Fedez, Marco Masini26 feb 2026

MALE NECESSARIO

Disco Italia dal 27 febbraio al 5 marzo.
Su Radio Italia e Radio Italia Tv
alle 02:10, 05:10, 07:10, 10:10, 14:10, 16:10, 19:10, 23:10

Fedez & Masini, al Festival di Sanremo 2026, hanno presentato per la prima volta dal vivo “Male necessario” (Atlantic Records Italy / Warner Music Italy), firmando un’esibizione intensa, raccolta, costruita tutta sull’interpretazione. Un dialogo diretto, privo di sovrastrutture, che ha trasformato il palco dell’Ariston in uno spazio intimo. 
Il brano si muove su un crescendo emotivo: parte da una dimensione quasi confessionale e si apre in un ritornello che diventa universale. “Male necessario” racconta il dolore come passaggio inevitabile verso la consapevolezza. Non una resa, ma un attraversamento. Una riflessione sulla fragilità come forma di forza. Fedez sceglie un’interpretazione misurata e personale, lasciando spazio al peso delle parole; Marco Masini imprime profondità e tensione melodica, costruendo un equilibrio generazionale solido e coerente. Il risultato è un confronto autentico, che mette al centro la vulnerabilità senza retorica.

La copertina del brano, firmata da Studio Nucleo e realizzata in collaborazione con Fedez & Masini, è una scultura in resina epossidica che traduce in materia la tensione emotiva del progetto. Una testa volutamente anonima, costruita attraverso densità, trasparenze e stratificazioni, diventa simbolo universale di fragilità e trasformazione. Non un ritratto individuale, ma un’immagine collettiva che restituisce visivamente l’idea del dolore come passaggio e crescita.
FEDEZ: «Questo palco amplifica tutto: le certezze ma anche le fragilità. “Male necessario” vive proprio lì, in quell’equilibrio sottile. Stasera ho avuto la sensazione che il pubblico lo abbia percepito, quasi fisicamente».
MARCO MASINI: «Stasera volevo stare dentro la canzone fino in fondo. Quando è suonata l’ultima nota, nel silenzio della sala, ho capito che il pubblico aveva respirato con noi e che ci siamo riconosciuti parte della stessa storia».