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J-Ax&Fedez presentano Comunisti col Rolex - Multiplatinum Edition a Radio Italia Ax: “Voglio che le mie canzoni vengano spiegate ai bimbi dai loro genitori” 28-11-2017

In un auditorium di Radio Italiavivo come non mai”, J-Ax&Fedez hanno presentato la loro Multiplatinum Edition di “Comunisti col Rolex”. Cosa condividono da quasi un anno? Il progettoComunisti col Rolex”, una Multiplatinum Edition, una sfilza di concerti sold out, una serie infinita di successi (ad esempio, il triplo Disco di Platino di “Comunisti col Rolex” ottenuto ieri) e ora anche... la paternità.

Paola Gallo: Il loro “Comunisti col rolex” è multiplatino e ora è anche una “Multiplatinum edition”... J-Ax&Fedez, benvenuti. Grazie per aver deciso di passare del tempo con noi. Un pubblico variegato, dall'asilo all'università e oltre. Perché prima de “La Finale” bisogna raccontare questo viaggio insieme che vi ha portato un sacco di successo, anche se non è mai abbastanza...

Fedez: “Per noi in realtà è più che abbastanza. Non avevamo aspettative e ci siamo tolti tante soddisfazioni”.

J-Ax: “La cosa più strana è che pensavamo di mischiare i fan. In realtà abbiamo creato una nuova fan base. Abbiamo creato dei mostri”.

Dei bellissimi mostri che comprano la vostra musica, che la scelgono. Ma ora dopo la finale, cosa farete?

J: “Sono convinto di aver fatto una musica che celebra l'infanzia. Penso che parlare senza filtri sia una prerogativa. E i bimbi non hanno filtri. I genitori però devono controllare, spiegare”.

Secondo voi ci vuole un Parental Advisory...

J: “Certo, sono un po' in pensiero per 'Maria Salvador' che viene cantata dai bambini. Certe volte la musica va dove vuole, non si sa dove colpirà. Non volevo che uscisse come singolo, l'ha scelto la casa discografica. Io ho addirittura cambiato dei versi. Nel disco 'Maria Salvador' ci stava perché affianca singoli cucciolosi come 'Il bello d'essere brutti'”.

Ci sono delle belle frasi che vi descrivono. Il nuovo disco è diventato proprio un nuovo disco con 5 canzoni nuove, una versione live, un DVD. Anche il pensiero è nuovo...

F: “Di questi 5 pezzi, uno era già in cantiere quando facevamo il disco; gli altri invece sono nati durante questo percorso. Non abbiamo riciclato nulla".

J: “I pezzi li abbiamo fatti alla fine della nostra esperienza. La 'Multiplatinum edition' diventa anche interattiva. C'è un codice che permette a chi l'ha acquistato di passare una giornata insieme. Prima de 'La Finale' faremo eventi 'senza pagare'”.

Nel disco c'è molto Alessandro e Federico. Ci sono canzoni personali, soprattutto di Fede...

F: “C'è 'Favorisca i sentimenti' che ho dedicato a Chiara durante il concerto all'Arena di Verona, quando le ho chiesto di sposarmi”.

Adesso hai una responsabilità pazzesca...

J: “Hai alzato la barra del livello per gli uomini. Per fortuna che quando hai fatto la proposta ero sposato da anni”.

F: “Mi è uscito spontaneo. È il mio modo di esprimermi, con i testi”.

J: “Adesso devi vendere dischi, riempire concerti e poi forse pareggi con Fede".

Ale, 'Devi morire' invece sostiene che sia importante denunciare il bullismo...

J: “Soprattutto parlarne. Io sono stato bullizzato alle elementari, alle medie e un po' alle superiori. Un po' perché mi sono spostato a Milano. In provincia bisogna essere più uniformi, a Milano meno. In questo pezzo parlo della mia esperienza personale. Ho cercato di non essere retorico. Sostengo che bisogna parlarne, anche se so che non sia facile. Possiamo affrontarlo anche da soli. Possiamo parlarne, conviverci, superarlo. Possiamo incanalare le cose in qualcosa di positivo. Io l'ho incalanato nella musica”.

