


Dopo il trionfo a Sanremo Giovani 2022 con “La città che odi”, l’artista ha cantato la sua nuova “Mostro” nella serata d’apertura del Festival
gIANMARIA, ospite al Fuori Sanremo Intesa Sanpaolo di Radio Italia solomusicaitaliana, ha raccontato della grande emozione vissuta sul palco dell’Ariston durante la prima serata. Il giovane cantautore tornerà a esibirsi durante la terza serata (giovedì 9) e poi in quella dei duetti (venerdì 10): per l’occasione, al suo fianco ci sarà Manuel Agnelli. Ecco il testo dell'intervista rilasciata ai nostri conduttori Marco Falivelli e Ilaria Cappelluti:
Ti abbiamo visto ieri sera sul palco dell’Ariston e sei stato una grande novità della serata, anche per quanto riguarda l’outfit. Come stai?
Bene, sono contentissimo.
Hai rotto la tensione, cantando per secondo?
Un bel carico di responsabilità: c’era il Presidente della Repubblica, ero secondo, dopo Anna Oxa, a Sanremo…
Però, sei stato totalmente all’altezza, padrone del palco: come ti sei sentito?
All’inizio ero emozionato: infatti si vede che avevo gli occhi sbarrati, ma poi nel ritornello mi sono sganciato e divertito.
Hai già avuto esperienza di questo tipo, come Sanremo Giovani e altre, ma l’emozione ci sta. Il pezzo è carico e ti sciogli subito…
È vero:
Avevi un outfit bellissimo e poi ho scoperto che c’era un trucco…
Era una camicia body, anche se non so cos’è un body. Me l’hanno spiegato 18 volte, ma non lo so ancora a cosa serviva. Prima era tutto unito, poi per fortuna mi hanno messo i bottoni.
In “Mostro”, c’è un riferimento ai GMT?
Li abbiamo presi come reference per la canzone di Sanremo Giovani. Però può darsi che abbia influito anche su questo pezzo.
Nel tuo disco ci sono un sacco di cose diverse…
Avevo fatto un disco a prescindere da Sanremo e l’ho fatto più versatile possibile e con più singoli possibili. Sono contento perché porto la parte più intima del disco a Sanremo.
Il brano parla di rapporti, solitudine, frammentazione e distanze.
Il 2022 è stato un anno pieno di cambiamenti e mi sono sentito un po’ solo. Il mondo cambia intorno a me, io cresco tantissimo e mi sono sentito solo. Ma venire a Sanremo e sentire l’applauso di ieri mi ha fatto sentire meno solo.
Tu scrivi tanto, vero?
Tutti i miei brani li scrivo io. Ma in realtà, al di fuori delle canzoni, ho smesso di scrivere.
Come va la collaborazione con i produttori?
Ho trovato le persone giuste: non potrei stare meglio con i produttori con cui sto lavorando. Il disco lo abbiamo fatto tutto in tre: ci completiamo a vicenda.
Ti occupi di tutto il progetto…
Facciamo tutto tutti. L’unica cosa che faccio solo io è cantare.
Per la serata delle cover canterai con Manuel Agnelli “Quello che non c'è” degli Afterhours: ci spieghi il perché di questa scelta?
Per me Manuel Agnelli è un’icona: insieme a Vasco, è la rockstar italiana vivente più grande. Gli ho proposto tutta la sua discografia pur di cantare con lui.
Cosa avresti scelto tu?
“Ballata per la mia piccola iena”, “Ci sono molti modi “, “Dentro Marilyn”: praticamente ero pronto a fare tutto il suo repertorio. Lui ha deciso “Quello che non c'è”, dall’alto della sua esperienza.