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Subsonica, il nuovo album 8: “Ci prendiamo i nostri spazi e poi torniamo” La collaborazione con il rapper granata Willie Peyote, il viaggio-tour e l'Europa 15-10-2018

I Subsonica presentano il loro nuovo album8”, in diretta su Radio Italia solomusicaitaliana: Samuel, Boosta, Max, Vicio e Ninja raccontano i significati dell'8, il punto da cui è ripartita la loro avventura insieme, la collaborazione con Willie Peyote, nell'intervista a Mauro Marino e Manola Moslehi nel Verti Music Place. Intanto, mentre in radio va forte il loro nuovo singolo “Bottiglie rotte”, la band ha iniziato un instore tour per presentare il disco e si prepara al viaggio nei club europei.

Ci fa piacere avervi qui tutti insieme, avete fatto le vostre esperienze... Samuel: “In realtà era tutto un percorso pubblicitario. No, non è vero, fa parte del nostro dna, abbiamo la necessità di ritagliarci spazi creativi e personali. Ogni tanto ci prendiamo i nostri spazi e poi ritorniamo”.

Venerdì (12) è uscito il vostro nuovo album, che ha debuttato al primo posto su iTunes: è il vostro ottavo album e si chiama appunto “8”. Sappiamo che quell'8 è carico di significati...Sì, è vero che è l'ottavo album e poi l'8 è bello perché rappresenta l'infinito, indica il tempo che gira su se stesso e continua. Avendo noi questa esperienza ventennale abbiamo scelto come punto d'incontro di questo 8 gli anni '90, quelli del nostro esordio visto che il nostro primo demo su cassetta è stato nel 1996. Sono stati anni meravigliosi, di frontiera in cui l'elettronica è da underground diventata overground. Poi è normale che ogni volta che accendiamo un punto di partenza abbiamo punti di vista diversi, perché ognuno ci mette la sua esperienza. Ogni brano ha una piccola scintilla che appartiene ad ognuno di noi”.

Continuate a sperimentare, questo album è una ripartenza... Max: “Noi siamo nati come un esperimento, in uno studio di registrazione che poi è diventato nostra sala giochi per alcuni mesi. Io venivo dal divorzio con una band precedente ma quando ho incontrato Samuel, che era molto più giovane di me, mi entusiasmava la sua voce, il suo approccio alla musica. Siamo partiti con esperimenti ritmico-elettronici che sono diventati poi canzoni. Da topi di studio siamo diventati animali da palcoscenico, passando poco dalla sala prove”.

L'avete anche presentato in un posto particolare in cui il numero 8 è ricorrente, a Castel del Monte, in Puglia... Vicio: “Sì, siamo andati in questo castello esoterico, misterioso, in cui l'8 ricorre, dal soffitto ottagonale alle 8 torri ottagonali. Non si sa ancora a cosa servisse bene questo castello. Federico II l'aveva eretto come luogo di accoglienza ma ognuno entra e ci vede un po' quello che vuole”.

Tra l'altro anche il modo in cui avete presentato il disco ad alcuni fan è molto particolare. Li avere rinchiusi in una Dark room... Ninja: “È stata un po' una provocazione anche se in realtà la musica ora si ascolta male, in un modo distratto, con il telefonino, come se fosse un rumore di fondo. Abbiamo chiesto ai fan di spogliarsi della tecnologia, che oggi occupa la maggior parte delle nostre vite, di entrare in un posto buio con degli sconosciuti e di vivere un'esperienza immersiva, quasi una versione un po' retrò, di quando si ascoltava il disco dalla prima all'ultima traccia in modo quasi religioso”.

C'è anche un po' di nostalgia in un'operazione di questo tipo? Di fatto è il constatare che oggi la musica ha uno spazio piccolo mentre occupa il 99% delle nostre vite”.

Per l’unico featuring “L’incubo” avete coinvolto il rapper torinese Willie Peyote. Come è nata questa collaborazione? Samuel: “Nasce dal fatto innanzitutto che siamo vicini di casa, quindi era comodo. No, in realtà stimiamo molto il suo lavoro, la sua musica ci fa rivivere un po' il periodo del nostro esordio. Tra l'altro ci ha confessato che i nostri primi due album sono i suoi preferiti di sempre in quanto a musica italiana. Quando siamo stati in studio insieme abbiamo poi constatato questa sintonia”.

Domanda personale, è del Toro o della Juve: “È estremamente granata. Infatti ha equilibrato un po' gli assetti del gruppo, che ha tre bianconeri e due granata”.

Avete iniziato un instore tour per presentare il disco. Oggi (15) siete a Milano... Boosta: “Cominciamo questo giretto a salutare tutti per l'Italia e a riaccendere i riflettori sui Subsonica. Questa è una delle parti che preferiamo, ci sentiamo sempre bambini in gita. In realtà andiamo a proporre questo nuovo spettacolo di magia, perché non so se potrò fare il tastierista a vita. Potrei suonare come tastierista seduto. Siamo felici di andare in giro, solo nel primo anno e mezzo di Subsonica abbiamo fatto 160 date”.

E poi ci saranno i live. Voi avete sempre suonato, partendo dai Murazzi siete arrivati in Europa...Abbiamo sempre fatto un album per poterlo suonare live. Vogliamo partire non da un'idea di tour ma da un viaggio nei club di tutta Europa, ci piaceva l'idea di ripartire insieme da un'Europa che sta vivendo una crisi, che si sta frammentando, che sta alzando barriere. Noi invece siamo dell'idea che l'Europa sia un luogo meraviglioso. I ragazzi di oggi l'hanno capito, sono più propensi a considerare gli spazi dell'Europa con uno spazio loro e lo fanno vivere al di fuori dei freddi trattati”.

Forse anche perché i ragazzi qui non trovano i loro spazi...Noi abbiamo mixato l'album a Londra con una ragazza italiana che è partita 18enne e che è arrivata a lavorare all'ultimo album di Björk. Ora ha 28 anni e a quell'età lì non sei considerato più così giovane. Andando in giro per Londra ti rendi conto che i ragazzi di 20 anni sono già inseriti, hanno trovato la loro collocazione, non stanno facendo file d'attesa, non si fanno mantenere dalle famiglie... C'è dinamismo”.

 


Autore:
Chiara Cipolla
15-10-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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