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Sfera Ebbasta: “I primi testi a 13 anni. Ecco come ho conosciuto Guè” Il successo nel 2018, i prossimi progetti e gli inizi insieme alla mamma 06-12-2018

Tutto lo stile di Sfera Ebbasta arriva a Radio Italia. L'icona delle nuove generazioni, alla vigilia del suo 26esimo compleanno, presenta il nuovo album “Sfera Ebbasta Rockstar - Popstar Edition”, dopo il travolgente successo di “Rockstar”. Per la prima volta nel Verti Music Place, insieme ai nostri Mauro Marino e Manola Moslehi, il rapper si racconta, dalle novità del nuovo disco al prossimo tour, passando per i suoi inizi nel mondo della musica e della trap.

Domani (7 dicembre) esce il tuo cofanetto “Sfera Ebbasta Rockstar - Popstar Edition”. Ma sei passato al pop? Cosa c'è di differente in questa riedizione? Abbiamo aggiunto innanzitutto dei pezzi nuovi, ma anche remix di pezzi vecchi. Il nome è stato scelto perché i risultati di quest'anno sono talmente grossi che ci hanno portati quasi a livelli da popstar. Quindi abbiamo voluto fare un 'upgrade' anche con il nome del disco.

“Rockstar” è il disco più venduto nei primi 6 mesi del 2018: sei la dimostrazione che il sacrificio paga... Sì, l'impegno c'è sempre. Qualcuno pensa che, se una cosa non arriva subito, allora non arriverà mai, ma non è così. Io a 13 anni facevo già freestyle e scrivevo i primi testi. Quando lavoravo, pensavo sempre solo ad andare a fare in studio per fare un pezzo. Ci ho impiegato un po'...

Quali sono le tue sensazioni ogni volta che deve uscire un nuovo lavoro? Hai l'ansia di soddisfare le aspettative? Un po' di agitazione c'è sempre. Per quanto uno vada bene, non puoi mai sapere con certezza come andrà un progetto o un singolo. Ma siamo abbastanza sicuri, quando usciamo, che per noi i pezzi sono quelli giusti. Ci affidiamo molto al nostro sesto senso!

Online si può ordinare anche un'edizione speciale con un disco di Platino vero, che si può personalizzare. Sì, ci scrivo sopra direttamente il nome di chi lo acquista. Dentro c'è anche un poster della copertina del disco, poi c'è il CD ricoperto di pelliccia.

Hai fatto più di 50 date, ma ora arrivano altri appuntamenti importanti... Sì, ad aprile ci saranno i palazzetti a Roma, Napoli, Milano.

“Happy birthday” ha riscosso un grande successo tra il pubblico, ma anche tra i tuoi colleghi come Guè Pequeno. Come hai conosciuto Guè? Tutto è nato dal mio essere fan dei Club Dogo quando ero ragazzino: erano uno dei miei punti di riferimento nel rap. Quando ho iniziato a fare canzoni, uno dei miei primi live è stato in Svizzera, davanti a non più di 30-40 persone: tra queste, c'era proprio Guè. Io non ci credevo, avevo l'ansia! Finito il live, mi ha detto che avevo spaccato, quindi mi ha invitato al suo tavolo e a casa sua per 'fare e disfare'. Da lì, siamo rimasti amici. Lui è una persona abbastanza schietta, va tanto a simpatia.

Com'è nata la tua passione per il rap e la trap? Qual è la differenza tra rap e trap? A 11 anni ascoltavo il rap di Eminem e 50 Cent, quindi mi sono appassionato subito al genere. Crescendo, poi ho ascoltato anche altri artisti americano che iniziavano a fare un genere più vicino alla trap di adesso. Sostanzialmente, la trap è un'evoluzione del rap: questo genere è un po' più cupo ed è nato per raccontare un certo tipo di situazioni. In Italia è arrivato dopo anni, ma è una cosa più legata al sound, con dei bpm diversi. Alla fine, è sempre rap.

Qui ho il triplo Disco di Platino con l'immagine di Sfera Ebbasta e la sua firma. È stata una delusione non ricevere anche tutti i Dischi d'Oro! Stavo dicendo a Shablo che mi serve una parete nuova solo per i riconoscimenti.

Perché nel rap c'è questa moda di ostentare la ricchezza? In realtà, si tratta solo di arrivare a permettersi un certo tipo di cose, come vestiti o vacanze: poi il fatto di essere famosi fa pensare che le ostenti.

Nella cultura americana c'è sempre stata questa “gara” a ostentare... Se parliamo del mondo del rap, quando inizi ad avere qualcosa, vuoi mostrarlo e ci tieni a farlo vedere. È come se fosse un trofeo.

Una ragazza vuole farti una domanda! “Parlo da mamma: domani fai 26 anni, che consigli dai ai ragazzi che ti ascoltano?” Sicuramente quello di impegnarsi per raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati. Nel caso non li avessero, di iniziare a prefissarsene uno!

Quanto è stata importante la mamma nel tuo percorso? Pensi a lei quando arrivano i risultati? Arrivati a un certo punto, è più appagante vedere un'altra persona soddisfatta: per me fare un live è figo, però io sono abituiato. Per lei, invece, ogni volta che vede qualcosa che riguarda me, è sempre come se fosse la prima volta. A volte sono più contento perché è contenta lei, e non perché lo sono io.

Quando hai iniziato a fare musica, tua madre era contenta? Prima dei riflettori e di tutto questo, c'è stato il periodo in cui non ho visto un euro e una soddisfazione. È una cosa che quasi ti abbatte, ma allo stesso tempo è la tua passione e non riesci a smettere. Quindi dovevo cercare un lavoro, ma la mia testa era totalmente altrove: pensavo solo ad andare in studio e a fare le serate, avevo già la testa proiettata a fare questo. Mia madre mi sosteneva, ma mi spingeva comunque a fare qualcos'altro. Allo stesso tempo, ha sempre capito il mio pensiero: quando non lavoravo per andare in studio, infatti, lo comprendeva e ne accettava le conseguenze. È stata la prima a essere super-contenta quando ho iniziato ad essere conosciuto. Mi ricordo che, mentre facevo il cameriere, era già uscito il video di “Per davvero” e iniziavo ad avere un minimo successo: in quel momento, lei non voleva già più che andassi a lavorare. È stata la prima a dirmi di concentrarmi sulla musica.”

C'è qualcosa che ora non puoi più fare ma che prima ti piaceva fare? In realtà, non ci sono cose che non puoi fare, sevi solo farle in altri modi, altri posti e altri orari. Quando non ero famoso, non c'era qualcosa che facevo e che adesso rimpiango. Ci possono essere giornate in cui ti svegli storto e non hai voglia di essere riconosciuto e fermato, ma in linea di massima è sempre un piacere.

Ti comporti molto bene con i fan...Sì, ma mi arrivano messaggi anche da parte di fan scontenti, perché magari non ho salutato o non mi sono fermato. Purtroppo, in certe situazioni, non riesci ad accontentare tutti.

La prossima occasione per incontrare Sfera Ebbasta sarà in occasione dell'instore tour di “Rockstar - Popstar Edition”: domani l'artista partirà con i firmacopie da Milano, poi sarà a Torino, Firenze, Roma, Napoli e Lecce.


Autore:
Andrea Basso
06-12-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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