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Laura Pausini, San Siro: “Questo live è contro la violenza sulle donne” Stadio tutto esaurito e Milano imballata per il concerto 05-06-2016

Dopo una giornata di pioggia, a Milano torna il sereno per la prima tappa ufficiale del tour mondiale #Stadi2016 di Laura Pausini, partito ieri, sabato 4 giugno, con la prima delle due date a San Siro. Ad aprire il concerto un monologo in cui la Pausini sottolinea che non dobbiamo essere “mai vinti dall'odio” poi Laura sale sul palco, vestita di bianco e argento, è subito “Simili”. Insieme a lei, sei coristi, undici musicisti e 30 performer, questi ultimi indossano maglie bianche con varie scritte, “Alti”, “Magri”, “Cattivi”, “Buoni”, tutti diversi ma simili appunto. Tra il pubblico anche Marco Mengoni. “Questo concerto è contro la violenza sulle donne”, dichiara la Pausini prima di intonare una versione rock di “Resta in ascolto”, che ottiene già una standing ovation. Il palco, interamente pavimentato a led, ha due passerelle laterali che permettono alla cantante di raggiungere tutto il pubblico e di “abbracciarlo”.

Arriva il momento di saltare con “Innamorata”, l'ultimo singolo estratto da “Simili” scritto da Lorenzo Jovanotti appositamente per il tour negli stadi, che è una sferzata di energia. Dieci ballerini sul palco mentre sugli schermi, uno centrale e quattro laterali, scorrono le immagini coloratissime del video del brano. Laura Pausini è tornata a San Siro, dopo il concerto del 2007, e lo ha fatto in grande stile, con uno spettacolo curato in ogni minimo dettaglio. Il primo medley con “Non ho mai smesso”, “Il nostro amore quotidiano” e “Se non te”, a cui segue un secondo medley composto da “Nella porta accanto”, “Bellissimo così”, dedicata al suo fanclub, e “Ascolta il tuo cuore”. “Quando sono venuta qui per la prima volta ho cantato una delle tre canzoni più speciali della mia vita; la canterò anche stasera e sono sicura che la persona a cui è dedicata la ascolterà e saprà che è per lei”, racconta Laura introducendo “Invece no”, ispirato alla scomparsa di sua nonna Teresa. Si arriva così a uno dei momenti più commoventi del live.

Poi un altro medley: “La geografia del mio cammino”, “Chiedilo al cielo” e “Una storia che vale”, accompagnata dalle mani e dal coro del pubblico: “Perché una vita sola non può bastare per dimenticare quanto si può amare”. Spazio poi ai coristi che reinterpretano successi internazionali come “The best” di Tina Turner, mentre la Pausini è fuori scena per un cambio d'abito. “Se ci sono degli occhi, stanno guardando questo cielo, se ci sono delle voci le voglio sentire qui”, sono le parole di Laura, che riappare sul palco sospesa in aria su un'altalena in versione “angelica” fra le immagini di Magritte per “Sono solo nuvole”, la canzone scritta da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che sarà ospite dell'artista il 18 giugno all'Arena della Vittoria di Bari. La Pausini si toglie la tunica bianca e sfodera un abito total black, imbraccia una chitarra a quadrifoglio e intona “Come se non fosse stato mai amore”: “Questa è una delle vostre canzoni preferite”. “Ognuno di noi vive storie d'amore, che a volte finiscono; quando succede si ha qualcosa da raccontare. Ho voluto unire tre storie d'amore”, Laura introduce così “It's not goodbye”, “200 note” e “Se ami sai”. E a San Siro ci sono proprio tutti, sono venuti da tutta Italia e da ogni parte del mondo: “Fatemi vedere le vostre bandiere”, esclama la Pausini e dagli spalti e dal prato iniziano a sventolare le bandiere di Cile, Argentina, Uruguay, Belgio, Sardegna, Spagna e Svizzera, solo per citarne alcune. I saluti in varie lingue ed è il turno di “Primavera in anticipo”, di “Ho creduto in me” con fasci di luce che sembrano fluttuare sul pubblico e di “Tra te e il mare”, scritta da Biagio Antonacci che salirà sul palco insieme a Laura l'11 giugno all'Olimpico di Roma.

