


Scopri tutti i segreti della nuova scenografia, disegnata ancora una volta dall'architetto Riccardo Bocchini
Il palco del 76esimo Festival della Canzone Italiana è realtà. La Rai ha svelato la nuova scenografia del Teatro Ariston, dove i Big in gara stanno già provando con l'orchestra i brani in gara a Sanremo. Come nel 2025, anche per il suo ultimo Festival Carlo Conti ha puntato sull'architetto Riccardo Bocchini, che ha disegnato la scenografia per il secondo anno consecutivo.
“La scenografia di quest’anno è tesa a sottolineare non solo la forma della struttura, ma un’audace rottura degli schemi geometrici tradizionali, un connubio tra Asimmetria e Magia Musicale. Una scenografia dove l'asimmetria delle linee diventa il linguaggio privilegiato per raccontare l'espansione dello spazio. Lontana dalla rigidità dei canoni classici, la scena giocherà su volumi sbilanciati e linee che fuggiranno verso direzioni inaspettate mantenendo un’armonia di linguaggio. Questa scelta non è puramente estetica, ma profondamente simbolica: l'asimmetria riflette la natura stessa della musica contemporanea, imprevedibile, fluida e mai statica”. Così l’architetto Riccardo Bocchini ha raccontato la nuova scenografia.
Anche quest'anno, la scala sarà motorizzata e l'orchestra posizionata ai lati del palco, senza differenze sostanziali dall'edizione passata. Racconta ancora Bocchini: “Un imponente sipario motorizzato di ledwall a scorrimento orizzontale si aprirà, scoprendo la scala, che 'entrerà' in scena con uno spettacolare ingresso degno della tradizione teatrale”.
“Al centro del fronte scena, si troverà un sipario tecnologico, scorrevole, motorizzato, con varie conformazioni, modificando ogni volta la tipologia del fronte scena. Proprio come una melodia che non è mai una linea retta, così lo spazio scenico si piegherà e si estenderà per accogliere il suono, creando un'armonia dinamica che abbraccerà l'artista secondo un concetto di espansione dello spazio dove, il limite fisico del palcoscenico dell'Ariston sembrerà dissolversi. Una Scena al servizio dell'Emozione dove l'architettura si metterà al servizio dell'immateriale”, conclude l'architetto.