta non sarebbe più giusto fare questo mestiere. Sono felice di aver scoperto tante cose anche con questo percorso con Federico, sono stato tanto in studio con ragazzi giovani.
Abbiamo appena ascoltato una bellissima versione piano e voce di "Ci vorrebbe il mare", grazie per questo bellissimo regalo. Una domanda: hai sentito la versione di Laura Pausini di questa canzone?
È bellissima, io tifo sempre per lei, è la numero uno. Mi emoziona sempre ogni cosa che dice nelle canzoni, è un’interprete e autrice unica... tutte le cose che canta arrivano dirette, amplifica il testo con l’interpretazione, non ha rivali.
Come ti fa sentire il fatto che Laura abbia voluto reinterpretare proprio una tua canzone?
Lei prima di registrare mi ha chiamato e abbiamo avuto un confronto sulle canzoni che erano inizialmente due: la scelta era tra “Disperato” e “Ci vorrebbe il mare”. Io l’ho indirizzata subito verso “Ci vorrebbe il mare” perché sapevo che l’avrebbe fatta veramente sua, anzi, secondo me le apparteneva già. Io subito mi sono sentito onorato, mi sono emozionato quando mi ha mandato il provino su una base che le avevo fatto ad hoc, sono felicissimo che abbia scelto la mia canzone.
Parliamo del tuo ultimo album, “Perfetto imperfetto”: ho notato che è un cerchio che si chiude, inizia con il brano “Perfetto” e finisce con “Imperfetto”...
Ho deciso fin da quando ero piccolo di andare a scoprire la musica nelle parti più nascoste e anche impensabili, la musica si impara da artisti e autori che non corrispondono al tuo tempo o al tuo modo di fare musica, come spiegavo prima. Io ho tre/quattro squadre di ragazzi che scrivono e suonano con me sul palco, con cui ho instaurato un rapporto di amicizia, che per me è fondamentale per scrivere e condividere le emozioni. Questa cosa è successa anche con Federico: prima ci siamo conosciuti, raccontati e poi abbiamo messo in musica le nostre emozioni. Il progetto di “Perfetto imperfetto” dura da anni, io e gli altri autori abbiamo ripreso tante canzoni che tenevo nel cassetto e abbiamo realizzato questo album lavorandoci insieme.
Il pubblico ha sicuramente recepito questo disco perché è attualmente in top 10 degli album più venduti. Io volevo farti un’altra domanda su Fedez: cosa hai dato tu a lui e cosa lui a te?
Tutto quello che avevamo da darci: io sicuramente gli ho dato la mia esperienza da musicista anche nella stesura della canzone, che all’inizio aveva un altro tipo di struttura. La nuova versione lo ha emozionato la prima volta che l’ha sentita. Lui mi ha dato la sintesi della comunicazione e quel tipo di pragmatismo che i giovani hanno nella costruzione, nel lavoro e nella vita. Grazie a lui mi sono convinto che posso fare musica anche nel 2026.
“T’innamorerai” pianoforte e voce qui da noi a Radio Italia solomusicaitaliana… c’è venuto un po’ l’occhio lucido, veramente grazie per questo regalo. Prima qui c’era gente che diceva “Mi firmi il cd”… a proposito di firme e di cd, possiamo dire che il firmacopie di “Perfetto Imperfetto” procede...
Si, continua il giro, sto incontrando un sacco di gente in tante città. Ci siamo divertiti perché abbiamo sentito le impressioni a caldo del pubblico. La cosa mi dicono più spesso è “sei bello”, me lo dice solo il pubblico senza occhiali e quelli che hanno gli occhiali sbagliati. La verità è che la cosa che mi da forza è che tanti ragazzi giovani scoprano degli argomenti che io ho cantato negli anni ‘90, che è l’obiettivo primario: far capire che il dolore e tutte le turbolenze che si sentono in quel volo che è la vita spesso ci fanno capire quanto sia bello volare.
Quanto è bello far vivere e rivivere le tue storie, anche proprio attraverso questo pubblico più giovane?
È il regalo più bello che si possa fare a un cantautore, è l’unica maniera per rimanere giovani veramente, la musica viaggia attraverso il tempo e porta le emozioni lontano.
Le tue canzoni arrivano e sopravvivono nel tempo anche perché ci sono storie e sentimenti da portare avanti...
Le storie non fanno sparire i sentimenti, anzi i sentimenti sono proprio quella cosa che lega le generazioni: l’arte permette ai sentimenti di durare di più e arrivare più lontano.
Parliamo di appuntamenti dal vivo: il tour inizia il 13 di luglio e prosegue con tante date per tutta l’estate...
Sono molto contento che tu abbia le date scritte! Io non ne memorizzo neanche 3!
All’inizio volevamo solo fare solo i cinque palazzetti ma c’è stata una grande richiesta e abbiamo deciso di fare un calendario estivo con due produzioni diversi, palco diverso e scenografia diversa. Ci sarà anche qualche elemento scenografico che racconta i miei 36 anni di carriera.
In 36 anni di carriera hai sfornato diversi successi: come scegli la scaletta?
La cosa più importante è non stravolgere quella che è una fotografia o un ricordo del passato. Spesso ci si ritrova a confrontarsi per l’ennesima volta con una canzone eseguita da anni e anni, ma non va mai stravolta: quando vuoi tornare indietro, vuoi tornare indietro per davvero, non devi fare le cose a metà. La canzone ha bisogno della sua originalità, non va stravolta. Anche i piccoli elementi della canzone a livello sonoro devono riportare il pubblico indietro nel tempo. Cercheremo di andare incontro a una scaletta che accontenti tutti, ora non te la posso dire perché la devo ancora fare!
Ma hai chiesto a Fedez se ti raggiungerà sul palco in occasione di qualche concerto?
Guarda, in verità non gliel’ho ancora chiesto…
Cosa vuoi portare sul palco dei cinque concerti-evento nei palazzetti?
C’è un lavoro dietro musicale e di produzione ben preciso, stiamo preparando 5 concerti con cui vogliamo trasmettere un forte messaggio anche attraverso le immagini.
Ti vogliamo fare una domanda che arriva dai nostri social: tu e tua sorella Susanna avete qualche anno di differenza. Nella canzone “Male necessario” tu e Fedez dite “dimmi qualcosa che non sai di te”. Puoi dirci qualcosa che non sappiamo del rapporto tra te e lei?
È un rapporto molto vero, non abbiamo mai litigato una volta nella vita, siamo molto distanti caratterialmente e forse questa cosa ci unisce. Insieme siamo perfetti: io ho bisogno di me e lei ha bisogno di me, ci siamo aiutati tanto nei periodi difficili della nostra vita.
Ciao Marco, ci vediamo in tour questa estate e poi a novembre nei palazzetti!
Grazie, saranno dei bellissimi momenti. Vi aspetto!