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Negramaro, Arena di Verona: la rivoluzione rock nella città dell’amore In apertura Caccamo, Zibba e Diodato. Sangiorgi dedica il live al papà 24-05-2016

Luci soffuse sul palco, telefoni illuminati sugli spalti: il tour dei Negramaro arriva all’Arena di Verona, davvero gremita nonostante il cielo avesse minacciato pioggia; i "negramanti" non si sono fatti intimorire e sono accorsi numerosi all'anfiteatro. La “rivoluzione rock” inizia con un sipario calato sulla scena: sopra scorrono immagini che raccontano le “fotografie” evocate dalla voce di Giuliano Sangiorgi in “Sei tu la mia città”. I sei Negramaro sono ombre suggestive che suonano dietro un telo, perfettamente in sintonia con le video-animazioni ideate dal bassista Ermanno Carlà. Le mani del pubblico battono a tempo con “l’immersione” della band in un oceano virtuale: è “Il posto dei santi”, Giuliano canta e danza tra pesci e sirene; “Vivere non è abbastanza se non c'è distanza che non ti permetta di desiderare”, il pubblico intona tutto il ritornello mentre il sipario inizia a scorrere rivelando la band, senza più alcun velo: “Siamo sostanza che non può sparire…”.

Sangiorgi in giacca rossa si avvicina alla platea il più possibile, come per abbracciare l’anfiteatro in questo lunedì 23 maggio; microfono al centro della scena, Ermanno alla sua destra, Andrea “Andro” Mariano al piano alla sua sinistra: per “Attenta”, tutti si alzano in piedi in un coro unico che continua dopo l’assolo di chitarra elettrica di Emanuele “Lele” Spedicato. Mani in alto, palloncini colorati al cielo, Giuliano imbraccia la chitarra acustica ed è “Meraviglioso”: il finale della cover di Domenico Modugno è chitarra, voce, coro del pubblico e macchina del fumo. “Su le gambe!”, arriva “Nuvole e lenzuola” tra cubi luminosi con led colorati, sospesi sul palcoscenico: “Su le mani, Verona, tieni il tempo, fai battere il cuore al ritmo del basso!”, la gente canta e salta tra raffiche di luci in un’esplosione elettro-rock.

Andro al piano in mezzo al palco, immerso in un universo di stelle rosse, introduce “L’ultimo bacio”, una ballata romantica, di note calde e parole dolci: in un silenzio del cantato di Sangiorgi, dalla platea una voce femminile grida “Ti amo!”; nel finale blues, c’è il balletto delle chitarre di Lele e Giuliano, che poi corre da una parte all’altra della scena e riceve in dono dalle prime file un girasole. L’assolo di batteria di Danilo “Data” Tasco, tra visual e luci psichedeliche, apre una sequenza di canzoni potenti, ritmate e anti-pioggia: su Verona “ritorna il sereno” recita la canzone “Se io ti tengo qui”, seguita dall’incanto di “Sole”. Nel pubblico applausi, abbracci, carezze e mani protese verso il palco dove i maxi schermi mostrano i sei protagonisti.

Con “Una storia semplice” si sente battere il cuore della città dell’amore, dove stasera “Tutto qui accade”: “Sei tutti i limiti che superi” è il mantra dell’Arena che sfuma nelle note di piano di Andro. L’assolo elettrico di Lele lancia “Via le mani dagli occhi”, raggi laser di luci illuminano i volti urlanti della platea. Sul palco ci sono alcune telecamere che filmano il concerto: Giuliano invita un operatore a seguirlo al centro del palcoscenico e poi grida: “Verona, non rimandare a domani, su le gambe, adesso!”; tutto l’anfiteatro salta a favore di una video-ripresa indimenticabile.

Sangiorgi è al piano e Andrea “Pupillo” De Rocco all’organetto per il medley intimo di “Sei”, “Lo sai” e “Fino alla fine del secolo”: “Ti prego, finisci questo secolo accanto a me, avremo altro tempo insieme per un caffè”. Sotto al palco i fan entusiasti de “Lu Forum” improvvisano coreografie e passi di danza. Giuliano intona piano e voce “Solo per te” in duetto con il pubblico, poi dice: “La prossima canzone è per le persone che amate e che non ci sono più. Io la dedico a mio padre che stasera, ne sono convinto, ha dileguato le nuvole. Grazie papà, quest’Arena è per te!”. La sua voce in “Lo sai da qui” è emozione pura, venata di passione e ricordi.

Dopo “La rivoluzione sta arrivando”, per “Onde” le mani del pubblico si trasformano “in un mare di onde”, come in una bellissima Ola impazzita, perché “ogni goccia è importante”. Con “Ti è mai successo” le sedie, definitivamente, “non servono più” e gli spettatori sono di nuovo tutti in piedi. Il brano “L’amore qui non passa” è accompagnato da una coreografia di cartelli bianchi e rossi che inondano l’Arena. Dopo quasi due ore e mezzo di show, per i bis torna il telo sul palco: Sangiorgi è un’ombra che canta “Solo 3 minuti” in una palla di fuoco. “Estate” e “L’immenso” sono le ultime perle prima del gran finale: “Risvegliamo Romeo e Giulietta!”. Sparito il telo, si spengono tutte le luci e l’anfiteatro è illuminato solo dai cellulari: “Ecco a cosa servono i telefoni!”, dice Giuliano; le stelle ora sono sopra e dentro l’Arena per “Parlami d’amore” e “Mentre tutto scorre”. Sangiorgi canta letteralmente in mezzo alla platea tra mani che lo cercano, lo abbracciano e lo afferrano.

I ringraziamenti sono per i tre artisti di apertura Giovanni Caccamo, Zibba e Diodato, per la Sugar Music, per Caterina Caselli e per Radio Italia, Radio Ufficiale de “La rivoluzione sta arrivando Tour”. Nei saluti finali Lele lancia la sua maglietta al pubblico, raccogliendo boati di gioia, soprattutto da parte delle fan. La tournée della band ora è pronta a ripartire in estate, continuando a portare "la rivoluzione" in giro per l'Italia.

Francesco Carrubba per Radio Italia

 


24-05-2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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