Ieri ti abbiamo visto molto bene, posizione e interpretazione belle!
Sì, ci siamo divertiti. Ringrazio molto Alex Britti e Mario Biondi.
Secondo posto nelle cover: cosa ne pensi?
Si può sempre migliorare, ma sono stati tutti bravi.
In questo Festival più che mai avete dimostrato che non siete l’uno contro l’altro.
Sì, è proprio bello, ma è anche giusto così. Va vissuta così penso.
A noi questo clima piace. Nel tuo caso come hai retto il colpo con collaborazioni importanti e il palco dell’Ariston?
Non hai modo di capire cosa fai, sei concentrato in quello che devi fare, anche nel termine strategico: Sanremo, poi devo finire il disco… però è una gioia poter fare tutto questo.
In questi giorni vi spostate da una parte all’altra e avete sempre tante persone intorno che ti chiederanno foto e cose, ma tu sei rimasto con i piedi per terra e rilassato.
È la dote dell’alienamento
Negli ultimi anni ci sono sempre uno o due artisti liguri, quest’anno sei tu. Si sprecano gli stereotipi, i liguri:
- Sono tirchi: quelli che conosco io no, ma qualche storia strana la senti;
- Sono freddi e poco espansivi: no, ma c’è da dire che tanti ci mettono un po’ a darti confidenza. Poi, però, quando ti danno confidenza è per sempre e si aprono del tutto
- Brontolano: vero, mugugnare si dice;
- Se la tirano per il pesto e la focaccia: è vero, ma abbiamo ragione. Comunque salsa di noci e pansotti mai menzionati. Un pansotto di domenica a pranzo ti tira su il morale;
Sono testardi come gli scogli: si, decisamente;
Non amano i turisti: questo a livello globale sta diventando un problema.
“Tu mi piaci tanto” sta andando molto bene. Racconti la tua generazione in modo rassicurante, sempre con un sorriso.
Sempre con il sorriso, ma mi chiedo se non serva solo per sdrammatizzare. Sorridere per non piangere. Speriamo di sorridere senza essere amareggiati.
Questa sera Sayf tornerà sul palco di Sanremo per cantare il suo brano “Tu mi piaci tanto”.