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Luciano Ligabue, “Made in Italy”: il primo film con un copione musicale Stefano Accorsi e Kasia Smutniak raccontano il momento più emozionante sul set 24-01-2018

Luciano Ligabue presenta a Radio Italia Solomusicaitaliana il suo nuovo film da regista “Made in Italy”, nelle sale da domani (giovedì 25 gennaio). Insieme al rocker, ci sono i protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, che nella pellicola vestono i panni di Riko e Sara, una coppia “normale”, alle prese con una crisi.

Stavo parlando con Stafano e Kasia del film. Stavo spiegando perché mi è piaciuto tanto tanto. Quanto posso raccontare Luciano? Quanto basta per invogliare la gente ad andare a vederlo”.

Se io delegassi questo compito a due fuoriclasse? Stefano, ovvero Riko, hai anche il physique du rôl... Accorsi: “Questo è il secondo capitolo insieme a Luciano dopo “Radiofreccia”. Quando il produttore Domenico Procacci mi ha detto 'dobbiamo parlare a cena di un lavoro', ero elettrico. Quando ho saputo che Luciano voleva raccontare un'altra storia, ho provato emozione e timore. Ho letto il copione e sono rimasto affascinato, è una storia che parla delle persone normali, perbene, che sono poco rappresentate al cinema, a loro modo sono eroi pur essendo antieroi. È strano come questa maggioranza silenziosa sia stata silenziata”.

La cosa drammatica è che si urla molto ma c'è il silenzio sulle persone normali che magari vivono difficoltà al lavoro e che al sabato sera si trovano con gli amici, sulle coppie che si devono confrontare con la fatica degli anni... Kasia: “La nostra è una coppia che si trova in un momento difficile, in cui non c'è spazio per dialogo. Tutto è stato detto e vissuto, Riko e Sara non vogliono provare a fare qualcosa per cambiare la situazione, la loro è una crisi che sembra senza luce. Sono due persone semplici: Riko è un operaio che lavora in un salumificio, Sara ha un salone, fa la parrucchiera; vivono in un paese di provincia, hanno amici con cui sono cresciuti, hanno figlio Pietro che vive ancora in casa e sono schiacciati dalla quotidianità. La cosa bellissima è tutto quello che dovranno affrontare per trovare un senso. Per fare cambiamento importante devono guardarsi dentro”.

Noi ora ascoltiamo “Mi chiamano tutti Riko”. Quanti anni ha Stefano nel film? Ligabue: “Ne ha 44, come i gatti”.

Possiamo dire che ci sarà il video ufficiale del brano? “Sì, abbiamo fatto una cosa estemporanea, fatta un po' in casa. Ci sono immagini del film e un playback mio in luoghi dove abbiamo girato. Da settimana prossima circolerà sui social network”.

Stefano, che regista è Luciano e come è cambiato in questi anni? Accorsi: “Sia sul set di 'Radiofreccia' sia su quello di 'Made in Italy' la sensazione è quella di entrare in un mondo non in un film. Mi è capitato di lavorare con tanti registi che costruiscono un mondo, ma per quanto questo mondo sia dettagliatissimo c'è sempre qualcosa che manca, che magari non viene inquadrato dalla telecamera. Con Luciano entri in un mondo reale, sei nel paese in cui è nato e cresciuto, tra i suoi amici. C'è proprio la sensazione di essere in un mondo autentico e senti che devi essere autentico. Luciano ti guarda, ha un suo modo di sentire emozioni e si fida di quell'emozione. Rivedendo 'Radiofreccia' dopo anni sono rimasto colpito perché c'è un'emozione che arriva al cuore e alla pancia”.

Stavamo leggendo qualche messaggio, ci sono solo complimenti. Luciano ti chiedono se anche quest'estate farai tappe in luoghi inusitati? Ligabue: “C'è anche l'hashtag #esciledateluciano. Voglio ricordare che l'anno scorso, al di là del fatto che ho dovuto interrompere il tour per l'intervento alle corde vocali, abbiamo fatto 52 concerti nei palazzetti. Chi mi gestisce dice: 'Adesso stiamo un pochino calmi'”.

