Come sta andando questa tua esperienza?
Bene, mi sto divertendo molto, tutti mi dicevano “vedrai sarà impegnativo, sarà difficile”, invece sono tranquillo. Mi sveglio alle 11.30, ho tempo di prepararmi.
I tuoi colleghi sono tutti impegnati, invece tu sei così rilassato!
Sì!
Niente ansie da prestazione, quindi?
No, ci vuole concentrazione prima di salire sul palco, ma bisogna anche essere bravi a divertirsi pur rimanendo concentrati.
Con l’orchestra come è andata?
È un piacere, un’emozione forte. Non mi capita spesso, i musicisti dell’orchestra sono molto bravi, hanno suonato molto bene, sono soddisfatto, sono orgoglioso di portare la mia musica sul palco di Sanremo.
Poi tu non sei nato ieri artisticamente…
Sì, il 20 marzo esce il mio nuovo disco, “Agonia”, sarà il quarto.
Il pubblico di Sanremo è diverso dal tuo: come ti ha accolto?
Se è quello che ho incontrato in giro, allora mi ha accolto bene, con affetto!
Sei di Potenza: anche Arisa lo è. Ci hai parlato?
Sì, siamo amici, le voglio bene, è molto carina lei, mi ha detto in bocca al lupo ci siamo salutati
Hai una persona di fiducia a cui scrivi per avere un parere sulle tue esibizioni?
No, non scrivo a nessuno. Ieri sera dopo l’esibizione ho incontrato i miei genitori, che mi sono venuti a trovare dalla Basilicata. E poi c’è tutta la mia band. Sono stato un po’ con loro, credo siano orgogliosi di me.
La tua canzone “Ti penso sempre” parla della fine di un amore…
Sì, potrebbe esserlo… Non lo so, non ci ho pensato, l’ho scritta e basta! In questo caso è stata una canzone uscita un po’ di getto, in maniera molto spontanea. A volte ci sono canzoni su cui sto per 3, 4, 5 mesi, me le porto avanti, invece altre trovano tutti questo vestito. Per “Ti penso sempre” eravamo una decina di persone in mezzo a un bosco isolato del Minnesota e una mattina c’era Tommy che suonava la chitarra e mi è venuto spontaneo scrivere queste cose. Poi eravamo in uno studio con degli strumenti bellissimi, introvabili, quindi è stato davvero divertente creare lì.
Nella serata dedicata alle cover e ai duetti canterai “Mi sono innamorato di te” di Tenco: come mai questa scelta?
In generale sono molto legato alla scuola genovese, in particolare a Tenco e mi affascina molto la sua storia. Forse è l’unico brano che avrei voluto scrivere io, è un brano devastante che mi ha accompagnato per un lungo periodo della mia vita, sarà un piacere cantarlo.
Da aprile sarai in tour…
Non vedo lora, le persone sono il mio motore, quando sono sul palco mi sento a casa. All’Ariston vederli tutti seduti è strano, nei miei live saltano.