In 'Perdere la testa' c'è uno spaccato di quello che siete voi. Tu Ax, dici 'La mia pazzia mi ha portato dal quartiere alla radio/Da cantarla in cameretta a cantarla allo stadio'...

J: “La mia diversità mi ha portato in alto”.

Tu Fede, 'La mia faccia tosta' mi ha portato a fare il giudice in tele /Interrogazioni parlamentari e querele'...

F: “Tutte le vicissitudini sono state tragicomiche per la controparte. Ho avuto tante querele ho avuto un periodo più pieno di querele che di altro”.

Un disco nuovo, certificato Triplo Platino ieri. Uno stadio che sta per arrivare. Ma quante volte siete andati a San Siro? Per tifare o per vedere concerti?

J: “Per me il calcio è fisica quantistica. Sono andato per assistere o per aprire i concerti di Vasco”.

F: "Io sono andato due volte. L'ultima quando abbiamo registrato il promo per il concerto di giugno".

Sarà quindi un'esperienza tutta nuova. Un fan vi chiede 'Qual è l'emozione che vi abbiamo regalato noi fan?'

J: “Il tour. Non ci aspettavamo di fare tutti quei sold out. Il Forum di Assago riempito quattro volte, il Teatro Antico di Taormina due. E tutti gli altri sold out. Una vera sorpresa”.

Un fan vi chiede se la paternità cambierà la vostra scrittura, la vostra vena polemica...

F: “Per adesso sto riflettendo sulla mia responsabilità. Più avanti mi chiederò se cambierà la mia scrittura. Ora sono concentrato su di lui”.

J: “Sì, cambierà tantissimo. Cambierà tutto, non so in che direzione. Dal momento in cui è nato, vedo il mondo attraverso i suoi occhi”.

La canzone inedita “Caos è chiuso” potrebbe essere nei titoli di cosa della prima fase?

J: “Assolutamente, mi vedo nel bar di San Siro dopo il concerto. Io che esco da una parte e Fede che esce dall'altra. È stato bello ma tutte le cose belle non durano tanto. Quando ci sarà l'occasione di rifarlo, sarà una festa”.

Mentre ascoltavamo “Il caos è chiuso”, abbiamo firmato autografi. Qual è l'oggetto o il luogo più strano dove avete firmato un autografo?

J: “Scarpe, braccia che poi vengono tatuate, torta e partecipazione di nozze”.

A proposito di tatuaggi, un fan vi domanda 'Qual è il tattoo più importante”?

J: “Quello con la scritta Nicolas”.

F: “Tutti i miei tatuaggi mi ricordano momenti della vita. Sono affezionato a tutti”.

Un altro vi chiede 'Quando venite a New York?'. Ma non vi è venuta la tentazione di andare all'estero?

J: “Noi parliamo di cose italiane”.

F: “Si può pensare a un tour per italiani all'estero”.

Ho riascoltato la canzone dedicata all'Italia “L'Italia per me”. Ci sono diverse figure positive: Samantha Cristoforetti, De Andrè, i vostri genitori, Borsellino e Falcone. Allora c'è qualcosa per cui vale la pena essere orgogliosi...

J: “Non conta se ci nasci, conta se la ami”. Io sono cresciuto con il mito dell'America, con il pensiero che l'America fosse meglio dell'Italia. Girando però ho sempre notato che provavo una certa nostalgia per l'Italia. Alla fine io e Fede siamo sempre pronti a criticare quello che c'è intorno a noi, ma se noi stiamo facendo un disco e vendiamo biglietti significa che c'è tanta gente che ci capisce. Dobbiamo fare musica per questa Italia che ci sostiene".

F (scherzoso): “Soprattutto Samantha”.

J: “Fede mi prende in giro perché quando ho visto Samantha mi sono emozionato. Non vedo l'ora che fede abbia il bambino, così piangerà anche lui”.

La scaletta è già pronta?

J: “Ma va non abbiamo ancora realizzato”.

F: “Ieri abbiamo abbozzato il palco. Abbiamo visto le prime immagini. A gennaio partirà la produzione artistica”.


Autore:
Mara Bizzoco
28-11-2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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