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Guè Pequeno a Radio Italia: a Fedez auguro il meglio E' già pronto il video di “Punto su di te” 15-11-2017

Guè Pequeno è stato ospite dell'Auditorium di Radio Italia per parlare in diretta del suo nuovo albumGentleman” con Paola “Funky” Gallo. Ecco l'intervista.

Il tuo disco è uscito in due versioni differenti, una rossa e una blu, con bonus track diverse.

Sono quasi identiche e mi piacciono tutte e due. Ho voluto premiare i fan perché oggi il CD fisico lo comprano solo loro, visto che ormai la musica si ascolta in digitale. Qualcuno che compra il CD fisico va premiato e volevo fargli un oggetto da collezione. Su Spotify ci sono tutte le bonus track ma, se prendi il CD, ti rimane qualcosa. Io stesso sono un collezionista”.

Su Spotify hai dei numeri pazzeschi e sei l'artista più seguito su spotify tra i 18 e i 25.

Di solito sono ancora più giovani, sono felicissimo”.

Ha fatto molto parlare il tuo confronto con Fedez sui social.

Io so che alla gente, specialmente sui social, fa impazzire il pettegolezzo più della musica. In verità con Fedez ho lavorato tanto, ho condiviso con lui un tour poi ognuno prende la sua strada e lui di strada ne ha fatta un sacco. C'è stato uno scambio su Instagram, anche con colpi bassi, ma non abbiamo nulla l'uno contro l'altro e giochiamo su due piste differenti: lui sulla pista del pop, io sulla pista dell'hip hop. Gli auguro il meglio”.

Ho trovato geniale l'invito che hai fatto a Enzo Avitabile. Come vi siete incrociati?

Sono molto contento del pezzo e alza il livello del disco. Mia madre non ci credeva e mi ha chiesto se era uno scherzo. Lui è un'eccellenza italiana, è fresco di David di Donatello. Io ho un rapporto speciale con Napoli perché è una città che amo, ho molti amici lì e ci vado spesso. Grazie agli amici, ci siamo incontrati e io sapevo che era un artista molto curioso e aperto: avevo questa base che è un po' mediterranea e si sposava con il suo stile. C'era un campione arabo i voce che lui ha ricantato in napoletano. Il pezzo 'La malaeducazione' è molto aspro ed è ispirato al film 'Il profeta' di Jacques Audiard, ne abbiamo parlato a lungo”.

A chi è dedicata “Punto su di te”?

A nessuno in particolare. Ma posso dirvi che di questa canzone ho già girato il video”.

Spesso si parla di denaro ed è un tema che in questo disco torna spesso.

Noi siamo cresciuti ascoltando l'hip hop americano e i soldi sono sempre stati un argomento base del genere. Ne abbiamo parlato fin dal primo disco don i Club Dogo e ora va molto di moda parlarne. Meglio, così smettono di rompere le scatole a noi! Però questa generazione si è impoverita di rime, sono molto forti nello stile e nell'immagine ma molti, non tutti, sono poveri nei contenuti. I soldi sono uno stimolo per realizzarsi, come l'hip hop che è una musica competitiva e serve a migliorarsi. Tutti desiderano i beni materiali, sarebbe ipocrita dire il contrario, e io ne parlo”.

Qual è stato il pezzo più impegnativo da scrivere?

Di questo disco è stato 'La malaeducazione' perché l'ho realizzato insieme a un mio amico. Mi sono ispirato al film per la parte fiction, la parte reale è ispirata agli aneddoti che mi ha raccontato questo mio amico. Ho trascritto tutto e ho cercato di mettere tutta la storia in rima. C'ho messo un mese e il risultato è power

Nel disco dici anche che l'amore è una delle dipendenze peggiori. Lo pensi davvero?

Dipende dal tipo di rapporto. Se il rapporto è morboso, è brutto. Di questi tempi però penso che la dipendenza più grande sia il digitale. Conosco persone che preferirebbero un milione di follower a un milione di euro e che dipendono da questo tipo di approvazione. Questa cosa riguarda soprattutto i giovani, ma non solo. Quando venite al mio concerto, usate pure i social ma bisogna documentare e instagrammare con le dovute proporzioni. Quando vado ai concerti di artisti che mi piacciono, soprattutto all'estero, qualche video lo faccio anche io, però non bisogna esagerare”.

E' bello confrontarsi con la musica internazionale?

Ho fatto un tour fuori dall'Italia ed è stata una bella esperienza. Io amo i club piccoli e l'energia dei posti da massimo 400 persone, anche se in Italia posso allargarmi un po'. Lo streaming abbatte completamente le frontiere e io già anni fa avevo fatto dei featuring con artisti francesi, ma il momento giusto è adesso. Io ho fatto un featuring con dei rapper tedeschi. Ora c'è l'attenzione giusta. Io ascolto rap europeo da quando sono nato e quindi mi fa solo piacere”.

Come si preserva lo stile hip hop?

E' già abbastanza contaminato. Io non sono un purista, sono aperto a tutto e sono molto attento ai trend. Non perché inseguo la moda, ma proprio per cultura e per passione. La passione in generale premia e anche in Italia alla fine c'è una meritocrazia”.


Autore:
Simone Bernardi
15-11-2017 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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