Il ritorno al festival27 feb 2026

Andrea Bocelli: “Sanremo è stata una consacrazione, è iniziato tutto da lì”

Sabato sera sarà sul palco dell'Ariston per iniziare i festeggiamenti dei 30 anni dell'album "Romanza"

Al Fuori Sanremo Italiana Assicurazioni è arrivato anche Andrea Bocelli, che sarà il super ospite della serata finale del Festival di Sanremo. Bocelli si racconta ai microfoni di Giuditta Arecco e Marco Falivelli.
Hai calcato i palchi di tutto il mondo, ma Sanremo è dove è iniziato tutto: com’è tornare all’Ariston?
È un’emozione grande per i ricordi che mi suscita quel luogo. Nel 1994 avevo i miei genitori in sala, pieni di speranze e timori. Mio papà stava in fondo al teatro coi suoi pensieri, mentre mia mamma era in prima fila a fare il tifo. È stato una consacrazione, da quel momento hanno iniziato a realizzarsi tutti i miei sogni. Tanti anni dopo sono tornato con mio figlio Matteo a Sanremo e gli ho consegnato il mio chiodo, quello che avevo usato nel ’94. Rappresentava il mio personale augurio per lui.
È stato un inizio l’Ariston. Ci piacerebbe capire all’estero come viene percepito il Festival.
Qui bisogna interpellare l’AI. Non ti saprei rispondere in modo documentato. Tutti quelli che mi incontrano sanno che ho vinto il festival nel 1994, ma capire quanti lo seguono è difficile.
Sei il rappresentate della musica italiana all’estero: ne sei consapevole?
Io non voglio saperla questa cosa, troppa responsabilità. Già sul palco c’è sempre un minimo di stress. Chi ti viene ad ascoltare ha speso del tempo e quindi bisogna sempre dare il meglio.
Sembra in questo periodo che la musica non debba portare dei messaggi complessi. Cosa rispondi a questa provocazione?
Senza voler caricare la musica di eccessiva responsabilità è indubbio che la musica porti dei messaggi, anche subliminali, in positivo e in negativo. Fin da ragazzino ero appassionato di musica classica e uscivo da questi ascolti profondamente diverso. Ha inciso molto su come sono diventato oggi.
Volevamo sapere se una star internazionale come te si è mai sentita in soggezione con qualcuno.
Agli inizi del mio percorso ho incontrato il mio beniamino che si chiamava Franco Corelli, il più grande cantante di sempre. Ho avuto l’opportunità di seguire un suo master a Torino e andai a trovarlo alla stazione. Mi batteva fortissimo il cuore.
Capita, invece, il contrario? Ovvero, hai mai percepito che qualcuno fosse agitato davanti a te?
Sì, capita per colpa della televisione. La tv ti pone su un piano diverso dagli altri e quindi quando ti incontrano per strada ti credono un alieno, ma dietro questa persona ci sono tante fragilità e insicurezze come tutti.
Parlavamo di tuo figlio Matteo. Quando era piccolo avevi già intuito che il canto poteva essere la sua strada?
Quando Matteo era ragazzino avevo capito solo che aveva un enorme volume di voce. Per il resto è stata una sorpresa. Non aveva mai cantato davanti a me, finché un giorno è venuto a farmi sentire qualcosa di suo perché voleva fare il cantante e sono rimasto scioccato.
Andrea Bocelli si esibirà sul palco del Festival di Sanremo durante la serata finale, sabato 28 febbraio.