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Sanremo, è la serata dei 24 duetti: il racconto canzone dopo canzone 56 artisti sul palco: tutte le immagini della quarta serata. Ospite Luciano Ligabue 08-02-2019

Nella serata del venerdì del Festival di Sanremo 2019, tornano sul palco i 24 cantanti in gara, accompagnati da diversi ospiti con cui interpretano i loro brani: in tutto, si esibiscono ben 56 artisti, uno dei numeri più alti nella storia di Sanremo.

Ad aprire la quarta serata del Festival ci pensa il Direttore Artistico Claudio Baglioni che, circondato da artisti e ballerini, esegue la sua “Acqua dalla Luna”, uscita nel 1992.

Per la prima volta, entra in gioco la Giuria d’Onore, composta da: Mauro Pagani, Elena Sofia Ricci, Claudia Pandolfi, Joe Bastianich, Serena Dandini, Ferzan Ozpetek, Camilla Ranovich e Beppe Severgnini. La Giuria d'Onore si aggiunge, in questa sera, al pubblico da casa e alla giuria della Sala Stampa. Alla fine della puntata, scopriremo chi saranno i vincitori per il miglior duetto.

Il primo duetto in gara è quello di Federica Carta e Shade: il loro mix di pop e rap si combina con la voce di Cristina D’Avena. La regina delle sigle dei cartoni animati canta il ritornello di “Senza farlo apposta”, prima di riunirsi sul finale con Federica.

A seguire c'è Motta che, chitarra alla mano, sale sul palco dell'Ariston insieme a Nada. Illuminati a centro palco, i due artisti si alternano nell’interpretazione di “Dov’è l’Italia”.

Irama e Noemi, elegantissimi, cantano insieme "La ragazza con il cuore di latta". Dopo una strofa a testa, i due cantanti chiudono il brano accompagnati da un coro e, ovviamente, dall'orchestra.

Al rientro dalla pubblicità, è il momento del grande super-ospite della serata: Luciano Ligabue.

Si torna subito ai duetti: Patty Pravo e Briga ospitano Giovanni Caccamo, che presta il suo pianoforte per "Un po' come la vita". La cantante, che entra sul palco dopo l'inizio ad opera di Briga, viene circondata dai due giovani artisti.

I Negrita, invece, hanno scelto un doppio ospite: la loro "I ragazzi stanno bene" è impreziosita dalla voce di Enrico Ruggeri e dalla tromba di Roy Paci, al ritorno all'Ariston dopo l'esperienza dell'anno scorso con Diodato.

Grande attesa per Il Volo, che si presenta per questa serata insieme ad Alessandro Quarta, violinista salentino di 48 anni considerato negli Stati Uniti un vero “genio musicale”: nel suo curriculum ci sono collaborazioni con grandi artisti mondiali come Ray Charles e Aretha Franklin. Le fortissime voci dei tre tenori si combinano alla perfezione con il violino di Quarta, che spettina il pubblico. Alla fine, il risultato è l'ennesimo lunghissimo applauso.

Dopo un breve sketch di Claudio Baglioni e Virginia Raffaele, Anna Foglietta annuncia Arisa con "Mi sento bene". Insieme a lei, c'è Tony Hadley, l'ex leader degli Spandau Ballet: il cantante, originario del Regno Unito, modifica il testo inserendo parti in inglese: "Mi sento bene" diventa così "I'm feeling good". Attorno a lui e ad Arisa ci sono anche i Kataklò, compagnia di danza acrobatica che si muove a tempo.

Il rap invade l'Ariston con "Soldi" di Mahmood. A interpretare il brano, insieme a lui, c'è Guè Pequeno che, in un eccentrico vestito rosso, rivede il testo con il suo stile e il suo flow unici.

Per il suo duetto, Ghemon ha scelto Diodato, anche lui al ritorno all'Ariston dopo l'anno scorso così come Roy Paci. Per quanto riguarda l'aspetto musicale di "Rose Viola", i due artisti si affidano al funk-jazz dei Calibro 35.

"Aspetto che torni", invece, è il pezzo di Francesco Renga. Dopo i primi versi, l'artista viene raggiunto da Bungaro: anche lui, nel 2018, era tra i Big del Festival insieme ad Ornella Vanoni e a Pacifico. Attorno ai due artisti, c'è tutta la poesia delle etoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel: la danza si conclude con un dolcissimo bacio sulla guancia tra Renga e la Abbagnato.

È il turno di una delle coppie più attese della serata: Ultimo riporta sul palco dell'Ariston il suo "fratellone" Fabrizio Moro, vincitore del Festival di Sanremo 2018 insieme a Ermal Meta. Ultimo suona il piano, mentre Fabrizio è alla chitarra: sul ritornello di "I tuoi particolari", i due artisti sprigionano insieme un'energia che incanta il pubblico in un crescendo di emozioni.

Dopo una piccola pausa, Claudio Bisio si lancia in un monologo sui giovani. Nel momento in cui si siede, arriva a sorpresa Anastasio, il vincitore dell'ultima edizione del talent show "X-Factor". Il giovane artista tiene incollati allo schermo gli spettatori con il suo rap incisivo e, allo stesso tempo, impegnato: "Per essere quello che vuoi, devi scordarti di quello che sei" sono i versi con cui si conclude l'inedito brano che porta all'Ariston. Anastasio impersonifica un ipotetico figlio di Bisio e ha scritto apposta il brano proprio per il Festival di Sanremo.

