MADE IN LIVORNO 26 feb 2026

Enrico Nigiotti, un "camminatore in salita" a Sanremo: "E con Alfa..."

Alla serata delle cover, Nigiotti e Alfa canteranno "En e Xanax" di Samuele Bersani: "L’idea è di portare una storia d’amore, ma che parla di sanità mentale, e farla scoprire ai ragazzi giovani di 16 anni che magari non la conoscono"

Dopo Levante, è il momento di Enrico Nigiotti, Il cantautore livornese è passato dal Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni per raccontare le emozioni del suo Festival ai nostri Mauro Marino e Francesca Leto. Nel corso dell'intervista, Nigiotti ci ha portato alla scoperta del suo prossimo album "Maledetti innamorati", in uscita il 13 marzo. 

Benvenuto Enrico Nigiotti! Ti vediamo tranquillo perché hai già cantato ieri sera! Come stai?
Sto benissimo!

Ieri ci ha colpito molto la tua esibizione, soprattutto per la grande emozione sul finale… 
È bello perché la prima esibizione è quella più strana: poi, diventi sempre più emozionato. Sei tutto il giorno impegnato tra interviste e cose, per questo cerco sempre un’oretta per me per sentirmi libero prima di entrare nell’Ariston. Poi, sul palco, è l’unico momento in cui mi sento davvero libero: è il nostro mestiere.

Ti è capitato, invece, di avere brutte sensazioni in questi giorni?
Alle prove della vigilia ero negativo tutto il giorno, non so perché. Più mi avvicino al palco, però, mi regolo. Lontano dal palco, invece, viene un po’ di ansietta.

Parliamo del brano “Ogni volta che non so volare”. L’hai scritto con un grande: ce ne parli?
Ho scritto il testo insieme a Pacifico, autore immenso. Avevo questa canzone già dal 2020, ma avevo due parti che volevo cambiare. Gliel’ho inviata e ci abbiamo lavorato insieme. La canzone nacque in pieno periodo Covid, a marzo 2020, in dormiveglia, ero sdraiato a guardavo il soffitto e mi era venuta di getto la prima frase: “Tardi / Che non è più solo notte / Ma anche un po’ mattina”.

Questa canzone parla anche di toccare il fondo…
Io ho toccato il fondo più volte. Io amo chiamarmi un camminatore in salita: non sono mai nato favorito o vincente. Ho sempre lottato per continuare a fare questo mestiere iniziato a 30 anni. Spesso ho toccato il fondo, ma in quei momenti ho capito chi sono le persone accanto a me che mi vogliono davvero bene.

A proposito di persone che ti vogliono bene, com’è cambiato il tuo approccio alla musica da quando sei diventato padre?
Mi è cambiato proprio il respiro e la camminata della vita. Da quel momento mi sento più sensibile. È come se avessi trovato più parole per gli stessi argomenti e questo mi aiuta anche nel fare musica. È come se nella stessa casa ci sia sempre una nuova stanza. 

È più difficile la vita da papà o quella da artista a Sanremo?
È una bella sfida! Poi io ho due gemelli…

“Ogni volta che non so volare” anticipa un nuovo album, che sappiamo uscirà in un giorno particolare per te, vero?
Sì. “Maledetti innamorati”, il mio nuovo album, esce il 13 marzo: è stato casuale, ma è anche il compleanno dei miei figlioli. Me lo ha comunicato la casa discografica, magari non volevano farmi andare alla festa di compleanno! 

Dopo sarai in giro con un po’ di concerti…
Già domani annunceremo un po’ di date estive e poi c’è il gran finale: il 21 novembre ci sarà il mio primo palazzetto nella mia Livorno, al Modigliani Forum. Probabilmente sarà la data più importante della mia vita. Livorno è casa, quindi ci sarà una grande accoglienza.

Tornando al Festival, domani (venerdì 27 febbraio) alla serata delle cover canterai “En e Xanax” di Samuele Bersani con Alfa. Bellissima scelta! 
“En e Xanax”, per me, è un gioiellino della canzone italiana e stimo tantissimo Alfa come giovane cantautore. L’idea è di portare una storia d’amore, ma che parla di sanità mentale, e farla scoprire ai ragazzi giovani di 16 anni che magari non la conoscono. Voglio che anche a loro arrivi la frase “In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore”. Alfa, poi, ci sta benissimo su questo palco. Non vedo l’ora! Oggi mi riposo, bevo qualche birra e poi domani si torna a cantare.