


“Secondo me, il livello di ansia era pari a quello dell’adrenalina. Tutto sommato sono fiero di me per come l’ho affrontato e stasera spero di arrivare altrettanto calmo, perché comunque è la finale”.
Tra i cinque più votati della terza serata del Festival con “Labirinto”. Nella top ten della serata delle cover con “Falco a metà”, in coppia con Gianluca Grignani. A poche ore dalla serata, Luchè è passato dal Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni, dove si è raccontato Atupertu con la nostra Redazione.
Per non perdersi nel “labirinto” della settimana sanremese, la prima della sua vita, Luchè ha adottato una strategia precisa: “Ho investito il 99% delle mie energie nello stare calmo e nel cercare di essere concentrato. Poi, ho trovato un equilibrio: ho tolto tutti i social e ho affidato il mio telefono a Matteo, che si occupa della comunicazione. Non ho avuto distrazioni esterne: questa è stata la mia via d’uscita”.
In realtà, Sanremo non era una novità assoluta per Luchè, due anni fa vincitore della serata delle cover come ospite di Geolier, insieme a Guè e Gigi D’Alessio. Prima del Festival, Luchè si è confrontato proprio con Geolier: “Ho parlato con lui e anche con Lazza. Mi hanno scritto e mi hanno dato l'in bocca al lupo”. Grazie ai consigli dei colleghi, Luchè ha gestito bene l’emozione dell’Ariston: “Secondo me, il livello di ansia era pari a quello dell’adrenalina. Tutto sommato sono fiero di me per come l’ho affrontato e stasera spero di arrivare altrettanto calmo, perché comunque è la finale”.
Per la serata delle cover, accanto a un “pilastro” come Gianluca Grignani, Luchè ha fatto centro con alcune barre inedite su “Falco a metà”. Al rapper abbiamo chiesto quale canzone del suo repertorio sarebbe felice di affidare alla voce di Grignani. “Ce ne sarebbero un paio… forse ‘Il mio ricordo’: lui potrebbe metterci qualcosa sopra”, ha risposto Luchè.
Andando oltre il Festival di Sanremo, Luchè ci ha portato alla scoperta della sua musica, ricca di contaminazioni con altri generi musicali: “All’inizio campionavo tantissimo jazz: quello che mi piace di più è quello di fine anni ’50, non quello contemporaneo. Poi, il blues, la musica soul, il gospel e anche tantissima new age”.