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Luca Barbarossa, “Passame er sale”: “Il mio dialetto è inclusivo” Il duetto con Anna Foglietta e il debutto a Sanremo nel 1981 con un podio sfiorato 05-02-2018

Alla vigilia del Festival di Sanremo, Luca Barbarossa è passato a trovarci negli studi del Fuori Sanremo by Lancôme. Il cantautore romano è in gara con il brano “Passame er sale”, il primo singolo estratto dal nuovo album “Roma è de tutti”. 

E' un gradito ritorno al Festival. Qualcuno ne hai fatto… Qualcuno lo abbiamo fatto pure insieme”.

Hai iniziato cantando “Roma spogliata”. La tua carriera è partita con Roma e continua con Roma perché uscirà l’album “Roma è de tutti”… 'Roma spogliata' e era in italiano ma parlavo di Roma. In ‘Roma è de tutti’ invece uso il dialetto, che non è un dialetto esclusivo ma inclusivo. E’ un dialetto speculare all’italiano, come il toscano. L’italiano a qualcuno si sarà dovuto ispirare, è arrivato dall’alto, mentre il dialetto è una lingua che viene dal basso. Il romano viene dal latino, per questioni geografiche, per vicinanza anche con il Vaticano. Il dialetto è un valore aggiunto ma sono canzoni di oggi, non c’è nostalgia né voglia di tornare al passato”.

Quando hai scritto le canzoni in romanesco, le hai pensate anche in romanesco?E’ la lingua delle proprie origini, con gli amici, al bar o quando commenti le partite, spesso parli in dialetto. Ai miei figli non insegnerei mai a parlare solo il dialetto, per anni siamo stati attenti a parlare solo in italiano, ma il dialetto è la lingua dell’intimità e va conservato”.

L’ultima volta che hai partecipato a Sanremo, hai cantato “Fino in fondo” con Raquel Del Rosario…Quando un musicista sta in studio, pensa agli arrangiamenti, ai suoni, alle parole. Poi però ti dicono: ‘Serve il video’ e tu non ci avevi pensato. Il video  di questo brano l’abbiamo girato direttamente a Sanremo, ci sono le poltrone dell’Ariston”.

Quest’anno torna l’esibizione in coppia. Tu hai scelto di portare con te Anna Foglietta, perché?Me gusta mucho circondarmi di donne bellissime. Anna è un’attrice romana bella come il sole, giovane, con la passione per la musica, qualche volta abbiamo già duettato. Le prove sono andate molto bene”.

Nel 1981 hai sfiorato il podio, sei arrivato quarto. All’epoca c’era classifica unica, tra Giovani e Big. Sul podio sono arrivati Alice, Loretta Goggi e Dario Baldan Bembo, tre artisti già affermati. In realtà ero primo tra i giovani”.

E che giovani…Sì, c’erano Eduardo De Crescenzo, Fiorella Mannoia, Michele Carrillo. Era un bel Festival, era l’anno del rilancio del Festival”.


Autore:
Chiara Cipolla
05-02-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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