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Nek: l’elettropop di “Unici”, J-Ax, Erri De Luca e l’Arena di Verona Il tour parte a maggio, il disco esce anche in spagnolo e a Sanremo… 10-10-2016

Il nuovo album di inediti di Nek Unici”, lanciato dall’omonimo singolo e da “Uno di questi giorni”, esce venerdì 14 ottobre, coronando 25 anni di carriera: “È un disco che arriva dall’energia forte di ‘Prima di parlare’ e di Sanremo, due anni fa, e da un entusiasmo forte: sono più entusiasta oggi di 20 anni fa perché ho più consapevolezza, riesco a dare a ogni cosa che vedo un motivo, sono entusiasta del paesaggio che mi circonda”, spiega l’artista presentando la sua ultima fatica, che porterà in giro per l’Italia negli incontri instore, a partire proprio da venerdì a Roma.

L’album è percorso da un elettropop d’autore: “È un po’ più elettronico rispetto al precedente, ma non disdegna la parte ‘human’ di chi ha suonato. Era mio desiderio mettermi al passo dal punto di vista sonoro, senza tralasciare messaggi e contenuti. Sono affascinato dai suoni moderni e volevo capire quanto la mia voce potesse stare su un mood R’n’B; è una volontà nata dopo lo scherzo del rap Sassuolo / Palm Springs”.

Il disco è stato masterizzato a Miami e ha un sound internazionale: “Sono un nostalgico e uno studente, un curioso che ha voglia di apprendere. Ho suonato tutti gli strumenti, mi sono un po’ buttato anche con il piano, con una volontà da apprendista, sto potenziando le mie conoscenze. Luca Chiaravalli, che ha prodotto con me il lavoro, aveva le idee chiare sui suoni. Io spazio, ho dato ascolto all’attualità e alla modernità dei suoni, così è nata un’alchimia in studio. Collaborare con gli altri è linfa: condividere la musica con un team, mi dà stimoli, mi rinfresca; i testi li condivido con Andrea Bonomo. Mi piace immaginarmi nel futuro con la modernità di certe sonorità: sto già pensando al prossimo disco, che probabilmente sarà diverso da questo, non lo so, magari andremo nell’800…”.

Il racconto parte dal titolo: “Su 20 pezzi ho scelto una tracklist di 11 canzoni. Tra tutti i titoli quello che poteva rimanere fuori contesto era proprio ‘Unici’, che ha le caratteristiche di uno slogan. Siamo tutti unici nel nostro genere, ma spesso cerchiamo la spettacolarità invece di vivere i momenti anche più semplici”.

Non manca l’ironia, ad esempio in “Freud” con J-Ax: “Il duetto nasce dal rapporto umano che c’è tra me e Ax: quando una collaborazione ha questi presupposti, è eccitante, c’è poca strategia dietro e molta condivisione. Ci siamo divertiti a ironizzare con un maestro della psicologia, dicendo che un sentimento come l’amore non è misurabile”.

Nell’album c’è anche “l’incontro” con i versi di Erri De Luca: “È un personaggio che affascina tanti come me. Ascoltando una volta un amico che recitava la sua poesia ‘Valore’, ho detto: mi piacerebbe trarre ispirazione per una musica da questa poesia; così il brano ‘Questo so di me’ si rifà al testo originale ma non è letterario. Mi auguro che De Luca l’ascolti ma penso sia preso, avrà altro a cui pensare. So che lui è affascinato dalla musica perché dice che può portare più lontano la poesia. Io sono affascinato da persone che dicono di essere atee ma che sono alla ricerca. Qui siamo davanti a una persona con l’intelligenza e l’umiltà di andare oltre: alla fine di ‘Valore’ considera l’ipotesi che possa esistere un unico creatore. Per me queste persone arricchiscono, non hanno la verità in tasca, sono alla ricerca. Una delle mie passioni è il percorso di Fede che sto facendo”.

Nelle nuove canzoni però c’è anche un Nek più sensuale: “Sono un essere umano fondamentalmente. La musica dev’essere un momento di svago, in cui ti stacchi dalla vita quotidiana e ti fai un film personale. In ‘Uno di questi giorni’ c’è l’intimità tra due persone, il contatto, l’eccitazione e tante sensazioni straordinarie”.

