IN ATTESA DI PALERMO30 mag 2023

Ligabue a Radio Italia: spoiler sulla scaletta dei concerti negli stadi di Milano e Roma

Il rocker di Correggio si lascia andare ai ricordi, come il suo primo San Siro dove ha avuto un piccolo incidente

Nel giorno in cui è stato annunciato il suo nome e quello di altri 13 artisti per RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO a PalermoLigabue è venuto a Radio Italia solomusicaitaliana a presentare il suo prossimo album Dedicato a noi, il suo ultimo singolo Riderai e i suoi prossimi show negli stadi, dando anche qualche anticipazione sulla scaletta. Il rocker di Correggio si è lasciato andare ai ricordi, come al suo primo concerto insieme a una band su un palco e al suo primo Stadio San Siro, dove ha avuto un piccolo incidente
(Mauro Marino) Luciano sei venuto qui, nel Reward Music Place, un anno fa a presentare il tuo libro, Una storia. Quest’anno sei qui per altri motivi: il tuo nuovo album, Dedicato a noi, che esce a settembre e il tuo nuovo singolo, Riderai.
(Ligabue) “Sì, l’album esce a settembre, ma avremmo voluto farlo uscire prima. Sapete però i tempi tecnici sono lunghi. La canzone, Riderai, è il frutto della mia età. Tempo fa mi dicevano: ‘Vedrai che di certe stupidaggini un giorno riderai’. E così è stato”.
(Manola Moslehi) Dedicato a noi, ma “noi” chi?
[Alla domanda, i fan rispondono all’unisono: “Noi!”]
(Ligabue) “È un po’ difficile spiegare questo ‘noi’. Ho usato spesso il ‘noi’ nelle miei canzoni. Nella penultima canzone [Non cambierei questa vita con nessun'altra] il ritornello diceva ‘Abbiamo sempre vinto noi’. Non ho bisogno di limitare questo ‘noi’ ai fan. Sento di avere questo senso di appartenenza a un 'noi', come lo hanno altre persone”.
(MM) Dopo due anni, l’anno scorso, sei riuscito finalmente a festeggiare questi 30 anni alla RCF Arena di Reggio Emilia. Come è andata?
(L) “Mi viene in mente quello che ha detto Massimiliano Allegri: ‘Finalmente è finita una stagione’. Non auguro a nessun artista di fare due anni senza salire sul palco. Con quel concerto abbiamo inaugurato la RFC Arena. L’Arena ha una collinetta, grazie alla quale chiunque poteva vedere me e io potevo vedere chiunque. Quando sono salito sul palco cantando ‘Non cambierei questa vita con nessun’altra’ mi è venuto un colpo al cuore”.
(MM) E non era neanche il tuo primo concerto…
(L) “Sì, ma non era un concerto qualunque per durata, ospiti. È stata una serata pazzesca”.
(MM) A 27 anni hai fatto il tuo primo concerto…
(L) “Sì, ho iniziato tardi. Ho iniziato a suonare con altri su un palco davanti a poche persone, che erano soprattutto amici [ride]. Erano le 4 di pomeriggio di una domenica. In un angolo alcuni sentivano i risultati delle partite. Quella volta mi ha cambiato la vita. Ho capito cosa volevo fare nella vita”.
(MM) Dopo qualche tempo, dal 90 al 93, hanno fatto il Neverending Tour che non finiva più...
(L) “WikiLiga [Claudio Maioli] mi ha dato qualche numero: 13esima volta a San Siro, 13esima volta all’Olimpico, 30 Arene di Verona, 83 volte gli stadi, 822 concerti in assoluto. Aggiungiamoci poi che sono nato il 13 marzo. Il 13 è il mio numero”.
(MM) A proposito di stadi ci sono due importanti appuntamenti dal vivo questa estate: 5 luglio, Stadio San Siro, Milano e 14 luglio, Stadio Olimpico, Roma.
(L) “È tante volte fare San Siro 13 volte. È tante volte fare l’Olimpico 13 volte. Una piccola anticipazione sull'album: in Dedicato a noi ci sarà un sequel di Salviamoci la pelle, la canzone in cui raccontavo di due ragazzi di 20 anni che pensavano che nel posto in cui vivevano non c’era più nulla per loro. In una traccia del nuovo album racconterò quindi cosa gli è successo”.
(MM) Hai fatto il tuo primo San Siro nel ‘97. Che ricordi hai di quel concerto?
