Siamo al tuo secondo Sanremo, ma il primo da solo. Rappresenti la quota storia del rap.
Quota RSA, ma in realtà io non sono qui a fare un pezzo rap. Negli anni ho sperimentato, ma la mia radice è sempre quella e si sente. La cosa buffa è che il rap ha contaminato quasi tutto. Se si ascoltano canzoni rap americane, ci sono pezzi dove cantano. Io ci sono arrivato prima, ma non perché sono più avanti, è solo che a volte sbagliando ci si azzecca.
Parliamo del tuo brano, non rap. Si intitola “Italia Starter Pack”: cosa ci racconti?
Ci sono delle parole inglesi che sono entrate nel linguaggio di tutti. In questo caso “Italia Starter Pack” è il kit che ti può servire per iniziare a stare in Italia e diventare italiano.
Sarà presente la tua solita ironia e il tuo saper essere tagliente?
Alla mia età bisogna stare attenti a non trasformare l’ironia in cinismo. Il cinismo non mi dispiace sugli altri, ma su di me preferisco l’ironia, perché vuol dire che il mio bambino interiore è ancora vivo. È la speranza nel lieto fine.
È anche fiducia nell’umanità?
Da anni sto facendo un podcast sui crimini e conoscere queste storie mi ha levato quasi tutta la fiducia nell’umanità.
Il prossimo appuntamento con Il Sanremo Italiano è per questo pomeriggio alle 16.00 su Radio Italia solomusicaitaliana e Radio Italia TV.