L'INTERVISTA 24 feb 2026

La scommessa di Ermal Meta: “Mi auguro che le persone si ricredano sul cast”

Per il suo quarto Festival di Sanremo tra i “pesi massimi”, Ermal ha scelto “Stella Stellina”: “Alcune canzoni devi scriverle, mentre altre scrivono te. È questo il caso”

Ermal Meta ha chiuso il primo giorno di interviste al Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni. Tra pochi minuti, il cantautore salirà sul palco dell’Ariston con “Stella Stellina”. Ai microfoni dei nostri conduttori Daniela Cappelletti ed Emiliano Picardi, Ermal ci ha portato dentro il processo di scrittura di questo brano importante, tra le tracce del nuovo album “Funzioni vitali”.

Bentornato tra noi! Intanto come va e come sono le tue sensazioni?
Sto bene! È il mio quarto Festival di Sanremo nella categoria “pesi massimi”. La sento un po’! Tutto quello che c’è intorno tende a metterti poca pressione (scherzano ndr.)… ma io sono tranquillo. Sono solo i venti minuti prima di salire sul palco: quelli sono proprio fisiologici.

Ti capita a tutti i concerti o solo a Sanremo?
Solo a Sanremo. Fino a qualche anno fa avevo dei riti scaramantici, ma poi mi confondevo. Poi se sbagliavo un gesto, mi influenzavo…quindi ho smesso con i riti scaramantici…

È il ventennale della tua prima volta a Sanremo…
Ero il chitarrista di un gruppo nei Giovani, buttati fuori subito. Poi, nel 2010, sono tornato come cantante de La Fame di Camilla. Poi c’è stata una terza esibizione, sempre a Sanremo Giovani, come cantante solista nel 2016. Insomma, chi la dura la vince!

Tu che hai vissuto tanto a Sanremo, noti dei cambiamenti nel Festival?
Alcune cose sono cambiate. Sanremo riflette la società che cambia, la musica e le mode. Alcune cose sono rimaste fedeli alla linea, non si muovono. Il Festival ha comunque sempre la sua epicità. Non a caso viene definita come la settimana santa.

Tra l’altro, sapevi di essere entrato nell’Enciclopedia della Musica Contemporanea della Treccani? Così puoi vantarti...
Non lo sapevo!

Non è solo il ventennale del tuo primo Festival, ma anche il decennale del tuo primo disco e in questi giorni esce il tuo nuovo disco…
Venerdì (27 febbraio) esce “Funzioni vitali”, il mio sesto disco in studio. Ne sono molto orgoglioso. È stato un processo di scrittura molto bello. Negli ultimi anni, le mie funzioni vitali sono cambiate e quando scrivi un disco ti ritrovi solo, ma non sei solo: ci sono tante versioni di te!

Sei in gara con “Stella stellina”, un brano molto importante: dentro c’è tanto…
Questa canzone nasce da una filastrocca che tutti conosciamo. La domanda è cosa succede quando si mischia una filastrocca con bambini a una situazione in cui i bambini fanno una brutta fine. Le immagini di Gaza le abbiamo tutti sotto agli occhi. Io suono spesso a mia figlia e avendo questo nel cuore sono andato verso questa direzione. Alcune canzoni devi scriverle, mentre altre scrivono te. È questo il caso.

Cosa ti auguri da questo Festival?
Mi auguro che le persone si ricredano sul cast. Naturalmente questo è il Festival della canzone, non dei cantanti. Sono le canzoni al centro. Mi piacerebbe molto che ci si ricredesse che questo è un bel Festival. Io mi auguro che ci siano tante canzoni belle!