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Laura Pausini ospite al Festival di Sanremo: “Grazie Carlo Conti!” Gli stadi, gli autori di Simili, La Banda, Sanremo e i diritti gay 20-01-2016

Ad accogliere Laura Pausini nell’auditorium gremito sono “la commozione e la meraviglia di essere simili”. La cantante di Solarolo presenta in onda con Paola “Funky” Gallo l’album “Simili” e il “Pausini Stadi Tour” ed è di ottimo umore.

Molte persone hanno atteso fuori dall’auditorium di Radio Italia dalle 10 del mattino. “Allora, per consentire alla gente di accamparsi, dobbiamo customizzare le ‘Pau-tende’, dopo il ‘Pau-prato’ degli stadi del tour e della copertina del disco…”.

A giugno terrai quattro concerti negli stadi: il 4 e 5 a Milano, l’11 a Roma e il 18 a Bari. “All’inizio volevo esibirmi solo all’Olimpico dove non ho mai cantato ma mi è stato proposto anche San Siro; allora ho chiesto di fare almeno una data al sud e abbiamo optato per l’Arena della Vittoria di Bari perché nell’ultimo tour era saltata una tappa in Puglia. Ho un’idea pazzesca sull’apertura del concerto. Ieri ho scoperto che posso cantare fino alle 23.30 e questo mi permette di non cambiare una delle due scalette provvisorie che ho: penso che finirò con il singolo ‘Simili’. Dopo i concerti di solito invito tutti a fare l’amore; a chi non può farlo, come ripeto sempre scherzando, dico: fatelo con me… arrangiandovi come potete!”.

Ma il tour non finisce qui. “Sto per annunciare una seconda parte di tournée. Ad ottobre sarò in Europa e prima o dopo andrò anche in Nord e Sud America; a queste tappe si aggiungeranno la Russia e l’est del mondo”. 

Nel calendario per ora manca la Sardegna. “In qualsiasi posto del globo io vada c’è sempre la bandiera della Sardegna: mi sento in colpa perché sono anni che non ci vado e i fan me lo chiedono; io a mia volta domando da tempo di fare un concerto lì”.

Durante l’intervista viene trasmessa “Sono solo nuvole”, la canzone di “Simili” scritta da Giuliano Sangiorgi. “Bravo Giuliano, ha fatto bene a darla a me, quella mattina ti sei svegliato bene e mi hai chiamato. Aspetto altre chiamate! L’abbiamo eseguita insieme, lui al piano e io al microfono, nel concerto dei Negramaro al Mediolanum Forum di Assago: Non avevamo mai provato, io ero a Milano solo per 18 ore. Giuliano mi ha detto: se riesci, vieni che facciamo le prove al soundcheck; ma io non potevo. Sono andata lo stesso: nella versione del disco ho messo la parola ‘mondo’ al posto di ‘Milano’ ma al Forum ho cantato la versione originale e Giuliano ha apprezzato molto”.

Il pubblico dell’auditorium si alza in piedi, balla e canta in cerchio attorno a Laura durante la messa in onda di “Innamorata”, il brano scritto da Jovanotti. “Lorenzo ed io abbiamo incrociato le nostre emozioni: lui ha scritto un testo in cui ha descritto esattamente come sono io adesso, inserendo frasi che sono proprio nel suo stile; non sono mai stata così innamorata della vita. È la prima volta che non faccio canzoni che parlano della via vita: in questo disco interpreto storie di altri ma un pezzetto di me o una mia frasetta c’è sempre; non sono capace di scrivere come Niccolò Agliardi, uno dei miei autori, però mi sento simile alle sue parole. Poi ci sono anche L’Aura e Toni Maiello con dei pezzi bellissimi”.

