Resta con me25 feb 2026

Bambole di Pezza: la prima band tutta femminile al Festival di Sanremo

L’esordio sul palco dell’Ariston, la solidarietà femminile, il nuovo album e il prossimo tour

Dopo Michele Bravi e Mara Sattei, al Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni è il momento delle Bambole di Pezza. Ai microfoni di Mauro Marino e Francesca Leto hanno raccontato le emozioni dopo il loro debutto di ieri sera al Festival di Sanremo.
È il momento delle “Girl Power”! Benvenute! Com’è andata ieri?
Benissimo, siamo molto contente. Abbiamo ricevuto moltissimi messaggi, tutti quelli che ci vogliono bene ci sostengono. Siamo la prima band femminile a salire sul palco dell’Ariston. Ci sono voluti 76 anni.
Avete fatto una bella palestra prima di questo Sanremo. Vi è servita o avete avuto anche voi l’ansia che colpisce molti artisti?
Assolutamente, l’energia di un nostro live è diversa. Solitamente noi saliamo su un palco davanti a un pubblico in piedi e urlante, ieri sera ovviamente il pubblico era tutto seduto. Durante il pomeriggio mentre ci preparavamo c’era ansia, ma le emozioni principali erano positive. Quei 3 minuti di pezzo sono stati un riscaldamento, saremmo volute andare avanti per un concerto intero.
Ho apprezzato molto anche il vostro look. Portate la vostra singola personalità, pur rimanendo armoniose nel gruppo.
Siamo d’accordo sul fatto che il look debba rappresentarci personalmente. Siamo come 5 punte di una stella. Le bambole di pezza sono ognuna unica e irripetibile, è per questo che ci chiamiamo così.
Com’è stato esibirsi con l’orchestra?
È stata una bellissima esperienza. Come abbiamo messo il piede sul palco ci siamo sentite a nostro agio, però c’era anche tanta responsabilità per la sezione ritmica. Il nostro direttore d’orchestra ha fatto un bellissimo lavoro.
C’è anche il vostro messaggio. Le donne si aspettano molto da voi. Raccontate la contemporaneità: pensate di esserci riuscite ieri sera?
Crediamo di esserci riuscite. L’importante è anche la rappresentazione. Si vedono poche donne che suonano la batteria e il basso, molte ragazzine magari hanno deciso di iniziare a suonare proprio vedendoci. Poi c’è anche il messaggio dietro il pezzo, fondamentale.
Avete rivisto l’esibizione?
Sì, è andata bene. Siamo soddisfatte.
È uscito il vostro ultimo album a gennaio 2025, ma c’è un altro progetto, giusto?
Esatto, il 27 marzo uscirà il nostro album “5”. Contiene 11 brani tra cui “Resta con me”. Per quanto riguarda i concerti saremo in tour dal 15 aprile. Appena finito il Festival andiamo in sala prove. Saremo presenti in moltissime città italiane. Siamo carichissime! Per noi Sanremo è un bellissimo punto di partenza. Siamo impazienti di vedere cosa arriverà dopo.
Voi è tanti anni che fate musica, una bella gavetta.
Sì, esatto. È da 5 anni che andiamo avanti con questa formazione, ce ne sono state altre negli anni precedenti. La canzone racconta anche questo, quanto sia bello stringendosi e stando insieme arrivare a progetti importanti.
Questo è il momento storico più adatto per raccontare i messaggi di solidarietà femminile.
Per noi è importante fare rete. Proviamo empatia con le donne che in certi ambiti fanno fatica a far carriera. La connessione tra donne è fondamentale.
Però ve lo dobbiamo chiedere: quando litigate che succede?
Succede quello che succede quando litigano gli uomini. Come tutti i progetti con un obiettivo comune ti ritrovi a discutere, ma se il fine è lo stesso risolvi le cose con affetto e con il desiderio di andare avanti.
Le Bambole di Pezza torneranno sul palco del Festival di Sanremo questa sera, mercoledì 25 febbraio.