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Jovanotti: ecco perché il suo tour 2018 è vita, musica e arte totale I suoi concerti sono una festa per l’amore, il ritmo, la libertà, l’Italia 13-02-2018

Sbam! Il tour 2018 di Jovanotti è musica e arte totale, con una scaletta di canzoni da “Oh, Vita!” a “A te” fino a “Chiaro di Luna”, dedicata alla moglie. Parte da Milano con 40 date già sold out e un record di 12 concerti al Mediolanum Forum di Assago trasformato in “salone delle feste” all’americana, teatro, cinema e discoteca, con 13 lampadari giganti e una pedana che dal palco arriva al cuore della platea e l’attraversa. È un “rock’n’roll show” a 360 gradi “inventato” da Jova, stavolta in veste di Don Chisciotte: due ore e mezza, 28 brani tra cui un dj set, arie di Rossini e Pavarotti, visual all’avanguardia e una super band per un palalasport tutto esaurito.

Dopo aver visto la “serata d’inaugurazione fuori abbonamento” della tournée Lorenzo Live 2018, con Radio Italia radio ufficiale, ecco perché ogni suo concerto è una festa per l’amore (inteso anche come antidoto contro il razzismo) la libertà, il Paese, il ritmo e San Valentino (Rossi), più otto curiosità, tra cui l’invito di Claudio Baglioni al Festival di Sanremo 2018 a cui ha dovuto dire no. In fondo la fotogallery esclusiva di Radio Italia con le fotografie scattate da Francesco Prandoni durante la serata.

ARTE. Lo spettacolo inizia: il palazzetto è un cinema e sul grande schermo c’è un cartoon fantasy, visibile qui, che ritrae Jova nei panni di Don Chisciotte su un ronzino e su una moto e poi in mille vesti. L’artista, con una giacca brillante e una notte di stelle sullo sfondo, canta e balla “Ti porto via con me” subito dopo la poesia “A tutti gli illusi” scritta da Corrado D’Elia per “i cavalieri erranti”, letta in spagnolo dalla voce di Miguel Bosé e sottotitolata in italiano.

In un sol colpo si vivono momenti di cinema, cartoni animati, letteratura con Cervantes e metateatro: sul monitor, infatti, alcuni inserti video mostrano gli spettatori e il cantante in mezzo a loro come un fan qualsiasi.

LE CANZONI. L’ultimo singolo è in scaletta insieme ad almeno altre 7 tracce del nuovo album “Oh, Vita!” e a una raffica di hit, mentre sul monitor scorre un vero e proprio film della serata.

Su “Penso positivo” le immagini mostrano un inedito Jovanotti conduttore di telegiornale alternato a noti giornalisti televisivi: il loro labiale è quasi perfettamente sincronizzato sul testo del brano.

IN ITALIA. “Nel paese più pazzo del mondo, nel Paese dei campioni del mondo di tutto, stasera soprattutto campioni di affetto e allegria: siamo qui e dove sennò?”: così Lorenzo lancia il pezzo dedicato allo Stivale.

Sul display spuntano video come pop-up e clip dai social: sono storiche pellicole in bianco e nero, programmi storici e grandi attori, da Mastroianni a Sophia Loren.

OH, VITA!La prima è sempre pazzesca, dopo settimane chiusi a far le prove in un palazzetto vuoto, poi si esce fuori e arriva la botta!”: queste parole di Jova introducono la title-track del disco, che finisce con un freestyle in cui il rapper racconta e ringrazia Milano, che ha ospitato il suo primo vero concerto 30 anni fa.

Tutto il Forum canta “Come posso io non celebrarti vita?” e con “Sbam!” arriva un’altra botta di energia, luci, colori e onde di mani in alto mentre per “Gli immortali” l’artista torna a essere Don Chisciotte della Mancia.

AMORE. Al coro unico su “Mi fido di te” segue un sentito discorso a braccio per “Sbagliato”: “Secondo Darwin, uno dei motori della teoria dell’evoluzione è che le cose accadono quando succede qualcosa di giusto nel momento sbagliato e viceversa, negli altri casi non si muove nulla. In questi giorni si torna a parlare di razzismo, che è la cosa sbagliata nel momento sbagliato. Bisogna tracciare idee giuste in questo tempo sbagliato”.

Il ritornello è “C’è qualcuno che danza sotto un cielo stellato, c'è una coppia che ride e si bacia sopra l'erba di un prato, una musica semplice in un mondo intrecciato, una musica giusta in un mondo sbagliato…”.

Sempre chitarra alla mano tocca a “Baciami ancora” e “Chiaro di Luna” dedicata “alla mia amata”, la moglie Francesca Valiani: romantici visual appaiono anche su due lenzuoli sospesi sopra il cuore del Forum.

Poi è il turno di “A te” e “Ti sposerò”: “Viva gli sposi, i fidanzati, i divorziati e soprattutto gli innamorati! Scriverei solo canzoni d’amore, perché ce n’è sempre bisogno, poi tra poco è San Valentino... Rossi naturalmente!”. “Ragazza magica” chiude il cerchio.