Nek porta, nella quarta serata del Festival, una versione meno movimentata ma più intensa del suo brano "Mi farò trovare pronto". Tra una strofa e l'altra, interviene Neri Marcorè: l'attore si inserisce con spunti e riflessioni sull'amore, tema principale della canzone.

A 3 anni dalla sua ultima apparizione a Sanremo, torna Rocco Hunt: a riportarlo all'Ariston, sono i Boomdabash. Rocco, grazie al suo inconfondibile sound, lancia il ritornello di "Per un milione", che viene cantato anche dal coro di bambini, vestiti di bianco, dei Musici Cantori di Milano.

I quattordicesimi artisti ad esibirsi sono i The Zen Circus che, per l'occasione, fanno debuttare a Sanremo Brunori Sas. A centro palco, il cantautore aggiunge grande energia all'interpretazione di "L'amore è una dittuatura".

Con Paola Turci, invece, c'è Giuseppe Fiorello per il brano "L'ultimo ostacolo": l'attore, che ha prestato il volto anche per il video ufficiale del pezzo, torna a Sanremo dopo l'apparizione con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto nel 2013. Questa volta, però, è per lui il primo duetto: lei vestita in bianco mentre lui in total black, l'armonia tra i due artisti è impeccabile. All'interno della canzone, Beppe inserisce anche una nuova parte di testo degna dei migliori rapper.

Quindi, sul palco del Teatro Ariston, arrivano due mamme, ma soprattutto grandi amiche: Anna Tatangelo e Syria cantano insieme "Le nostre anime di notte". La loro eleganza e sintonia culmina in un intenso abbraccio tra gli applausi.

È "Solo una canzone", cantano gli Ex-Otago insieme a Jack Savoretti: la band e il cantautore britannico condividono le origini genovesi. Per l'occasione, la canzone assume un respiro più internazionale grazie ai versi inglesi aggiunti da Savoretti.

Enrico Nigiotti ha deciso di fare le cose in grande. Insieme a lui, non c'è solo un grande musicista come Paolo Jannacci, ma anche un maestro della "sand art": attraverso la sabbia, infatti, l'artista Massimo Ottoni riproduce a bordo palco il nostalgico ricordo che Nigiotti porta del suo "Nonno Hollywood". L'arte della sabbia, unita al pianoforte di Jannacci, produce un'emozione che commuove ancora una volta il pubblico.

È da brividi anche il duetto di Loredana Bertè con Irene Grandi: "Cosa ti aspetti da me", urlano insieme le due artiste mentre la platea batte a tempo le mani. Il coinvolgimento si trasforma, alla fine, in una naturale standing ovation.

I banchi che, in queste sere, sono stati occupati da Daniele Silvestri e Rancore, adesso vedono un ospite in più: Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, che compare su un balconcino sopra l'orchestra per interpretare la strofa che spezza la prima parte di Silvestri da quella successiva di Rancore. Per il finale di "Argentovivo", Agnelli raggiunge i due artisti per aggiungere la sua voce come sottofondo al dialogo tra Daniele Silvestri e Rancore.

Tutto lo stile e l'eleganza del giovane Einar si completano con il timbro unico di Sergio Sylvestre e il brillante rap di Biondo, che rivisita il testo di "Parole nuove" in modo estremamente efficace. Il trio brilla, anche grazie alla scelta dei vestiti, sotto i riflettori del Teatro Ariston.

Prima di procedere con la gara, è doveroso un pensiero per la Liguria che ospita il Festival e che, dopo la tragedia del ponte Morandi, prova a rialzarsi. "La Liguria, se la guardate sulla carta geografica, ha una forma. È lunga, sottile, ricurva. È la forma di un ponte. il 14 agosto, alle 11.36 del mattino, la Liguria si è spezzata. Da oggi, quella ferita comincia a rimarginarsi", ricorda Baglioni. "Proprio questa mattina, a Genova, è cominciata la demolizione di quello che resta del ponte Morandi. E dunque, questa mattina, è anche cominciata, simbolicamente, la costruzione del nuovo ponte. Una fine e un inizio che si incontrano nello stesso giorno. La morte e la vita, la memoria delle 43 vittime e l'idea di un futuro migliore unite nella stessa immagine. Come lo yin e lo yang. Un abbraccio a tutta la Liguria, dal Levante al Ponente. Dal passato al futuro. Dal lutto alla rinascita".

Dopo Fabrizio Moro, ritorna a Sanremo anche l'altro vincitore del Festival dell'anno scorso: per la sua intima "Abbi cura di me", infatti, Simone Cristicchi convoca Ermal Meta. Le luci sono tutte per i due artisti, che offrono una profondissima interpretazione premiata dal pubblico con un forte applauso mentre Simone ed Ermal si siedono sui gradini.

La napoletanità di Nino D'Angelo e Livio Cori viene affiancata dai Sottotono in "Un'altra luce", la stessa che offrono la voce e la produzione del gruppo hip-hop.

Il compito di chiudere la gara spetta ad Achille Lauro: oltre al rapper e al suo fedele produttore Boss Doms, all'Ariston arriva anche un polistrumentista Morgan. L'artista spazia dalla chitarra al basso, fino al pianoforte su cui Achille si distende mentre intona la sua "Rolls Royce".

A questo punto, non resta che aspettare il risultato finale, frutto delle votazioni del pubblico da casa (50%), della Giuria della Sala Stampa (30%) e della Giuria d'Onore (20%). Potete leggere chi si è aggiudicato il premio cliccando qui.


Autore:
Andrea Basso
08-02-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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