Kasia, l'ho chiesto a Stefano ma voglio sapere anche da te com'è stato lavorare con Luciano. Kasia: “È stato un set speciale, partendo dal fatto che abbiamo iniziato a lavorare con già la colonna sonora in mano. Avere il mondo del film già disegnato è stato di grande aiuto. Luciano è un regista che sa esattamente cosa vuole, è riuscito a ricreare un'atmosfera bellissima che ha coinvolto non solo gli attori ma tutta la troupe. Sono stati due mesi bellissimi di riprese, 'Made in Italy' è uno dei film più personali per me”.

Luciano: “Qualche tempo fa facevo una serie di concerti a Roma, al PalaLottomatico. Una sera è venuta tutta la crew. Arrivano carichi e dicono: 'Noi questo film dobbiamo vederlo con te ma non a Roma, veniamo noi da te a Correggio. Pensa a 70 persone in giro a fare altro, attori impegnati ormai su altri set. Siamo riusciti a combinare questa cosa una decina di giorni fa, nel cinemino di Correggio. È stato bellissimo vedere per la prima volta il film tutti insieme. È stata un'emozione in continuità con quella che si è provata durante il lavoro”. Kasia: “Accompagnata dal Lambrusco”.

Lambrusco e pop corn direi. Ligabue: “Sì, che in realtà è un abbinamento un po' loffio ma ci sta”.

Forse, come accennava Kasia, per la prima volta il copione era musicale... “La storia, magari piccola, ma c'era. L'album voleva raccontare quella storia poi, avendo a disposizione progetto film, è stato possibile fare in modo che il plot fosse più lungo e poter dare spessore ai personaggi attorno a Riko. Il film è il compimento di un progetto anomalo. Fare un concept album negli anni duemila è una scelta che forse va contro i tempi”.

C'è molto di te in questo film... Ligabue: “Sì, c'è molto di me e c'è molto della gente che conosco, dei miei amici che mi hanno permesso di conoscere la realtà, la pensione rimandata, la tac per cui devi aspettare otto mesi. È una realtà che doveva raccontare un personaggio che vive quella vita. Stasera vedremo il film con loro, con i miei amici e con mia mamma”.

Kasia e Stefano, qual è stato il momento che vi ha colpito di più, che ha creato un po' di magone? Kasia: “Sono tanti, troppi, ci sono state tre scene veramente difficili che mi mettevano in crisi. Per esempio scena dell'intervista in cui Riko si apre: io non l'ho letta prima perché non dovevo dire nulla, ho pensato di vivere l'emozione in quel momento. Io e Stefano ci siamo guardati ed è stato estremamente emozionante”. Stefano: “Anche io avrei detto quel momento, che è un momento di confessione e apertura. A un certo punto ho detto una frase su nostro figlio Pietro, ci siamo guardati ed è stata una vera emozione. Ti rendi conto di come le persone lottano e sono portatrici valori e affetti, anche teneri e fragili”. Luciano: “Traduco visivamente. In questa scena Riko è intervistato da un giornalista televisivo e si ritrova a raccontare cose personali. Mentre Sara assiste, Riko dice: 'Mio figlio sta per frequentare il DAMS, è il primo della famiglia a fare l'università'. Lei si copre la bocca e ha gli occhi lucidi. Si guardano e si vede che lui ha bisogno di una pausa. Questa non è recitazione, è trovarsi a vivere i panni di una persona. Mi sono ritrovato ad assistere a queste cose più di una volta. Venivano sempre a galla cose di loro che non mi aspettavo”.

Made in italy - La colonna sonora”, che si trova anche al cinema, non ha solo le tracce dell'album, ma anche inediti e inserti rock 'n roll. Invito gli ascoltatori a vedere il film perché esalta quei sentimenti che in tanti abbiamo e che in pochi raccontano.


Autore:
Chiara Cipolla
24-01-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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