RITMO. C’è “Fame”, voglia di ballare: Lorenzo riappare sulla pedana centrale che magicamente si solleva e gira sulle teste dei fan diventando una piattaforma sopraelevata per un dj set d’eccezione.

Deejay Jova mette i dischi, mixa, canta e danza, così il palasport ora è una discoteca: “Tempo”, “Muoviti muoviti”, “Una tribù che balla” e “(Tanto)³”, fino a “L’ombelico del mondo” preceduta dalla voce di Luciano Pavarotti in “Libiamo ne' lieti calici”.

Un breve film stile Bollywood introduce “L’estate addosso”: Saturnino con il suo basso è al fianco di Jova sulla pedana e il Forum salta con le braccia al cielo.

Poi arrivano l’elettronica di “Tutto l’amore che ho” e “Safari”, la dance di “Tensione evolutiva” e “Sabato”, il rock e i coriandoli de “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, il corale “ale ooo” di “Ciao mamma” e il ballo di gruppo su “Ragazzo fortunato”.

GRAN FINALE. Dalle note intime di “Le tasche piene di sassi”, solo voce e chitarra elettrica distorta, agli spalti tutti accesi per “Siamo come il Sole a Mezzogiorno, baby!”: “È la prima volta che apriamo un tour a Milano”, spiega il cantante, “Perché qui  30 anni fa al Rolling Stone ho fatto il mio primo concerto con due giradischi e un revox per mandare le basi. Venivo dalla consolle dei locali di Roma e avevo appena fatto un album, Jovanotti for President, che aveva venduto una cifra assurda senza preavviso. Per me poteva finire lì, perché vivevo alla giornata e mi piaceva fare il dj, non avrei mai pensato a tutto questo: 27 camion e 120 persone che oggi girano con me. Era giusto iniziare da qui. Vi saluto con una canzone semplicissima, come sono di solito le mie: la semplicità è un vestito, una maschera. Mi piace la parola di questo brano, che è sempre al centro dei miei pensieri: la libertà”.

Con il coro “Viva la libertà”, la chitarra acustica e tutta la band sulla pedana, Jova saluta e dà appuntamento a stasera.

8 CURIOSITÀ. Ecco cosa è emerso dal backstage e dal racconto che Jovanotti ha fatto alla stampa dopo il live sorseggiando sali minerali:

1. Dietro le quinte, per seguire il concerto, c’era Ghali: il giovane rapper a Radio Italia Solomusicaitaliana ha definito Lorenzoun idolo e una grandissima fonte d’ispirazione”, lodando la sua positività

2. Lo show è diverso tutte le sere: cambiano almeno quattro o cinque canzoni della scaletta , da “A te” a “Raggio di sole” ad esempio, e Jova ha un vero e proprio guardaroba a cui attingere per sfoggiare costumi sempre differenti: “Non ci sarà un attimo di noia!”, è garantito

3. Lorenzo ha spiegato così l’idea del Don Chisciotte: “Avevo letto una nuova traduzione di Cervantes in chiave moderna. Il suo hidalgo ha 51 anni, la mia età: l’ho interpretato come un segno. Quel cavaliere errante è eterno e intramontabile: è un mito fondante, un idolo della cultura occidentale, è il primo romanzo, è l’essere umano, è la forza dell’immaginazione. Per i video ho girato alcune scene indossando il costume teatrale del Don Chisciotte di Gassman

4. Ecco com’è nata la scenografia dei lampadari: “Il salone della Villa Le Rose di Firenze dove abbiamo registrato l’album aveva un grande lampadario di cristallo, ce l'avevo sopra la testa mentre cantavo. Io non avevo ancora un’idea per l’allestimento del tour e mi è venuta così, parlando in una delle riunioni di preparazione. Da uno solo, i lampadari appesi sono diventati 13”. Ogni lampadario ha 370 cm di diametro, 200 mt lineari di pendagli di vero cristallo e 120 macchine laser

5. Jovanotti dice che ama il caldo ma la sua super sudorazione è un problema per gli air monitor: dopo un po’ negli auricolari non sente più niente e deve soffiarci dentro

6. Per lo show vengono usate solo tre telecamere blackmagic da cinema, spesso all’opera nei videoclip musicali: danno profondità con ottiche lunghe e sono state utilizzate anche durante le prove per filmare la band. “Funziona”, dice il cantante, “Crea uno spaesamento che mi piace, con una qualità superiore dell’immagine

7. Lorenzo ha guardato il Festival di Sanremo 2018 di Claudio Baglioni? “No, ero a Rimini per le prove, ho visto solo Fiorello registrato e le Instagram Stories. Il tour ha coinciso col lunedì dopo Sanremo: Baglioni mi aveva scritto per chiedermi di fare l’ospite ma ho detto di no, non ci sarei stato con la testa; per fare 60 concerti devi mantenere la forma, è difficile. Se in futuro farei il direttore artistico del Festival come Claudio? Non ho l’età per farlo, per ora non è previsto

8. Sul tour aleggia una presenza magica: “Nei palasport incontrerete anche il Mago Lorè che predice il futuro con oracoli e numeri fortunati!


Autore:
Francesco Carrubba
13-02-2018 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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