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Måneskin: “Dai 50-100 euro dei concerti in strada al tour in Europa” L’album Il ballo della vita, le canzoni, la musa Marlena e la loro storia 22-11-2018

I Måneskin, forti del boom del nuovo album Il ballo della vita e dei singoli Torna a casa e Morirò da re, ricordano i concerti in strada a Roma mentre sono in tour, sempre con la musa Marlena. Tra i componenti della band, il chitarrista Thomas e la bassista Victoria andavano nella stessa scuola e hanno scelto come cantante Damiano, che era già in una band con Vic; poi hanno trovato su Facebook il batterista Ethan.

Il gruppo, con tanto di pernacchia finale per chi gli ha chiuso le porte in faccia, si racconta per la prima volta a Radio Italia nel VERTI MUSIC PLACE in onda con Mauro Marino e Manola Moslehi su radio, tv, radioitalia.it e sui nostri social.

L’album “Torna a casa” è già un grande successo.Raggiungere risultati così importanti con il primo album non è per niente scontato, è una soddisfazione enorme, anche perché abbiamo avuto grande libertà durante la scrittura del disco: questo rende il risultato finale ancora più bello per noi, siamo orgogliosi

Com’è nato il duetto in “Immortale” con Vegas Jones? “L’abbiamo conosciuto in uno dei festival di quest’estate, ci siamo trovati bene. La trap è un genere molto seguito attualmente, siamo influenzati: abbiamo portato la trap al nostro genere e lui era l’artista più indicato per questa sperimentazione, avevamo anche fatto una sua cover all’inizio”

Da dove arriva invece il vostro nome? “Ci siamo iscritti subito a un concorso per band emergenti, dovevamo dare un nome: abbiamo scelto Måneskin e poi è rimasto”

All’inizio suonavate in strada, vero? “Ci esibivamo in Via del Corso a Roma: con le monetine raccolte abbiamo fatto il primo singolo. Qualcosa fruttavano quei live, andavamo forte: 50-100 euro all’ora. Poi c’era il turista o lo sceicco che ci lasciava 20 euro sulla simpatia. Stavamo nella piazzetta della chiesa, accanto al gruppo di black dance, facevamo a gara con gli artisti di strada per il posto”

Chi è Marlena? “Nel disco c’è un messaggio che lega tutte le canzoni ed è il nostro filo conduttore. Abbiamo dato un nome a questo messaggio: Marlena”

Come conciliate le vostre quattro anime differenti? “Siamo una cosa sola, ci dividiamo i compiti, ognuno mette il suo 25%, anche nella composizione dei brani. Siamo molto soddisfatti del risultato”

E come fate per i testi delle canzoni?
DAMIANO: “Nei testi forse si nota di più la mia penna, perché li scrivo io, ma ho cercato di distaccarmi un po’ dal foglio e di parlare di quello che siamo noi, è la cosa più importante al momento”

Quali sono le vostre influenze? “Non abbiamo una band fissa di riferimento, ci influenziamo a vicenda, guardiamo al mondo dei The Cure e dei Red Hot Chili Peppers. Sì, insomma, voliamo basso!”

Preferite cantare in italiano o in inglese? “Ci riescono bene sia l’italiano sia l’inglese, non abbiamo limiti, ci viene naturale scrivere in un modo o nell’altro”

Siete protagonisti di un tour in Italia e in Europa. “È una bella notizia, non ci saremmo mai aspettati le date raddoppiate e triplicate, dovremo anche andare a conquistare il pubblico europeo, ci piacciono le sfide! Il live è fighissimo, suoniamo dal vivo, c’è un sacco di bella musica, con grafiche e magliette strappate”

Come vi vedere fra 10 anni? “Insieme, sempre”

Il successo vi ha cambiato? “È diverso il mondo che ci circonda ma noi siamo rimasti gli stessi, abbiamo imparato un mestiere e ad essere dei professionisti, ora siamo un gruppo organizzato. Quando torniamo a casa, la nostra vita è sempre quella: cerchiamo di normalizzare le nostre vite, frequentiamo gli stessi posti e amici di prima. Da bambini sognavamo di fare questo mestiere”

Qual è il significato di “Morirò da re”, suonata per la prima volta con l’orchestra a RADIO ITALIA LIVE - IL CONCERTO 2018? “È una sintesi di quello che vogliamo che sia il nostro percorso, è una metafora, puntiamo ad arrivare alla fine della nostra carriera con una diadema, al massimo delle nostre possibilità”

A quali canzoni dell’album siete più legati? “New song e Lasciami stare (Victoria), L’altra dimensione (Damiano), Fear for nobody (Ethan) e Le parole lontane (Thomas)”

Cosa consigliereste ai giovani che vogliono fare musica? “Credete in voi stessi, procedete sul vostro percorso fregandovene del giudizio degli altri a meno che non sia costruttivo, andate dritti per la vostra direzione a testa alta”

Come scegliete i vostri outfit? “Ci diverte da sempre giocare con i vestiti, è un modo ulteriore per esprimerci e per mostrarci”


Autore:
Francesco Carrubba
22-11-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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