Il disco contiene “È a lei che devo l’amore”, un brano dedicato a tua figlia Paola. “Io e Paolo (Paolo Carta, compagno nella vita e sul palco e papà di Paola ndr) abbiamo fatto un provino in casa chitarra e voce mentre tenevo in braccio Paola, che stranamente ha reagito e ha iniziato a dire piccole parole e a fare dei versi: ho mandato la registrazione di questo demo a Biagio Antonacci, che ha scritto il pezzo e che è il padrino musicale di mia figlia”.

Come ci si difende da chi cerca la notorietà attraverso critiche cattive? “Da quando c’è mia figlia Paola non mi va più il sangue alla testa e non ho l’impulso a rispondere per le rime, ma io sono la donna dei flop quindi non posso dire molto… Ci sono cani che fanno i cantanti e cantanti cani, proprio come accade per i giornalisti”.

Biagio ha firmato anche la traccia “Tornerò (Con calma si vedrà)”, l’hai sudamericanizzata? “La sentivo pop-rock ma poi l’ho fatta in stile flamenco. Quando sento un pezzo immagino subito come sarà il videoclip e penso a come sarò vestita. In quel brano sono io che dico ‘Baila baila’: la voce sembra quella di un uomo ma abbiamo trasformato la mia con uno strumento elettronico, non se ne sono accorti nemmeno i miei fan!”.

Mentre l’hashtag #PausiniRadioItalia spopola su Twitter, dacci i tuoi consigli per il selfie perfetto. “Cercate la luce giusta per il telefono, ma fatelo con disinvoltura! Privilegiate le inquadrature dall’alto, tenendo il braccio alzato, per nascondere i nasi importanti e la ciccia del gargarozzo!”.

Laura è reduce da “La Banda”, il programma tv girato a Miami in cui ha fatto la coach insieme a Ricky Martin. “Lui si conserva molto  bene, è inossidabile e compatto; insomma, è gnocco. Lo scopo della trasmissione era creare una band ma non pensavo fosse così difficile: ho provato a unire cinque ragazzi bravi a cantare ma insieme non rendevano. Quando penso a un coro di voci che funziona mi vengono in mente i Pooh”.

Come i Pooh, sarai super ospite al Festival di Sanremo 2016. “Sinceramente non vedevo l’ora di tornare all’Ariston, volevo andarci per il ventennale ma non ce l’ho fatta. Ringrazio pubblicamente Carlo Conti per avermi invitata: la serata in cui sarò ospite sarà sicuramente il secondo momento più emozionante della mia carriera, dopo l’esordio su quel palco nel 1993. In alcune nazioni purtroppo non trasmettono più il Festival, per fortuna internet ci permette di vederlo ovunque; invito tutti, soprattutto gli stranieri, a guardarlo perché alcuni artisti ce li abbiamo solo noi: Marco Mengoni, Tiziano Ferro, Claudio Baglioni, Ivano Fossati, Eros Ramazzotti, Andrea Bocelli, Giorgia, Emma ed Elisa…”. 

Laura è finalista insieme a Fedez, Ferro e Mika per il personaggio dell'anno del Diversity Media Award che riconosce l’impegno contro i pregiudizi e in difesa dei diritti gay. “Io credo nell’uguaglianza dei diritti delle persone. Sabato, 23 gennaio, ci sarà una manifestazione a Milano: non potrò partecipare perché non potrò essere lì con voi. Manifestate pacificamente e spaccate con la voce e con il pensiero. Dobbiamo essere uguali nei nostri diritti di esseri umani e dobbiamo essere tutti uguali per la legge italiana, siamo quasi gli ultimi tra i Paesi del mondo da questo punto di vista".

Infine i saluti finali, tra i fan in delirio. “Posso salutare Paola che mi guarda nel camerino? Viva la Romagna, mi mancate! Ricordate che ‘socmel’ non si può tradurre in radio e tv… La prossima volta possiamo organizzare un ‘day’, una giornata intera insieme?”.

Intanto Max Gazzè ha annunciato il nuovo singolo "Mille volte ancora".


20-01-2016 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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