(L) “Ho un doppio ricordo, di cui uno sportivo. Quando stavo per salire sul palco di San Siro ho pensato che tra 15 giorni, su quel prato, avrebbe giocato Ronaldo. Quel Ronaldo. Poi, ero talmente teso che, alla prima canzone, mi sono tagliato la punta del pollice con la corda della chitarra. Mi sono macchiato la canotta bianca con il sangue. [Claudio] Maioli pensava che mi fossi fatto male, chissà con cosa. Mi ha ordinato di scendere, ma io non volevo. Era il mio primo San Siro. Della serata non ricordo più nulla. Alla fine mi hanno misurato la pressione ed era bassa”.
(MM) Di recente, il tuo primo album in studio, uscito nel 1990, è stato certificato Platino. È una grande dimostrazione di affetto…
(L) “Sì. Io penso che nella musica c’è la componente bravura, ma anche la componente fortuna. Finché dura me la tengo ben stretta”.
(MM) Ricordo un altro importante appuntamento: RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO, 30 giugno, Foro Italico, Palermo. Tu sei nel cast. Non vediamo l’ora. Tornando agli stadi, hai già pensato alla scaletta?
(L) “Vi ho già fatto degli spoiler. Non posso dirvi di più. Ci sarà qualche novità, qualche canzone del nuovo album. La scaletta sarà modificata rispetto alle ultime. Diciamo che l’ho già scritta perché ci sono i tecnici [luci, grafiche] che devono preparare tutto. Abbiamo una riunione giovedì”.
(MM) Dalle tue canzoni si capisce che sei legato alle tradizioni, alla tua terra, ma hai il sogno di partire. Prevale di più il sogno di partire o la voglia di rimanere?
(L) “Salviamoci la pelle è la fotografia di un periodo della mia vita in cui pensavo non dovessi rimanere. Poi ho capito. Nel film Radiofreccia, il protagonista Freccia elenca in un microfono le cose in cui crede. ‘Credo che la voglia di scappare da un paese di 20mila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso’. Grazie a questo mestiere io riesco sia a rimanere che andare. Ripeto: fortuna”.
(MM) La tua terra, l’Emilia Romagna, è stata colpita dal maltempo. Per lei, è stato organizzato un concerto benefico alla RCF Arena.
(L) “È un appuntamento importante. 11 anni fa quando c’è stato il terremoto. Un sacco di artisti mi hanno chiamato per dirmi: ‘Ci sono se fai un concerto’. Allora [Claudio] Maioli ha organizzato Italia Loves Emilia. È stata una serata eccezionale, non tanto per la gente accorsa, ma per l’atmosfera che c’era tra noi cantanti. Ognuno ha abbandonato l’ego. Questa volta, chi ha organizzato Italia Loves Romagna mi ha chiamato e io ho accettato. È stato organizzato più in fretta. A questo giro viene organizzato a ridosso”.
(MM) Stavamo parlando delle canzoni che i fan vorrebbero in scaletta...
(L) “Quando ti esibisci in grandi spazi è importante ricordarsi che vengono sia i fan abituali che i fan occasionali. È difficile accontentare entrambi, ma io cerco di farlo. Cerco di mandare entrambi a casa contenti”.
(MM) Ci saranno anche degli ospiti?
(L) “No. Li abbiamo chiamati a Campovolo. Era la prima volta che ospitavo qualcuno sul palco. In questi concerti ci sarà solo Lucianino e la sua band”.
(MM) Nemmeno nell’album?
(L) “Anche lì ci sarà solo Lucianino e la sua band”.
(MM) Hai collaborato con Elisa…
(L) “Con Elisa mi sono trovato. Abbiamo collaborato 3 volte. Gli ostacoli del cuore produce dal vivo degli effetti inaspettati, come tipi borchiati che piangono”.
(MM) Hai iniziato con la radio…
(L) “Era il primo gennaio del 1975. L’FM veniva liberata. Non c’era nessuna radio. C’era solo la RAI. Chiunque poteva fare la radio. Così un ragazzo di un istituto tecnico che conoscevo ha costruito una radio. Ci ascoltavano le persone che abitavano a 50/60 chilometri intorno a noi. Mi portavo i dischi da casa. Lo facevo per passione. L’unico momento in cui sono stato pagato è stato per una radio rock, Mondo Radio”.
(MM) Che rapporto hai con la radio?
(L) “Sospendo il rapporto nel momento in cui escono le mie canzoni, sennò passerei il tempo a fare zapping in cerca della mia canzone”.