IL RITORNO IN ESTATE31 mar 2026

Ernia, il “processo” live si chiude a Milano: assolto dal pubblico del Forum

Ernia conclude il tour nei palazzetti con la terza data al Forum di Assago, trasformato in un tribunale. Sul palco salgono i “testimoni” Rkomi e Kid Yugi. Il pubblico lo assolve e lui promette di tornare in tour nei prossimi mesi

Ernia finisce in “tribunale” a Milano di fronte al “giudice” che lo dichiara colpevole: il Forum di Assago, invece, lo assolve senza esitazioni.
Ieri sera (lunedì 30 marzo), per il suo tour, il rapper ha trasformato per la terza e ultima volta il palazzetto di Assago nel tribunale milanese. Si è esibito con la scritta IVSTITIA e il nome dell’album “Per soldi e per amore” sopra la testa.
Come nel disco, anche sul palco dei palasport - compreso quello di ieri - Matteo Professione ha spiegato perché fa musica, rispondendo alla domanda del “giudice” ispirata al titolo dell’ultimo progetto: “Per soldi o per amore?”. SPOILER: Ernia lo fa per entrambi i motivi. 
Il rapper ha anche criticato coloro che sono soliti emettere “sentenze” senza conoscere gli “imputati” e, per questo, ha cominciato a raccontarsi. Le persone presenti in “aula” a Milano, in questi giorni, non ne avevano bisogno. Ernia è nato e cresciuto nel capoluogo lombardo e qui ha anche cominciato la sua carriera, raccogliendo successi e non.
Ho mosso i primi passi nella musica. Ho fatto anche dei capitomboli”, ha spiegato.
La vita di Ernia, finita in “tribunale”, è stata ripercorsa attraverso canzoni più datate, come “Neve”, ma anche quelle più recenti, come “Berlino” – dedicata alla sorella che vive nella capitale tedesca - e “Fellini”, proposta con Kid Yugi.
Immancabili i brani più movimentati, come “10 ragazze”, cantato con l’amico di sempre Rkomi. Proprio questo pezzo, in passato, ha creato qualche problema tra il rapper e la compagna Valentina Cabassi: durante i primi anni della relazione, lei faticava ad ascoltarlo nei live per gelosia. Adesso, invece, lo canta senza alcun problema.
Una parte della storia, portata come “prova”, viene mostrata in un video iniziale e uno a metà spettacolo. “Mario! Mario”, dice un Matteo bambino dalla finestra di casa a un piccolo Mario, l’amico di una vita che poi si farà chiamare Tedua. La sgridata della mamma di Matteo piccolo non si fa attendere.
È da quando ne ho ricordo che c’è qualcuno che mi dice cosa fare, come farlo, dove stare, dove non stare, a casa, in strada, al campetto, e pure a scuola”, pensa ad alta voce Matteo adulto.
Presto, nel racconto del filmato, si fa spazio il ricordo dei professori che iniziano a utilizzare il nomignolo, nato per scherzo e poi diventato un nome d’arte: Ernia.
Da lì te lo porti dietro”, prosegue Matteo 32enne.
A questo punto della narrazione, entrano in scena i soldi che spingono a commettere (realmente) un furto aggravato con scasso a quasi 14 anni e a essere accusato di porto d’armi illecite a fini d’offesa a quasi 15 anni.
In tutto questo, la musica è stata soprattutto d’aiuto, proprio come la pittura e la scienza lo sono state per artisti e scienziati citati nella clip proiettata a metà serata.
C’erano uomini che dipingevano per il solo bisogno di farlo, come per respirare, non per diventare famosi, non per essere ricordati, ma perché non ne potevano fare a meno”, dichiara Ernia.
Caravaggio dipingeva con la stessa intensità con cui viveva. Raffaello cercava armonia ovunque guardasse. Alessandro Volta dedicò la sua vita a generare elettricità, non per arricchirsi, ma per rivoluzionare il mondo. Per loro non era una professione, ma una forma d’amore”, continua il rapper che con ieri sera ha dimostrato ancora una volta quanto ami fare quello che fa, specie nella sua Milano, e quanto ne sia grato.
Il pubblico non è stato da meno, accompagnando tutti i brani in scaletta e trasformando il “processo” in un coro collettivo. Ora attende che Ernia torni in tour questa estate a partire dal 24 giugno