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Fedez e J-Ax: “Non andremo a Sanremo ma una porta era stata aperta” Presentano a Radio Italia l’album Comunisti col Rolex, i singoli e il tour 01-02-2017

Fedez e J-Ax presentano l’album “Comunisti col Rolex”, le loro canzoni e il tour nei palasport, con la quarta data aperta a Milano dopo il sold out della terza. Parlano anche dei loro video, dei critici, della musica “pop”, del loro ego, di Fabrizio De André e infine del Festival di Sanremo di Carlo Conti e Maria De Filippi. Il tutto in diretta a Radio Italia con Paola “Funky” Gallo.

È sold out la terza data a Milano del vostro tour, si aggiunge la quarta, sempre al Mediolanum Forum di Assago. “Le prevendite per la quarta data saranno disponibili da domani. Considerandole tutte insieme, sarà quasi come esibirsi in uno stadio: è un buon San Siro. Sarà emozionante… Dormiremo al Forum e la quinta data probabilmente sarà all’ospedale Fatebenefratelli, daremo tutto”.

L’idea alla base di “Comunisti col Rolex” è che si può essere ricchi e rimanere coerenti. “Abbiamo letto l’intervista di Fiorello sulle critiche mosse a Carlo Conti per il suo compenso, diceva le stesse cose che stiamo dicendo noi, in Italia è così: quando entri nel mainstream inizia la sassaiola, ma abbiamo fionde nelle tasche per rimandare indietro tutte le pietre, perché alla fine è la musica a decretare il successo di un artista”.

L’incoerenza, che viene rinfacciata ad alcuni vostri brani, è anche dei giornalisti che alla conferenza stampa di presentazione non sembravano così ostili, ma poi negli articoli… “Questo disco porta clic se lo recensisci male… Certi articoli nel merito sono pretestuosi… Ma meglio così: quando la critica è benevola, vuol dire che l’album va male. La critica contemporanea dei Beatles scriveva malissimo...”.

Nel lavoro vi circondate solo di persone fidate? “Sì, perché oltre ad avere diffusi problemi di disonestà, questo lavoro non può essere concepito da impiegato della musica: per essere competitivo, devi sacrificare la tua vita, perché l’offerta è mille volte superiore alla domanda. Ad agosto e a Natale lavoriamo sempre e chi collabora con noi pure. Non è tutta bella vita, ci sono tanti sacrifici da fare. Certo, non ci piangiamo addosso per questo”.

Per fare questo album insieme, avete dovuto mettere da parte il vostro ego? “Abbiamo sacrificato un 25% di ego a testa, anche se nel complesso nel disco c’era spazio per tutti e due. Non era un obbligo: abbiamo deciso di fare l’album insieme per divertirci”.

Fedez, in un messaggio un ascoltatore si complimenta per la tua “immensa cultura generale”. “Non so dove l’ha vista, ringrazio. Leggo molto. L’immagine visiva che ho cozza un po’ con la mia decente proprietà di linguaggio. I miei pseudo-colleghi fanno fatica a coniugare un congiuntivo…”.

Che cos’è per voi il pop? “La musica pop sembra semplice ma in realtà è difficilissima: forse è per questo che siamo arrivati a farla. È musica popolare che non appartiene a una nicchia e che ha successo. Fare musica pop non è mai stato un disvalore”.

Ci scrivono che un ragazzino oggi festeggia 11 anni con le vostre foto sulla torta. “Capita spesso, a tutti i cantanti. Insieme copriamo un target esteso. Abbiamo deciso di documentare tutti i nostri instore per dimostrare che non ci sono solo bambini – come se fosse qualcosa di negativo, tra l’altro –. Ci sono tante famiglie con bambini: sono nostri fan sia i genitori sia i figli, significa che stiamo diventando parte del tessuto culturale del Paese”.

Un’ascoltatrice chiede come fate ad avere un’ironia e un’auto-ironia così speciali. “Bisogna svilupparle. Siamo partiti permalosi e con il magone, poi grazie alla musica abbiamo capito l’importanza dell’auto-ironia. Ogni commento negativo arriva un po’ all’anima sul momento, poi dopo cinque minuti passa. È come il veleno, ormai siamo immuni all’hating online”.

Nel disco duettate con Alessandra Amoroso in "Piccole cose" e poi con Giusy Ferreri e Sergio Sylvestre: li vedremo anche a Sanremo. J-ax: “Il nostro cast è molto più bello di quello del Festival! (ridono ndr) La mia generazione ha fatto musica anche per reazione a Sanremo. Ultimamente però la stessa gente parla male di noi e di Carlo Conti, mi stanno quasi facendo voglia di guardarlo. Della storia del Festival ricordo soprattutto la vittoria di Eros Ramazzotti tra i Giovani con ‘Terra promessa’ nel 1984 e il trionfo di Massimo Ranieri con la sua magistrale interpretazione di ‘Perdere l’amore’ nel 1988, si è mangiato l’Ariston. Dal Festival mi è stata aperta una porta tempo fa, un messaggio che diceva: ‘Quando vorrete…’”.

Fedez: “Non sapevo che ci fosse una porta aperta... ma sarò a New York, se fossi in Italia lo guarderei. Chi sono gli ospiti? Tiziano Ferro è ospite di due serate, giusto?”.

Nel duetto con Sylvestre “L’Italia per me” citate Fabrizio De André.

Fedez: “Penso che purtroppo la mia generazione l’abbia un po’ perso”.

J-Ax: “De André è il cantautore che nobilita la nostra musica. Nel brano canto: ‘È una canzone di De Andrè, so a memoria le parole neanche so perché. Questa è l’Italia per me’”.

Fedez legge un messaggio di una signora che scrive “Sogno di fare da milf a Fedez” e svela: “Ho una lista di querele lunghe. Per ora non ne ho persa neanche una. A breve ci saranno notizie bellissime proprio riguardanti le querele…”.

 


01-02-2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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