In programma c’è un nuovo tour: “Per me 24 ore sono insufficienti, vorrei giornate da 48 ore, sono iperattivo. Ho fatto 40 concerti in teatro perché non mi bastavano i 13 palazzetti. Mi piace il contatto ravvicinato con il pubblico. Ho portato una struttura pop-rock in un contesto classico, eccetto l’Arcimboldi a Milano e l’Auditorium della musica a Roma. Se potessi stare in tour un anno e mezzo lo farei, ma non posso perché ho una figlia e perché c’è da fare anche la promozione. Non ho mai suonato all’Arena di Verona, è un sogno”. E qui interviene Ferdinando Salzano di F&P Group: “Sono tre anni che rincorro questo artista, sono immensamente felice di avercela fatta. Cominceremo questa avventura live insieme: il concerto all’Arena di Verona si terrà a maggio 2017 e sarà il primo appuntamento della tournée. La data verrà ufficializzata entro metà della prossima settimana”.

Nei piani non c’è un ritorno in carne e ossa sul palco dell’Ariston: “Non ho presentato nessun brano a Carlo Conti per il prossimo Festival di Sanremo. Carlo è un mio fan e me lo ha chiesto. Chi lo sa, magari parteciperò come autore…”.

L’album uscirà anche nel mercato latino da gennaio, in America Latina e Spagna, e si chiamerà “Unicos”: “Ho già registrato due brani, ‘Unicos’ e ‘Diferente’. I due concerti di questa estate a Los Angeles sono stati straordinari: sentir cantare i tuoi brani in spagnolo, è un grande privilegio, è come se rivivano in una nuova veste”.

Filippo Neviani in arte Nek racconta anche il suo rapporto con Milano: “Io vivo anche a Milano ma se devo pensare di abitare solo qui mi impicco. Ogni tanto devo tornare a Sassuolo perché lì ho le mie radici. Vivo Milano da 10 anni, da quando ho smesso di stare in albergo, ho preso casa, un punto di riferimento per la mia famiglia e per me. Spesso vengo qui per stare da solo e scrivere. Però sono troppo legato ai piccoli centri, perché vengo da lì, dalle strade non intasate dal traffico, dai posti dove ci si conosce tutti. Non mi affezionerò mai a una città perché la mia città è Sassuolo”.

Con la partecipazione ad “Amici di Maria De Filippi” e con gli ultimi progetti, il pubblico è cambiato: “Ho notato un ringiovanimento del pubblico: la ragazzina di 15 anni si innamora di questo 44enne, mentre molti dei vecchi fan continuano a seguirmi. È un pubblico eterogeneo, con molti bambini: riuscire ad ottenere l’attenzione dei più piccoli è una bella conquista. La musica è lo strumento che ho per rimanere giovane

E poi c’è la famiglia, la moglie Patrizia Vacondio e la piccola Beatrice: “Mia figlia ha passato un periodo in cui era affascinata dalle folle urlanti perché pensava che urlassero per lei. La uso come guardia del corpo anche nelle foto con i fan (ride, ndr). Cerco di proteggerla, è una buona ascoltatrice, sente solo i miei dischi, anche la nuova ‘Questo so di me’ ispirata dalla poesia di De Luca. Ha chiesto se può andare a studiare pianoforte, magari sarà la mia tastierista tra 20 anni”. Nel disco c’è il brano “In braccio”: “È ispirata a una storia vera accaduta a una persona vicina a me. Mi auguro che un giorno sia Beatrice a prendere in braccio me, quando ne avrò bisogno”.

All’orizzonte ci sono nuove esperienze: “Sono rimasto affascinato dal teatro-canzone, essendo stato invitato al Festival Gaber, per il continuo giocare tra musica e parole. La musica è una strada che non ha fine né confini. Sono curioso di mettermi alla prova anche da questo punto di vista. Inoltre ho idee di romanzi nel cassetto, c’è stato un libro l’anno scorso dedicato a mia figlia, non ci sono piani precisi, ad ogni cosa il suo tempo. Ma può essere che in futuro io torni a scrivere”.

 


10-10-2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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