Adesso arriva un momento importante, uno dei miei preferiti. L'ho pensato per un duetto e adesso starete pensando 'Chi avrà invitato?'. Io direi che oggi mi sono invitata io, da sola. Il duetto invece lo vorrei fare con voi”. Raggi di luce verde partono dal palco e “colpiscono” il pubblico, intrecciandosi tra di loro con un vero e proprio laser show, e inizia così un nuovo medley. Il duetto con i fan non si fa attendere: scorrono “Il tuo nome in maiuscolo”, “Nel modo più sincero che c'è”, “Casomai”, “Un fatto ovvio”, “Colpevole”, accompagnato dal video in cui omaggia David Bowie, “La prospettiva di me” ed “Emergenza d'amore” con una coda strumentale che permette a Laura un altro cambio d'abito. Quando torna sul palco, con un lungo vestito bianco, l'artista è accolta dal coro “Sei bellissima” a cui replica: “Mi sa che vi siete sbagliati persona”.

Mentre l'hashtag #PausiniStadi occupa le prime posizioni delle tendenze su Twitter, arriva uno dei momenti più emozionanti della serata. Laura si mette al pianoforte: “Questa canzone è per te, Paola (la figlia ndr)” e intona “Celeste” seguita da “È a lei che devo l'amore”, firmata dall'amico Antonacci per festeggiare la nascita di Paola, che compare nei maxi schermi laterali e che è presente anche con la sua voce registrata. Vicino alla Pausini, il compagno e chitarrista Paolo Carta: “Dico grazie al mio amore”. Laura sorprende poi il pubblico con un vestito verde luccicante e si inizia a ballare. Perché la Pausini riesce a passare dall'intimismo alla carica pura con una semplicità disarmante. Il pavimento del palco si trasforma in un disco per il medley a tema musicale composto da “Con la musica alla radio”, “Benvenuto”, “Io canto” e “Per la musica”. “Le mie canzoni mi piacciono ancora tutte ma non è che tutti quelli a cui le ho scritte si meritano ancora parole d'amore. Alcune si meritano dei nuovi destinatari e la prima di queste la dedico a voi” e dà così il via a “Vivimi”. Poi arrivano “Le cose che vivi”, “Il mondo che vorrei”, un brano che Laura non eseguiva da tempo, e “Strani amori”. “È un pezzo del '94 e la cantano tutti, bambini e grandi. Il giorno che me l'hanno portata mi dicevano: 'Non so se è giusta per Sanremo', ma io rispondevo: 'Ho 19 anni e voglio fare questa'. Ho sempre cantato quello che volevo io, sono un toro. A volte sono un po' esagerata ma è meglio essere esagerati che non fare niente. Facciamole le cose. Per esempio, io adesso mi sento di dirvi: 'Vi amoooooo!'. La prossima canzone facciamola come nel '93”. E parte l'immancabile “La solitudine” con “Marco se ne è andato e non ritorna più” e i fan la cantano a squarciagola, tutti, dall'inizio alla fine.

L'ultimo medley della serata e San Siro si trasforma in una discoteca a cielo aperto, con quattordici geyser sul palco e la carica esplosiva di Laura e dei ballerini, per una versione mixata da Joseph Carta alla consolle di “Limpido”, “Surrender” e “Io c'ero”. Con quest'ultimo pezzo, viene giù lo stadio. Così la Pausini dà la buonanotte al pubblico che però non la lascia andar via e la richiama sul palco per i bis. Lei ricompare vestita d'oro, come una principessa, avvolta da raggi di luce per cantare “Lato destro del cuore”. Poi tornano “Simili” e “Innamorata”, con una pioggia di coriandoli verdi, la sola ammessa ieri sera, fino al saluto finale: “Adesso andate a casa e, da soli o in compagnia, fate l'amore stanotte”. Ventitré anni di carriera racchiusi in due ore e mezza di live. E stasera si replica.

Chiara Cipolla per Radio Italia


05-06-2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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