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J-Ax, Via di qua: “Durante il lockdown sono entrato in una crisi profonda” Lo “zio” racconta il ritorno: il singolo con Mr.Rain, Una voglia assurda e un disco... lasciato in aria 13-10-2020

J-Ax torna a Radio Italia, nel Reward Music Place, per parlare del suo nuovissimo singolo “Via di qua”, realizzato in collaborazione con Mr.Rain. Per Ax, si tratta del brano che segue il grandissimo successo di “Una voglia assurda”, ma anche un album che non è uscito ufficialmente e che hanno potuto ascoltare pochi fortunati. Prima di ripartire con questi nuovi progetti, però, l’artista ha attraversato un momento difficile nel pieno del lockdown, che ha raccontato ai nostri microfoni insieme a Mauro Marino e Manola Moslehi.

Il tuo nuovo singolo, “Via di qua”, vede la collaborazione con Mr.Rain. Com’è nata questa collaborazione?
’Via di qua’ era un brano che avevo nel cassetto, ma era incompleto. Mi sono accorto che è una canzone emo-rap, ovvero un sottogenere del rap che parla di emozioni. Mr.Rain è bravissimo a fare emo-rap, quindi poteva completare questo pezzo. Così l’ho chiamato, per fortuna gli ero simpatico e abbiamo finito questo brano, addirittura lui lo apre. Nell’insieme è venuta una bella cosa: il suo essere incisivo e morbido si sposa bene con il mio ‘entrare’ urlando.

Tu hai fatto scuola in questo.
A volte sono stato anche emotional, ma l’emo-rap è una vera disciplina che bisogna saper fare.

La copertina della canzone ritrae la faccia di un bambino divisa a metà...
Serve a far vedere che, dentro ognuno di noi, c’è un labirinto. Il pezzo parla di tutte le cose che non vuoi sentire quando sei depresso: sei tu che devi trovare la strada per uscire da questo labirinto. È la metafora di quello che viviamo oggi. dobbiamo ragionare come entità unica.

Quindi “Via di qua” significa anche rimanere sulle proprie idee.
Significa andare via da chi pretende di insegnare a vivere. Certe situazioni e complicanze vanno risolte guardandosi dentro, e non all’esterno.

L’ultima volta ci hai detto di aver scritto così tanto da avere musica pronta per almeno altri 2 anni.
Tra ‘Una voglia assurda’ e il nuovo singolo, c’è stato anche ‘Uncool & Proud’, un disco che non ho fatto uscire ma ho mandato solo ai miei contatti e ai fan via WhatsApp. Questo è un album a sé realizzato a nome di una band chiamata ‘J-axonville’: non lo farò mai uscire come J-Ax. Magari farò dei vinili in edizione limitata, ma non merita di essere pubblicato. Deve restare nell’aria, come l’ossigeno.

È come se, realizzando questo album, avessi esaudito un sogno.
Diciamo che lo ‘zio Ax’ ormai è abbastanza civilizzato. Dentro quel disco, invece, c’è ancora la mia parte selvaggia, che non vuole scendere a patti con nessuno. Non l’ho fatto per vendere, ma l’ho regalato attraverso un link privato.

Il tuo nuovo singolo, “Via di qua”, parla anche di regole imposte. Quando eri più piccolo, c’era qualcosa che proprio non volevi fare ma ti veniva imposto?
Alzarmi la mattina! Mi è rimasta fino ai 35 anni: non volevo mai andare a letto e alzarmi. In realtà, essendo stato bambino negli anni ‘70, i miei genitori erano abbastanza avanti. Anche nel video di ‘Via di qua’, si parla di una bambina a cui viene negata la sessualità da parte dei genitori. Io, quando ero bambino, ho chiesto un bambolotto: i miei me l’hanno preso, io giocavo a fare il papà. In quegli anni non era così normale: devo ringraziare i miei genitori perché mi hanno lasciato scegliere giocattoli di ogni tipo.


Alla fine, è stato un allenamento che poi ti è servito quando sei diventato papà...
In realtà, mio figlio non è un bambolotto, ma un diavoletto della Tasmania!

Come altri artisti, sei abituato a portare in giro la tua musica. Come hai vissuto l’ultimo periodo?
Sono entrato in una profonda crisi. Avevo appena pubblicato un disco, lo riascoltavo mentre a Milano c’era molta paura. Sentivo che il mio mestiere era inutile che le mie canzoni non avevano alcun valore. Così è nata ‘Una voglia assurda’, spinta dai fan e da Takagi & Ketra. Per questo, il brano non è reggaeton, ma funky come negli anni ’90. Volevamo ritrovare lo spirito degli Articolo 31.

Anche il testo è importante...
Era stato scritto proprio un mese prima che si uscisse dal lockdown: elencava tutte le cose che volevo, ma non avevo più certezza di rincontrare. Una cosa che mi faceva sempre maledire la mia città era il traffico: in quel momento ho scoperto che mi mancava, così come la folla addosso. Ho voluto scrivere, nel bene e nel male, che il problema del Coronavirus c’era ancora, ma ci si può approcciare alle cose con speranza e divertimento.

Parlando di live, il 6 marzo 2021 recupererai la data al Forum di Assago (Milano). Quanto voglia hai di tornare sul palco?
Una voglia assurda! Sono qui tutti i giorni a pregare e fare gli scongiuri: sono convinto che prima o poi un aiuto del destino arriverà, per riuscire ad essere a marzo al forum. Voglio ringraziare chi, nonostante il periodo di incertezza, continua a comprare i biglietti. È un atto di fede vero e proprio. Farò di tutto per esserci a marzo!

Autore:
Andrea Basso
13-10-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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