


"Sanremo ci aiuterà a cambiare la percezione che la gente ha di noi, a superare i pregiudizi"
I La Sad hanno portato la loro energia al Fuori Sanremo ING, ai microfoni di Mauro Marino e Manola Moslehi. Dopo aver vestito i panni di co-conduttori nel corso della seconda serata della kermesse, presentando Renga e Nek, i La Sad sono carichissimi e pronti a cantare nuovamente "Autodistruttivo"; stavolta saranno introdotti da Geolier.
Come va questo Sanremo, che si dice?
Bello, bello, tosto, ci stiamo ambientando sempre di più. Siamo sempre più dei personaggi televisivi!
Ma vivete ancora insieme?
No, non più. Abbiamo vissuto insieme per quattro anni, poveri vicini di casa! Eravamo in un monolocale e di fianco al letto c’era lo studio di registrazione, un mixer. Era un inferno!
Siete contenti di come sta andando Sanremo?
Sì il nostro messaggio sta arrivando nel modo giusto, la gente sta capendo, siamo molto soddisfatti.
Nella serata dedicata ai duetti e alle cover canterete con Donatella Rettore…
“Lamette” è un grido generazionale di quegli anni che si sposa con il nostro. Poi Donatella è fantastica, è punk, non vediamo l’ora che arrivi il giorno, sarà la cosa più divertente. All’inizio il nostro team si sentiva col suo e poi abbiamo organizzato. Non c’è cosa migliore di questa!
Quando suonate in giro com’è il vostro approccio?
Sul palco facciamo alcuni siparietti, abbiamo il salone di bellezza La Sad. Ci piace curare la nostra immagine oltre che la musica. Ci piace esporre i nostri valori, parliamo con i fan, facciamo salire la gente sul palco, c’è uno scambio con le persone.
Poi voi avete un seguito molto giovane, è una responsabilità
È importante come suonano le canzoni e che messaggio mandano. Mio cugino per esempio si è avvicinato a noi come fan perché si rispecchiava nei testi. Poi va beh il punk non piace a tutti quanti, è normale.
Vi siete formati ufficialmente nel 2020: uno di voi ha detto che prima di allora era molto timido...
Sì la musica mi ha aiutato molto, diciamo che ho dedicato tutta la vita alla musica, è l’unica cosa che mi ha veramente salvato e mi ha tirato fuori dai momenti più cupi.
Avete anche fatto in fretta ad arrivare a Sanremo!
Eravamo stra-determinati, per noi era molto chiaro dove volessimo arrivare: tutto il successo è stato un susseguirsi di obiettivi raggiunti in modo naturale.
Come vi immaginate dopo Sanremo?
Sicuramente Sanremo ci aiuterà a cambiare la percezione che la gente ha di noi. Un’occasione del genere può aiutare la gente a superare i pregiudizi, perché ci può vedere sul palco, può vedere il nostro impegno. Alla fine noi portiamo la voce dei giovani e tutte le loro sofferenze, le difficoltà che devono affrontare.