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Marco Mengoni, Takagi & Ketra nel 'Riff' in attesa di 'Venere e Marte' I due produttori multiplatino sono protagonisti del nuovo appuntamento 06-01-2021

Marco Mengoni ospita Takagi & Ketra nel suo “Riff” in vista dell'uscita della canzone “Venere e Marte” con Frah Quintale, dall'8 gennaio 2021 su Radio Italia. I due produttori multiplatino sono protagonisti del nuovo episodio del podcast del cantante, che prosegue con successo.

L’ispirazione, e con lei i risultati, non arriva se la aspetti a braccia conserte, ma se ogni giorno lavori duro e ti dai da fare. Me l’hanno detto Takagi & Ketra in questa nostra chiacchiera nel loro studio… e io non potevo essere più d’accordo” svela l'artista annunciando l'ultima puntata de “Il Riff di Marco Mengoni”.

L'inedito incontro si aggiunge così alla serie disponibile, a cadenza quindicinale, sulle principali piattaforme di streaming e podcast. Inaugurato da un’inedita chiacchierata con Beppe Sala, è continuato puntata dopo puntata con ospiti appartenenti a mondi diversi, da Paolo Nespoli a Beatrice Venezi. Ora la chiacchierata con il duo di produttori anticipa di pochi giorni l’uscita di Venere e Marte, il nuovo brano di Takagi & Ketra con lo stesso Marco Mengoni insieme a Frah Quintale, in uscita su Radio Italia e su tutte le piattaforme venerdì 8 gennaio.

Takagi & Ketra sono riconosciuti come infallibili hitmaker, hanno collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali, hanno collezionato oltre 130 dischi di platino e un disco di diamante e, come racconta Marco in questa nuova puntata, “hanno iniziato a lavorare insieme stravolgendo le classifiche della musica italiana, sfornando un successo dopo l’altro… e non sembrano avere intenzione di fermarsi”. In questa mezz’ora sono molti gli argomenti affrontati, in un dialogo ricco di spunti: dal vero significato del termine tormentone, all’evoluzione del ruolo del produttore, la loro scelta di non apparire nei videoclip “restando sempre un passo indietro rispetto alla canzone”, passando per il loro rapporto “di coppia” e di come siano proprio sempre le canzoni a metterli d’accordo in caso di divergenze.

Takagi & Ketra si soffermano sull’importanza della conoscenza del passato nel loro lavoro, con un tipo di ricerca che definiscono archeologia musicale: “Il passato musicalmente è tutto. Quello che si poteva fare è già stato fatto. Oggi puoi fare una sorta di ‘archeologia musicale’, che è quello che vogliamo fare noi con il nostro progetto. Ci chiediamo cosa ci abbia colpito nel passato: mi ricordo ad esempio dell’estate del 1990, quando ero a Vasto in spiaggia, e passavano Bamboléo. Ha delle caratteristiche che oggi sono un po’ desuete nella musica, il nostro compito è riuscire a tirarle fuori da quegli anni e inserirle in un contesto attuale, italiano. Proprio come quando si entra in un palazzo storico e si decide di ristrutturarlo, ma senza stravolgerlo. Cerchiamo di mettere nella musica quello stesso tipo di attenzione”.

E ancora svelano i loro inaspettati miti musicali, i Queenperché erano già troppo avanti in quegli anni” e Ennio Morricone, di cui ammirano la costanza nel lavoro e riflettono sul falso mito della Musa ispiratrice e di quanto invece sia necessario impegnarsi per ottenere un buon risultato: “Come è stato detto, l'ispirazione è per i dilettanti. Se apri il tuo computer o il blocco degli appunti e ti impegni, l’ispirazione arriva, ma non è una cosa da aspettare a braccia conserte”.

Tutto per arrivare alla domanda che chiude ogni puntata e che dà il titolo al podcast, ovvero quale sia l’elemento ricorrente nelle vite dei due produttori che, esattamente come il riff, ritorna continuamente e diventa il segno distintivo nella nostra esistenza così come in una canzone. Ketra svela a Marco Mengoni che la costante che ha caratterizzato tutto il suo percorso, il suo riff appunto, è il non accontentarsi mai e chiedere sempre di più a se stesso. Mentre per Takagi è l’America: gli Stati Uniti e la cultura che sono riusciti a esportare, gli hanno insegnato a sognare. E questo desiderio di continuare a sognare, porta proprio a non essere mai “sazi”, a cercare costantemente di migliorarsi.


Autore:
Francesco Carrubba
06-01-2021 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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